Tag Archives Razzismo

I FASCISTI CHE VOGLIONO LE CAMERE A GAS

A distanza di 136 anni dalla nascita di Benito Mussolini c’è ancora chi festeggia il suo compleanno poiché suoi convinti sostenitori. Come ogni anno ormai nella città natale del Duce, Predappio, si è tenuto un corteo commemorativo partito da piazza Sant’Antonio sino al cimitero del comune e più specificamente alla cripta della famiglia Mussolini. Saverio Tommasi anche quest’anno si è recato a Predappio dove ha avuto modo di ascoltare parole che normalmente farebbero cadere tutti i capelli: dal semplice attribuire a Mussolini cose mai fatte allo schifo per gli omosessuali alla volontà di riaprire le camere a gas per i nemici della patria: i comunisti che non possono mancare, i neri perché sono responsabili del cambiamento climatico (e ovviamente perché fanno le capanne con cacca di cammello) e ovviamente gli ebrei anche se “non è di moda”.

MINACCIATA PER AVER SOCCORSO STRANIERO

Domenica mattina nella zona di parco Forlanini a Milano si trovava a terra un ecuadoriano di nemmeno 30 anni sdraiato a testa in giù probabilmente perché ubriaco. A passarci vicino, se non quasi sopra, sono stati in tanti tra uomini, donne, giovani e vecchi ma nessuno è sembrato curarsene e fregarsene un minimo per aiutarlo, almeno finché l’avvocatessa Beatrice Bordino, che camminava coi suoi cani, lo vede e lo soccorre. Se già è preoccupante l’indifferenza generale lo è ancor di più sapere cosa alcuni hanno risposto alla donna. Tra chi insultava a suon di “brutta tro** lascialo lì” e chi si mostra dispiaciuto perché il ragazzo non era affogato su un barcone (“un neg**, uno straniero che doveva affogare sul barcone”) non manca chi intima di non chiamare l’ambulanza: “se osi chiamare i soccorsi, ti meniamo maledetta tro**, bisogna lasciarli morire questi immigrati di mer**, ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi neg**”. A invocare Dio affinché “affondi tutti i barconi” è invece una anziana signora; una di quelle che probabilmente sono cristiane perché così hanno imparato e che mai si sono interrogate o approfondito quel che professano. “Me ne sono andata tremando. Poi ho fermato due vigili a cui ho spiegato i fatti. Risposta: ‘Ce ne sono tanti…’. Torno per portare dell’acqua al ragazzo, ma un amico lo stava accompagnando via. Al che mi sono seduta. E ho iniziato a piangere. Nessuno mi farà diventare una non-persona. Voglio denunciare questi comportamenti, non resto in silenzio” conclude Beatrice.

MIGRANTI PRESI A SASSATE MENTRE ANDAVANO A LAVORO

A Foggia dei migranti stavano andando a lavorare quando sono stati affiancati da un auto con a bordo gli aggressori che hanno incominciato a tirare pietre. Due migranti hanno riportato un trauma cranico oltre che due ferite motivo perciò oltre ai carabinieri si è chiamato il 118. Ancora peggio dal punto psicologico dato che i migranti ne sono rimasti negativamente colpiti: “non sono andato al lavoro ho paura trovare ancora quei ragazzi”. Secondo la Cgil di Foggia “appare evidente che il clima di odio fomentato anche da azioni di forze politiche che fanno della discriminazione razziale verso gli immigrati che vivono e lavorano in questa provincia, l’unico impegno politico concreto, dimenticandosi delle difficoltà che i cittadini vivono ogni giorno, addossando qualsiasi responsabilità alla presenza di persone extracomunitarie”. Nelle stesse ore dei migranti guidati dal sindacalista Aboubakar Soumahoro occupavano la Basilica di San Nicola a Bari per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposti i braccianti. Almeno loro hanno ancora la forza che molti hanno perso quando si tratta di diritti ed è triste si rivolgano ad un vescovo poiché inascoltati e ignorati da chi lo sfruttamento dovrebbe combatterlo.

TREVISO, INSULTATA E PRESA A CALCI: “SPORCA NEGRET**”

Picchiata e insultata tra l’indifferenza generale per aver suonato una volta di troppo il clacson. Questo è quello successo venerdì scorso a Susy, 35enne di Vazzola (Treviso), la cui aggressione è stata poi denunciata su Facebook dal titolare del distributore dove lavora, Luca Vazzoler.

“Venerdì la nostra Susy stava andando ad aprire il distributore Energyca di Vazzola, in via Cesare Battisti, verso le 15:00. Entrando con la macchina quasi si scontrava con un furgone bianco che correva dentro il piazzale per andare al bar lì attaccato (bar che, ci tengo a precisare, non c’entra nulla con Energyca). Lei suona il clacson, gli fa notare che è pericoloso guidare così in un piazzale dove passano clienti e ne nasce una discussione, che culmina con questo omone grande e grosso che le tira dapprima un ceffone facendole perdere gli orecchini e sanguinare l’orecchio, per concludere con un calcio all’altezza del ginocchio del quale porta ancora ovviamente l’ematoma. Il tutto condito da insulti tipo “put..na”, “sporca neg..a puzzi”. Poi è andato al bar.”

Subito dopo Susy ha chiamato i carabinieri e successivamente il marito e il datore di lavoro. Quest’ultimo denuncia il fatto che né il gestore del bar né i sui clienti siano intervenuti e che anzi dicano di non aver visto e sentito nulla.

“Vista l’ora e la zona sono certo che qualcun altro può aver assistito all’accaduto. L’aggressore è già stato identificato ma le testimonianze sono importanti. Se qualcuno può, parli: potete chiamarci in ufficio al 0438/23020, contattarmi in privato o ancora meglio contattare i Carabinieri della caserma di Codognè.” Termina con questo invito il post Facebook di Vazzoler.

“Non mi era mai successo nulla di simile. Sono in Italia da quasi 20 anni, lavoro al distributore da cinque anni e mi sono sempre trovata bene con tutti. Non mi spiego il perché di tanta violenza per un pretesto così banale” si domanda Susy.

14 LUGLIO 1938 – MANIFESTO DELLA RAZZA

Il 14 luglio 1938 venne pubblicato su “Il Giornale d’Italia”, con il titolo “Il fascismo e i problemi della razza”, quello che più comunemente è noto come “Manifesto degli scienziati razzisti” o “Manifesto della razza”. Il manifesto fu firmato da alcuni scienziati italiani e gettò le basi di quello che divenne il razzismo fascista che porterà all’emanazione delle leggi razziali in Italia.

  1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
  2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
  3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
  4. La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.
  5. È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.
  6. Esiste ormai una pura “razza italiana”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
  7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
  8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
  9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
  10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

I firmatari furono: Lino Businco, Arturo Donaggio, Leone Franzi, Guido Landra, Nicola Pende, Marcello Ricci, Lidio Cipriani, Franco Savorgnan, Edoardo Zavattari, Sabato Visco.

ARRESTATI I DUE RAZZISTI CHE AVEVANO PICCHIATO IL RAGAZZO DEL GAMBIA IL MESE SCORSO

“Scimmia, neg** di mer**, devi andare via non ti vogliamo qui” e poi giù con calci e pugni: arrestati dalla Digos il 45enne Andrea Chilelli e il 50enne Ivano Vitti vicini all’estrema destra romana. I due avrebbero picchiato e insultato il 17 giugno scorso un ragazzo del Gambia appena entrato in un locale. Gli investigatori sono giunti a loro esaminando le videocamere presenti in zona e raccogliendo testimonianze.