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ZOHRA: LA DOMESTICA DI 8 ANNI PESTATA A MORTE PER AVER FATTO SCAPPARE DEI PAPPAGALLI

Non sembra vero ma purtroppo lo è: Zohra, 8 anni, è stata picchiata e torturata fino a morire. Il motivo? La piccola si era fatta scappare i pappagalli di proprietà della famiglia per la quale lavorava come domestica in Pakistan. C’è chi dice che Zohra si sia fatta scappare i pappagalli e chi dice abbia liberato gli animali di proposito: non importa, di certo c’è che la bambina è morta e in un modo atroce. ohra, 8 anni, è stata picchiata e torturata fino a morire. Il motivo? La piccola si era fatta scappare i pappagalli di proprietà della famiglia per la quale lavorava come domestica in Pakistan.

Proveniente da una famiglia povera della città di Kot Addu, quattro mesi fa Zohra aveva lasciato casa per andare a lavorare come domestica nella ricca casa della coppia che avevano promesso a lei e alla sua famiglia di farla studiare.

Prima la bambina è stata massacrata violentemente di botte (e forse aggredita sessualmente) e poi abbandonata in un ospedale dove purtroppo è morta il giorno stesso. La coppia ha confessato quanto fatto ed ora è in custodia cautelare. Su Twitter è diventato presto virale #JusticeForZohraShah

Nulla di nuovo in quel Pakistan povero dove sono innumerevoli i bambini che si ritrovano in schiavitù. Una storia atroce quella di Zohra che è stata uccisa dalla famiglia per la quale faceva la domestica a 8 anni: le avevano promesso di farla studiare. Condoglianze.

CONDANNATI I TRE SCAFISTI CHE TORTURAVANO I MIGRANTI

Si erano chiamati scafisti i ragazzi sull’imbarcazione dell’ONG “Mediterranea Saving Humans” perché “colpevoli” aver salvato e fatto sbarcare a Lampedusa 59 migranti nei primi giorni di luglio del 2019. Come sempre succede quando si accende un riflettore su una imbarcazione che salva persone nel Mediterraneo erano nate proteste da parte di chi quei migranti in Italia non li voleva e considera i volontari delle ONG degli scafisti.

Che piaccia o meno, che giovi o meno alla strumentalizzazione di questo caso, ad essere condannati come scafisti non sono stati i ragazzi dell’ONG ma altri: Mohammed Condè, Hameda Ahmed e Mahmoud Ashuia.

Associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all’omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono queste le accuse a vario titolo che hanno portato all’arresto dei tre condannati a 20 anni ciascuno. I torturatori gestivano anche per conto di una organizzazione criminale il campo di prigionia a Zawiyia e sono stati identificati da alcuni testimoni che hanno raccontato di aver subito torture e visto morire compagni di prigionia.

“Ci hanno colpiti con bastoni, calci di fucili, tubi di gomma, frustati, torturati con scariche elettriche”. È la prima volta che in Italia viene emessa una condanna per il reato di tortura.

LAVORAVANO IN CONDIZIONI ANIMALESCHE 10 ORE AL GIORNO PER 18 EURO

Decine di migranti lavoravano dalle 8 alle 18, sette giorni su sette, in un magazzino senza riscaldamento di San Mauro Torinese dove avevano il compito di impacchettare pennarelli di famosi marchi. Chi non aveva nulla da mangiare si accontentava di bere l’acqua del bagno per poi tornare a lavoro, o meglio ad esser sfruttati, dove bisognava confezionare almeno mille scatole per un compenso giornaliero di euro 18. Quando 3 dei 45 richiedenti asilo di origine africana si sono ribellati ed hanno chiesto che la paga salisse ad almeno 25 euro sono stati licenziati in tronco. Non si sono però rassegnati e andati dal giudice del lavoro hanno raccontato come venivano trattati dal titolare di origine cinese che tra le tante cose prima di andarsene chiudeva le porte a chiave in modo che gli sfruttati non potessero uscire. Il titolare faceva perno sulla necessità dei richiedenti asilo di dimostrare d’avere un lavoro.

Foto di La Repubblica

14 ORE AL GIORNO PER UNA MANCIATA DI MOSCHE

È dalle campagne pugliesi che arriva la notizia di un nuovo episodio di sfruttamento ai danni di un 20enne gambiano a cui era stato fatto credere di essere regolarmente assunto. Se vi state chiedendo perché la parola sfruttamento o cosa significhi ‘caporalato’ lo si può chiedere a questo giovane che lavorava 14 ore al giorno in tante mansioni da pastore 7 giorni su 7 per €1,50 all’ora per poi dormire in una masseria su un vecchio materasso. Gli investigatori non esitano a parlare di condizione di schiavitù. L’uomo e la donna titolari della masseria ora sono accusati di concorso di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro oltre a varie violazioni in materia ambientale.

A FINE 2019 AVREMO CONSUMATO 1,75 PIANETI

Sempre peggio! Questo è quello che emerge dalle parole del Global Footprint Network, organizzazione internazionale che monitora l’impronta ecologica dell’uomo. Quest’anno l’overshoot day, il giorno in cui il consumo delle risorse messe a disposizione della Terra supera quelle che in un anno è in grado di rigenerare, ricade il 29 di luglio, molto prima quindi della fine dell’anno. Anche il nostro pianeta ha bisogno dei suoi tempi per potersi rigenerare, ma noi di tempo non ne diamo e per questo l’organizzazione stima che nel 2019 consumeremo 1,75 pianeti. L’Italia non fa bella figura: si piazza infatti al nono posto dei Paesi che più consumano ed infatti avremmo già consumato tutte le nostre risorse il 15 di maggio. Quello che chiede l’organizzazione è di spostare di almeno 5 giorni l’anno l’overshoot day in modo da raggiungere entro il 2050 un giusto equilibrio con la Terra. Gli ambiti principali su cui agire sono: città, energia, popolazione, cibo e pianeta.

MIGRANTI PRESI A SASSATE MENTRE ANDAVANO A LAVORO

A Foggia dei migranti stavano andando a lavorare quando sono stati affiancati da un auto con a bordo gli aggressori che hanno incominciato a tirare pietre. Due migranti hanno riportato un trauma cranico oltre che due ferite motivo perciò oltre ai carabinieri si è chiamato il 118. Ancora peggio dal punto psicologico dato che i migranti ne sono rimasti negativamente colpiti: “non sono andato al lavoro ho paura trovare ancora quei ragazzi”. Secondo la Cgil di Foggia “appare evidente che il clima di odio fomentato anche da azioni di forze politiche che fanno della discriminazione razziale verso gli immigrati che vivono e lavorano in questa provincia, l’unico impegno politico concreto, dimenticandosi delle difficoltà che i cittadini vivono ogni giorno, addossando qualsiasi responsabilità alla presenza di persone extracomunitarie”. Nelle stesse ore dei migranti guidati dal sindacalista Aboubakar Soumahoro occupavano la Basilica di San Nicola a Bari per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposti i braccianti. Almeno loro hanno ancora la forza che molti hanno perso quando si tratta di diritti ed è triste si rivolgano ad un vescovo poiché inascoltati e ignorati da chi lo sfruttamento dovrebbe combatterlo.