Stai vedendo Sessismo

IL SUDAN VIETA LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Il governo provvisorio sudanese, sopravvenuto alla abbastanza recente caduta del dittatore Omar al-Bashir, continua a mostrarsi più attento alle tematiche del mondo femminile. In Sudan divengono finalmente vietate le mutilazioni genitali femminili, ergo le pratiche di rimozione totale o parziale degli attributi genitali femminili esterni, che per le Nazioni Unite hanno interessato circa 9 donne sudanesi su 10.

La pratica, molto diffusa in diversi Paesi africani, che causa dolori fisici e psicologi alle donne, ora in Sudan è vietata e chi infrange la legge rischia sino a 3 anni di carcere. Certo è che non basterà una legge per sradicare una pratica così diffusa, si hanno precedenti come l’Egitto per affermarlo, ma sicuramente è un cambio di rotta che il governo è intenzionato a portare avanti.

IL CANALE TELEGRAM CHE INVITA A STUPRARE LE RAGAZZINE PER LE LORO FOTO INSTAGRAM

Questa notte ha chiuso il discutibile canale Telegram “Troiett* di Instagram” il cui scopo è riassumibile con minacciare e minare la dignità delle ragazze oltre che chiaramente far sentire potenti un gruppo di ragazzini a cui veniva dato il potere di scegliere la ragazza più “stuprabile”. Sul canale nato da un paio di giorni, ma con già quasi 400 partecipanti, era possibile trovare foto di ragazze prese dal loro account Instagram che venivano poi associate a inviti allo stupro o allo sgozzamento per il quale gli admin sembrano avere una sorta di venerazione.
Dopo aver fatto passare una orrenda Pasqua a tante ragazze che si sono viste associate a “troie” da sgozzare o stuprare solo per aver esercitato la loro libertà di poter postare una foto in costume, soprattutto nel Salento, ci si è mobilitati ed una volta che sono sbucati fuori alcuni nomi di possibili admin il canale ha preferito chiudere. Non possiamo avere certezza che siano questi i nomi a cui poter dare la colpa di far passare il messaggio secondo cui una minigonna ti dia il diritto di stuprare una ragazza (ed anche per questo non intendo far nomi) ma sicuramente possiamo affermare la viltà di chi si diverte a rovinare una vita da dietro uno schermo senza mai metterci la faccia e assumersi la responsabilità per quei messaggi che sembrano scritti da un bambino delle materne il cui unico risultato è far sentire uno schifo ragazze che non hanno colpe.
Mi dispiace vedere che per colpa di determinate realtà, troppo spesso non ascoltate dalla polizia postale, ci siano ragazze che arrivano persino a togliersi da Instagram o ad eliminare le foto dal proprio profilo quasi a volersi proteggere imputando parte della colpa al social stesso che però è uno strumento e come tale lo si può usare per lasciare qualcuno in lacrime o per fare una raccolta fondi il cui fine è salvare vite.
Direttamente da Telegram avevo invitato diverse persone a segnalare ed avevo ieri notte scritto una mail ad un avvocato specializzato in realtà concernenti internet ma sono felice questa battaglia sia stata vinta prima ancora che la mail venisse aperta. Sarebbe però da stupidi non prendere in considerazione l’idea che ci possa essere nuovamente bisogno di mobilitarci….fortunatamente per ognuno di loro ci sono mille di noi.

Dalla mia pagina Facebook personale

Questa notte ha chiuso il discutibile canale Telegram “Troiett* di Instagram” il cui scopo è riassumibile con minacciare…

Pubblicato da Giulio Raganato su Lunedì 13 aprile 2020

ADESIVI SU GRETA THUNBERG VIOLENTATA: SONO DI UN’AZIENDA PETROLIFERA

Raccapriccianti le immagini di alcuni adesivi sui quali viene raffigurata una ragazzina di spalle mentre è oggetto di violenze sessuali da parte di un uomo che le tira le trecce. Quella ragazzina, a testimoniarlo il nome sulla schiena, sarebbe la rappresentazione della giovane attivista per l’ambiente Greta Thunberg. Gli adesivi sono strati trovati in una azienda petrolifera canadese, X-Site, e sono stati resi noti grazie all’operatrice Michelle Narang. La reazione di Greta: “Stanno cominciando a diventare sempre più disperati.. Questo significa che stiamo vincendo”.

Narang ha raccontato di aver chiesto spiegazioni sugli adesivi al direttore generale dell’azienda che le avrebbe risposto: “Greta non è più una bambina: ha 17 anni”. Ora invece X-Site chiede scusa promettendo di distruggere tutti gli stickers.

ROMA, PRESA A SASSATE LA TARGA DI VIALE 8 MARZO

Roma, rotta la targa di Viale 8 marzo Festa della Donna. Inizialmente i cittadini vicini pensavano che a causare il danno fosse stato un ramo a causa del forte vento ma “l’abbiamo osservata meglio (spiegano dall’Associazione per Villa Pamphilj) e ci sono balzati agli occhi tre crateri, dove qualcuno ha colpito, con pietre o altro strumento contundente, fino a provocare la rottura della targa”.

ORGANIZZA STUPRO DI GRUPPO PER PUNIRE LA MOGLIE

A Colico, Lecco, un uomo di 40 anni è stato arrestato con l’accusa di aver organizzato uno stupro di gruppo ai danni della moglie che voleva separarsi e su lui pende anche l’accusa di maltrattamenti al figlio. Dopo la denuncia della moglie si sono ottenute altre prove e per ora l’uomo si trova in carcere a Pescarenico. Indagati anche gli altri uomini che avrebbero partecipato allo stupro.

CONSIGLIERE COMUNALE CONTRO GRETA THUNBERG: “TRA POCO SCOPRIRÒ LA MINCH**”

Marco Tricarico, consigliere comunale della Lega di Turriaco (Gorizia), è in queste ore molto criticato per un suo post su Facebook poi rimosso per le tante segnalazioni. Nel suo post era presente una immagine dell’attività Greta Thunberg con sopra scritto “tra poco scoprirò la minc*** e allora ciao a tutti”. Sopra l’immagine postata il commento del consigliere: “e vedi de moverte”. Dopo la cancellazione del post il consigliere Tricarico si è giustificato dicendo: “Il post non l’ho scritto io l’ho solo condiviso, e ripeto che il senso era quello di far capire che la stanno sfruttando e che poi la dimenticheranno in fretta, poi se volete strumentalizzare quello che ho detto fate pure (…)”.

Immagine di Open

CERCASI TITOLI MIGLIORI: NO, NON VA BENE “GIGANTE BUONO”

Abbiamo visto tutti certi titoli di quotidiani davvero vergognosi come quello de Il Giornale che in riferimento all’omicidio di Elisa Pomarelli compiuto da Massimo Sebastiani parla di “gigante buono” e “amore non corrisposto”. Una versione che appoggiandosi a quel famoso “raptus” sembra fin troppo addolcita ed è per questo che vi invito a vedere questo piccolo intervento del filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti.