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INCHIESTA DIASORIN, IN UNA CHAT SPUNTA IL NOME DI SALVINI. LA REPLICA: “NON ME NE FREGA UN ACCIDENTE”

“Ho sentito Matteo, chi sta con quel miserabile è fuori dal partito” afferma un esponente leghista di spicco (per il Fatto si tratta del deputato Paolo Grimoldi) stando a quanto riportato da “La Provincia pavese”. Il miserabile in questione è Roberto Francese, sindaco di Robbio, favorevole a un test alternativo a quello dell’ospedale di Pavia e della società di Saluggia (Vercelli).⠀

Il Matteo indicato è invece il segretario della Lega. Nelle carte all’esame della Procura di Pavia per l’inchiesta sull’accordo tra il Policlinico San Matteo e l’azienda Diasorin per effettuare i test sierologici anti-Covid, in una chat tra amministratori locali, è così fuoriuscito anche il nome del numero uno delle opposizioni.⠀

“A me della chat non me ne frega un accidente. C’è un’inchiesta su persone serie dell’ospedale di Pavia? Secondo me è una vergogna, C’è un’ inchiesta sul governatore della Lombardia perché un’azienda ha regalato dei camici? Secondo me è una vergogna. Quando torniamo al Governo, la riforma della giustizia è la prima cosa che abbiamo il dovere di fare, altrimenti le aziende scappano da questo Paese” ha risposto Salvini ad una domanda dei cronisti.⠀

Fonte: La Repubblica, ANSA, Il Messaggero

APPROVATO RECOVERY FUND: ALL’ITALIA VANNO 209 MILIARDI DI EURO

All’alba del quinto giorno di trattative si è fatto un pezzetto di storia in questo summit che solo per poco non ha superato la durata di quello di Nizza del 2000. Finalmente si è trovato l’accordo sul Recovery Fund con l’approvazione di un pacchetto da ben 750 miliardi di euro composti da 390 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi di prestiti. Di questa somma una larga fetta, circa 209 miliardi, andrà all’Italia.⠀

In questa impresa, che ha il merito di aver sdoganato la possibilità di fare debito comune, tutti i leader europei sembrano uscirne soddisfatti. Persino i cosiddetti Paesi frugali (Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca) ne escono vittoriosi dopo aver ottenuto un abbassamento delle sovvenzioni da 500 a 390 miliardi e dopo aver ottenuto importanti rebates, i rimborsi introdotti per la prima volta su richiesta del Regno Unito ai tempi di Margaret Thatcher. ⠀

Felici anche tutti i restanti leader europei che sono riusciti in  quella che un Macron visivamente contento ha definito una “trattativa difficile, caratterizzata da opposizioni e visioni diverse dell’Europa”. Fondamentale è stata l’unione di Germania e Francia che insieme hanno fatto fronte comune con Italia, Spagna e gli altri Paesi (blocco di Visegrád compreso).⠀

Il premier Conte ricorda come di quei 750 miliardi “una buona parte andrà all’Italia, il 28%”. “Abbiamo conservato 81 miliardi a titolo di sussidi e abbiamo incrementato notevolmente l’importo dei miliardi concessi in prestito, passati da 91 a 127, con un aumento di 36 miliardi”. Scontento il leader leghista Salvini che parla di “una fregatura grossa come una casa”.

Fonti: La Stampa, RaiNews

DUDA HA VINTO LE PRESIDENZIALI IN POLONIA. MANCATA LA SVOLTA PER POCHI VOTI

È successo. È il caso di dire che l’esito elettorale non fosse scontato ma in ogni caso a venire eletto è stato nuovamente Duda, il presidente uscente. L’ultraconservatore ha battuto l’avversario liberale Ralaf Trzaskowski con circa il 51,21% dei voti contro il 48,79%.⠀
È una sconfitta che fa doppiamente male perché non solo conclusasi con la vittoria del beniamino di Orbán ma anche per il distacco davvero ridicolo. È stato un ballottaggio combattuto e molto sentito dalla popolazione chiamata a scegliere due visioni diverse, dall’Ue alla comunità lgbt, ed infatti l’affluenza è stata altissima: hanno votato il 68,9% degli aventi diritto al voto.⠀
Ieri i polacchi, seppur di poco, hanno scelto un sovranista smantellatore di democrazia mentre hanno detto no a un europeismo attento alle minoranze all’interno del Paese. Vedremo se la Polonia continuerà a smantellare lentamente il suo sistema giudiziario.⠀

Fonte: SkyTg24

LA LETTERA DI PATRICK ZAKY ALLA FAMIGLIA: “UN GIORNO SARÒ LIBERO”

A darne notizia è la pagina Facebook “Patrick Libero” che informa come “per una volta, oggi vi diamo una (relativamente) buona notizia!  La famiglia di Patrick ha ricevuto oggi una breve lettera da lui scritta il 21 giugno. Naturalmente non ha potuto dire tutto quello che voleva, dato che queste lettere passano attraverso varie mani di sicu0rezza prima di raggiungere il destinatario.  Sì, siamo ancora preoccupati, ma siamo felici di leggere le sue parole”.

Gli attivisti hanno anche pubblicato una parte della missiva scritta da Patrick Zaky: “Cari, sto bene e in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole. Spero che stiate tutti bene e che la Corona non abbia colpito nessuno dei nostri cari (…)Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima.

Letter From PatrickFor English and Italian scroll down: عندنا انهارده خبر كويس -نسبيًا- نشاركه معاكم. أسرة باتريك…

Pubblicato da ‎Patrick Libero – الحرية لباتريك چورچ‎ su Sabato 4 luglio 2020
post FB

Questa lettera ha riacceso i riflettori sul giovane studente dell’Università di Bologna che da inizio febbraio si trova sotto arresto in Egitto per reati d’opinione. Come tanti altri prigionieri politici Patrick si trova al carcere di Tora, vicino al Cairo, e la prossima udienza sembra essere fissata il 12 luglio.
In tutta onestà però non mi sembra esserci tutta questa grande attenzione da parte del mondo politico italiano che, dando la cittadinanza a Patrick, potrebbe fare meglio pressione sull’Egitto affinché il ragazzo sia tra i detenuti che verranno graziati per decongestionare i carceri.

Fonti: La Stampa, SkyTg24

CINA, STERILIZZAZIONI E ABORTI FORZATI PER LE DONNE UIGURE. È UN “GENOCIDIO DEMOGRAFICO”

La Cina starebbe conducendo una campagna di sterilizzazioni forzate nel Xinjiang per controllare la crescita della popolazione di origine uigura, una minoranza musulmana da tempo nelle grinfie del governo di Pechino.

Stando ai dati raccolti dalla Associated Press e dal ricercatore Adrian Zenz è il caso di parlare di “genocidio demografico” quando si parla della situazione degli uiguri in Cina. Mentre le persone di questa minoranza finivano nei “campi di rieducazione” per “assicurarsi che non diventassero estremisti religiosi”, si è iniziato anche a radunare le donne per farle abortire con la forza, a fare iniezioni sterilizzanti o inserimento forzato della spirale.

L’intento, scrive La Stampa, è di bloccare le nascite dal 14 al 34% tra donne uigure dai 18 ai 49 anni e così dal 2015 al 2018 la crescita naturale della popolazione uigura nelle province di Kashgar e di Hotan è crollata dell’80%.

Non è un caso che nel 2018 l’80% delle spirali di tutta la Cina siano state applicate nello Xinjiang o che nel 2020 in questa regione ci siano state molte più sterilizzazioni che nel resto del Paese.

Mentre gli han, che rappresentano la maggioranza in Cina, vengono aiutati e incentivati, le donne uigure durante gli alza-bandiera sono costrette a cantare:”se abbiamo troppi figli, siamo estremiste religiose e così finiamo nei campi di rieducazione”.
“La gente ora ha il terrore di dare alla luce” ha detto una donna ad apnews. “Quando penso alla parola ‘Xinjiang’, riesco ancora a sentire quella paura”

Uno dei principali motivi per cui si finisce nei “campi di rieducazione” sembra essere proprio l’avere tre o più figli. È il caso di Abdushukur Umar che è stato condannato a sette anni di prigionia, tanti quanti sono i suoi figli.

Fonti: La Stampa, Il Messaggero
Link articolo AP: https://apnews.com/269b3de1af34e17c1941a514f78d764c

APPROVATA LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE. CHE FINE FARÀ HONG KONG?

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese che dal 1997, dopo aver cessato di essere colonia britannica, passò sotto il controllo della Cina tramite un accordo che garantiva particolari libertà per almeno 50 anni e che è riassumibile nella frase “un paese, due sistemi”.⠀

Dopo mesi e mesi di proteste da parte dei cittadini di Hong Kong si è giunti ha una importantissima svolta targata Cina: martedì è stata approvata dai cinesi, nel silenzio, la nuova legge sulla sicurezza nazionale che di fatto dà alle autorità cinesi maggiore controllo sulla ex colonia britannica.⠀

La nuova legge sarà sicuramente utilizzata dai cinesi per mettere fine alle proteste pro indipendenza e democrazia che da mesi attraversano Hong Kong: la polizia locale, scrive Il Post, ora potrà arrestare (per conto della Cina) chiunque sia accusato di “attività terroristiche” e/o “sedizione, sovversione e secessione”. Non è un caso che già mercoledì siano iniziati gli arresti e che il primo a finire in manette sia stato un uomo accusato di possedere una bandiera a favore dell’indipendenza di Hong Kong.⠀

A soli 23 anni dei 50 di maggiore libertà la regione amministrativa speciale si trova a poter dire addio a “un paese due sistemi” in favore di “un paese un sistema”. Molti esperti parlano della fine di questa maggiore libertà ma dalle autorità cinesi arriva un’altra versione. Di certo c’è che Hong Kong ha perso sicuramente parte dell’indipendenza ed ora sarà anche più facile mettere fine alle proteste.⠀

La situazione preoccupa anche Demosisto, fondato da attivisti studenteschi come Joshua Wong, Nathan Law, Jeffrey Ngo e Agnes Chow, che in mattinata hanno rassegnato le dimissioni.⠀

Diciamocelo onestamente: non si è nelle condizioni di aiutare seriamente Hong Kong senza brutte ripercussioni nazionali. Lentamente l’ex colonia britannica perderà sempre maggiore indipendenza.⠀

Fonti: Il Post, Ansa

FIRENZE: QUELLA PIAZZA DEI NO-VAX E DEI COMPLOTTISTI

È una piazza di “anti” quella di Santa Croce a Firenze di due giorni fa. Una piazza che, tra mancate mascherine e distanziamento sociale, grida “No 5G”, “No vaccini”, “No banche”, “No politica” e che a volte arriva a mettere in dubbio l’esistenza del coronavirus chiedendo la verità.

È anche la piazza di tantissimi militanti del “Movimento 3V” (Vogliamo Verità sui Vaccini) e dei loro striscioni come: “in futuro si vaccinerà per influenzare l’inclinazione spirituale”. Una piazza che non piace al sindaco Nardella ma che ieri non deve essere dispiaciuta alle migliaia di persone che l’hanno riempita ogni tanto sollevando dubbi leciti che però troppo spesso divenivano il nulla affiancati alle certezze millantate.

È la piazza dell’ex deputata grillina Sara Cunial e del suo discorso complottista a Montecitorio. È la piazza di Guido Gheri e della sua radio sequestrata per istigazione all’odio razziale. È la piazza di alcuni punti di riferimento di chi aveva insultato o minacciato il ministro Speranza dopo l’annuncio dell’accordo Ue per 400 milioni di dosi di vaccino.

È la piazza che, se è vero che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, mi fa venire il dubbio che la vita di medici e infermieri non dovrebbe essere messa a rischio per e da costoro.

Fonti utilizzate: Il Fatto Quotidiano, La Nazione, Firenze Today.

IL LIBRO DI BOLTON CHE PREOCCUPA TRUMP: L’AMERICA NON STA MESSA BENE (E NOI NENACHE)

Mentre scrivo, 18 giugno 2020, la Casa Bianca è attraversata da non pochi guai il cui artefice porta il nome di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza licenziato da Trump, che con il suo prossimo libro “The Donald” descrive il presidente americano come un mezzo ignorante che in fondo ama la Cina e le dittature. Non sono parole da poco quelle di Bolton che parlano di Trump come di un estimatore dei campi di internamento degli uiguri e di un presidente disposto ad utilizzare la guerra commerciale con i cinesi per chiedere un aiuto a Xi Jinping per essere rieletto (nulla di nuovo tutto sommato). Trump chiaramente non può che smentire e dare a Bolton del bugiardo cercando di impedire la pubblicazione del libro ma a questo punto, guardando anche alla Russia e all’Ucraina, è più che lecito domandarsi se gli USA abbiano alla Casa Bianca un presidente disposto anche a rinnegare valori e interessi nazionali al fine di essere rieletto. Quella davanti a noi non è una bella prospettiva: l’Europa è da anni completamente assente in politica estera con il risultato che sono altri, per storia e cultura non particolarmente democratici, a poter sedere al tavolo dei negoziati mentre gli europei fanno finta che questioni anche vicinissime come la Libia non li riguardi. Solo negli ultimi giorni la tensione a livello globale è davvero alta: ad esempio la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud e per la prima volta dal 1975 venti soldati indiani sono stati uccisi dai soldati cinesi. In tutto questo l’Europa come sempre non è pervenuta e lascia che siano altri ad occuparsi di faccende delicate: diplomazia meno di zero. Non è lavandosi le mani che ci si può chiamare santi. Dovrebbero scorrere parole volgari quando ci si riferisce alla politica estera di questi anni dei Paesi europei e in particolar modo l’Italia che lo ha ricordato proprio in questi giorni: prima vende all’Egitto due fregate Fremm e pochi giorni dopo chiede la verità su Giulio Regeni tramite lettera.

Dal profilo Instagram di Destructismi

LA LETTERA DEL COMPLOTTO DELL’ARCIVESCOVO VIGANÒ CHE PIACE A TRUMP

Per superare lo shock provocato dalle scioccanti rivelazioni (per non definirle in modo più scortese) dei gilet arancioni potreste aver bisogno di pensare che quello del complottismo non è un fenomeno tutto italiano e l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, con una lettera indirizzata a Trump, ha il potere di ricordarcelo.

L’uomo ultraconservatore ostile a papa Francesco incomincia parlando di “due schieramenti biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre”. I secondi “servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro”. No, avete sbagliato: il presidente Trump, che noi non abbiamo avuto la fortuna di conoscere in veste di uomo umile capace di unire gli USA in momenti di rivolta e dalle visioni progressiste, apparterrebbe ai “figli della luce”, quelli che combattono Satana.

Parlando del coronavirus Viganò ci fa sapere che forse finalmente potremo scoprire chi sono quelli che “in questa colossale operazione di ingegneria sociale” hanno potuto decidere “le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni”. “Le indagini sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico”.

Davvero svegli i figli delle tenebre che “vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione”. Non sappiamo di preciso chi ma sappiamo che dietro “atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà”.

Religiosi o no, dice Trump, quella dell’arcivescovo Viganò è una lettera da leggere.

“NEL FORNO”: MINACCE ANTISEMITE A EMANUELE FIANO.

“Nel forno!”. Recita questo un messaggio inviato all’On. Emanuele Fiano, PD, accompagnato da una immagine di un comizio di Adolf Hitler. Il deputato è figlio di uno dei più noti testimoni della Shoah, Nedo, che sopravvissuto ad Auschwitz è tra quelli che più si sono impegnati per raccontare le brutalità viste e vissute.

Il Partito Democratico commenta così: “Ad un nostro deputato, Emanuele Fiano, è stata inviata in queste ore un’immagine di Hitler con la scritta ‘Nel forno!’. Un gesto disgustoso, stupido, antisemita. Un’offesa ai milioni di morti nei campi di concentramento, ai milioni di caduti durante la guerra per sconfiggere il nazifascismo e restituire all’Europa libertà e democrazia”. Solidarietà è arrivata da tutto il mondo politico.

Non è una novità per Fiano ma in generale non lo è per gran parte della classe politica italiana che invece che venire contrastati democraticamente si ritrovano pesantemente minacciati come successo in questo periodo alla ministra Azzolina o al presidente Fontana. In Italia prima si viene eletti e poco dopo ci si ritrova sotto scorta.

Foto presa da Ansa