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25 APRILE 2020 – RESISTENZA

Il 25 aprile del 1945 il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia deliberò una delle principali offensive contro gli occupanti nazifascisti: “arrendersi o perire” dichiarava alla radio il futuro presidente Sandro Pertini. Armati per una Italia democratica libera da nazisti e fascisti i partigiani ci regalarono tra le altre cose anche la liberazione di Milano.

Quella conosciuta come Resistenza italiana è tutt’altro che fenomeno marginale ma anzi ad essa dobbiamo molto quando si parla di sconfitta delle forze occupanti e di nascita dell’Italia. La Resistenza vide impegnati in questa impresa, chi più e chi meno, comunisti, socialisti, democristiani, repubblicani ma anche monarchici. Quello che in quel momento contava, e lo dimostra anche la svolta di Salerno, era in primis liberarsi dal ventennio che aveva (seppur con grande consenso popolare) oppresso la bella Italia per tanto tempo e quindi instaurare la democrazia. Dovremmo ricordarlo più spesso invece che fare braccio teso in Parlamento o parlare di ricorrenza divisiva.

“Il comandante di tutte le forze alleate nel Mediterraneo, il generale Alexander, disse che aveva cominciato a rispettare gli italiani, all’indomani dell’attacco di via Rasella, quando aveva scoperto che Roma era una città che ha osato sfidare in pieno centro un battaglione tedesco armato” ci ricordava l’anno passato il prof. Barbero per sottolineare l’importanza avuta da quegli uomini e quelle donne che per una causa maggiore imbracciarono l’arma.

Il 25 aprile è sempre più divisiva come data: storia e memoria sono due cose diverse e spesso l’uomo si abbandona alla seconda con conseguenza che invece che ricordare un ventennio di dittatura ci si ricorda il bisnonno ucciso dai partigiani. Dispiace, soprattutto se parliamo di errori contro innocenti, ma di storia si parla contestualizzando ed un conto è parlare di un vecchio partigiano che oggi scende in strada per sparare nel circolo di Fratelli d’Italia ed un altro è un partigiano nel ’45 impegnato in una guerra, perché tale era, in cui non sempre sono tutti ligi ai propri valori ma non per questo, non per l’errore di singoli, si ha il diritto di demolire l’operato di migliaia e migliaia di persone che concretamente hanno dato una mano per la liberazione dal demonio.

Chi quindi ad oggi parla di divisione o a suo tempo sarebbe stato tra quei giovani disillusi della Repubblica di Salò oppure fa l’errore grave di parlare di storia peccando di contestualizzazione. Sappiate riconoscere e apprezzare l’importanza della Resistenza.

BEINASCO, SVASTICHE SUI MURI DEL CIMITERO

Sui muri del cimitero di Beinasco, alle porte di Torino, sono apparse ben quattro svastiche. Ad accorgersene un cittadino che ha poi chiamato le forze dell’ordine. A pochi giorni dal 25 aprile è chiaro che il gesto non è frutto di una goliardata.

“Un atto vile e vergognoso, proprio alla vigilia del 25 aprile che quest’anno, per forza di cose, sarà limitato nelle sue manifestazioni. Stiamo già lavorando assieme alle forze dell’ordine per trovare in fretta i responsabili” spiega la sindaca.

FORZA NUOVA IN PIAZZA IL 25 APRILE. SU TELEGRAM SI ORGANIZZANO IN MIGLIAIA.

Che sia per l’invito di Fratelli d’Italia a dedicare il 25 aprile alle vittime del coronavirus e di sostituire Bella Ciao con la Canzone del Piave, o per l’assessore leghista Massimo Asquini che invita al suicidio gli italiani che parteciperanno al flash mob casalingo dell’Anpi, certamente si può affermare a gran voce che la festa della Liberazione sia ancora altamente divisiva.

Ed è un peccato che quella che dovrebbe essere una festa in ricordo della liberazione dai nazi-fascisti da cui è poi nata la nostra Repubblica democratica debba essere così tanto disprezzata e con essa anche tutti i valori che si porta dietro.

Non si chiede di amare il 25 aprile ma quantomeno di rispettare questa data e quello che simboleggia. Chiaramente non la pensa così quella gente che sui social invita a far rumore quel giorno per evitare si senta la gente che dai balconi di casa canta “Bella Ciao”.

Quest’anno a destare preoccupazione, anche alla stessa ministra Lamorgese, si aggiungono tutti gli estremisti di destra, ma non solo, intenzionati a scendere in piazza questo 25 aprile alle ore 17. Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, su Twitter invita a rompere la “gabbia di una quarantena intollerabile” ed in poche ore un gruppo Telegram nato con il medesimo scopo ha già raccolto quasi 24mila membri pronti ad esprimere “il proprio dissenso al decreto che ci hanno imposto”.

Su Telegram si definiscono un popolo dal desiderio di essere liberi, seppur con precauzioni, di “andare dove preferiamo” avendo loro conoscenze scientifiche che evidentemente agli esperti sfuggono. Ai soliti noiosi nostalgici del ventennio travestiti da democratici quest’anno si aggiungono anche medici ed economisti laureati all’università della vita.

RAVENNA, INTIMIDAZIONE E SVASTICA SU UN ALTRO MONUMENTO ALLA RESISTENZA

Sfregiato con una svastica e il simbolo delle SS il monumento alla Resistenza di Ravenna che sorge dove ebbe luogo l’eccidio del Ponte degli Allocchi in cui persero la vita 12 persone nel 1944.

Con la bomboletta spray scritto anche un “Ciao Artioli” che risuona come una intimidazione nei confronti del presidente provinciale dell’Anpi Ivano Artioli che ha voluto recarsi sul posto di persona. “È la prima volta che trovo il mio nome in una situazione del genere. Però non credo volessero attaccare me in quanto persona ma piuttosto me in quanto presidente dell’Anpi, il mio nome è noto come esponente di un’associazione sociale, culturale e civica. È evidente la crescita dell’odio contro questa realtà. Hanno colpito un simbolo davvero della città in tema di Resistenza, ma sono convinto che dietro a questi gesti ci sia un gruppo ristretto di persone che magari non sanno nemmeno cosa rappresenta questo monumento”.

Foto di RavennaToday

POMEZIA, SCRITTE ANTISEMITE DAVANTI A DUE SCUOLE

Comparse delle scritte antisemite davanti a due scuole di Pomezia che si erano impegnate in iniziative sulla Shoah.

Questa mattina gli studenti del liceo Pascal hanno trovato scritto sull’asfalto dinanzi l’ingresso della scuola: “Calpesta l’ebreo” con affianco una stella di David e la croce celtica.

Episodio simile all’Ipsia di Largo Brodolini dove sono comparse le scritte “Anna Frank brucia” con accanto una svastica e “Parlateci delle foibe”.

La polizia indaga. I ragazzi intanto hanno reagito coprendo momentaneamente le scritte con gli striscioni “Non esistono razze superiori” e “Il fascismo non è un’opinione”.

EX DEPUTATO ARTURO SCOTTO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI FASCISTI

L’ex deputato Arturo Scotto racconta di una aggressione che ha subito in Piazza San Marco mentre si trovava con sua moglie e suo figlio durante il festeggiamento per il nuovo anno.
“Un gruppetto di ragazzi (circa 8) urlavano “duce tu scendi dalle stelle” e “anna frank l’abbiamo messa nel forno” immediatamente dietro di me.
Intorno alla mezzanotte nel pieno di un grande e commovente brindisi collettivo.
Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne.
Hanno rincarato la dose urlando “duce duce”. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie.
Sono passati dalle parole ai fatti.
Uno, due, tre cazzotti in faccia. Sangue dal naso ma per fortuna nessuna frattura.
Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto.
Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteressi.
Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi”. Il dirigente di Art. Uno fa sapere di aver sporto denuncia all’arma dei carabinieri ringraziando poi forze dell’ordine e magistratura. Riferendosi ai fascisti termina il post Facebook con le parole “non passeranno mai”.

SBUCANO SVASTICHE SUI MURI DI UN CIRCOLO ARCI

In una frazione di Crema, Ombriano, nella notte tra sabato e domenica sono comparse svastiche e croci celtiche sui muri di un circolo Arci. Tra le altre cose sulla pagina Facebook del circolo c’è scritto: “Queste azioni sono delle vere e proprie intimidazioni fasciste che già in passato hanno colpito Crema, non solo il nostro circolo. Queste intimidazioni, comunque, non sortiranno alcun effetto sulle attività di una realtà che da anni è in prima linea nell’impegno sociale e nelle pratiche di solidarietà e inclusione”.

SINDACO DI PARMA DENUNCIATO DA FORZA NUOVA

“Forza Nuova mi ha appena denunciato perché a Parma, per utilizzare sale pubbliche, bisogna dichiararsi per la Costituzione italiana e dirsi antifascisti. Loro si rifiutano, evidentemente perché sono orgogliosi di essere fascisti. Ma non a Parma, Medaglia d’oro alla Resistenza, finché sarò il sindaco”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che aggiunge: “per me la denuncia di Forza Nuova è una medaglia al valore. Non un passo indietro”.

INDAGATI ESTREMISTI FILONAZISTI

L’operazione “Ombre nere” della Digos di Enna ha portato 19 persone ad esser indagate con l’accusa di costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere. L’operazione trae origine da un monitoraggio di militanti di estrema destra ed ha consentito di scoprire una rete di soggetti vasta intenzionata a costruire il “Partito Nazionalsocialista italiano dei lavoratori”. Esempio dei messaggi che si scambiavano è: “ammiro Hitler perché li bruciava tutti. Sono razzista, fascista e sono felicemente omofobo”. C’è anche chi, come un importante esponente della ‘ndrangheta, proponeva di “lanciare una molotov all’Anpi”.

ROMA: IMBRATTATE TARGHE DEDICATE A VITTIME DEL REGIME

A Roma sono state imbrattate con della vernice nera due targhe dedicate a delle vittime delle leggi razziali che avevano sostituito altre che portavano il nome di firmatari del manifesto della razza. Dal 22 novembre le targhe portano il nome di Mario Carrara (medico) e Nella Mortara (fisica). Virginia Raggi assicura che le targhe verranno subito ripulite.