Stai vedendo Razzismo

COSA DICE L’AUTOPSIA SU GEORGE FLOYD

In breve “non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento” per quanto concerne la dipartita dell’afroamericano morto dopo che un agente gli ha tenuto premuto il ginocchio sul collo per 9 minuti.

Il referto medico parla di “effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo” che “hanno probabilmente contribuito alla sua morte”.

La famiglia di George Floyd non è soddisfatta dell’esito dell’autopsia e chiede che venga condotto un secondo esame, indipendente.
Quello che dice l’autopsia è in parole povere che l’uomo non è morto per strangolamento o asfissia ma per tutti gli “effetti combinati” spiegati sopra tra cui anche l’essere tenuto a terra con il ginocchio sul collo.

Mentre Minneapolis sembra diventata una zona di guerra e si pensa all’arrivo dell’esercito, è stato arrestato Derek Chauvin, il poliziotto coinvolto nella morte di George, con le accuse di omicidio preterintenzionale e omicidio di terzo grado. “L’incriminazione più veloce in un’indagine contro un agente di polizia”.

USA, AFROAMERICANO MUORE SOFFOCATO DA UN POLIZIOTTO

“Non riesco a respirare, non riesco a respirare. Non uccidermi”. Sono queste le ultime parole di George Floyd, un afroamericano ucciso da un poliziotto di Minneapolis.

Tutto ha inizio verso le 8 di sera, quando degli agenti sono arrivati al 3700 di Chicago Avenue South per fermare un uomo che “appariva sotto l’effetto di droga” e che per i poliziotti avrebbe opposto resistenza all’arresto. Un agente ha bloccato George a terra tenendolo fermo con un ginocchio all’altezza del collo abbastanza a lungo da farlo morire in quello che vergognosamente è stato definito “incidente medico”.

“La polizia l’ha ucciso, l’ha ucciso lì di fronte a tutti mentre gridava non posso respirare” ha commentato un testimone che racconta anche come la “sua testa era così schiacciata a terra che gli usciva sangue dal naso”.
Inutile dire che in queste ore l’America è attraversata dalle proteste di innumerevoli persone che chiedono giustizia e che episodi come questo cessino di verificarsi.

“Avrebbero dovuto essere lì per servire e proteggere e non ho visto nessuno di loro alzare un dito per fare qualcosa per aiutarlo mentre chiedeva salva la sua vita. Nessuno di loro ha cercato di fare qualcosa per aiutarlo”. Queste sono parole della cugina di George la cui famiglia è a pezzi per la perdita subita e chiede che i quattro agenti coinvolti vengano accusati di omicidio.

“I can’t breathe”

il video

IN CROAZIA I MIGRANTI SONO SEGNATI COME BESTIAME E POI RESPINTI

È arancione lo spray che la polizia croata utilizza per segnare con una croce i migranti, per lo più musulmani, che provano ad entrare nel Paese dalla Bosnia. A denunciare gli abusi disumani che degli agenti croati infliggono alle persone è una ONG chiamata “No Name Kitchen”.

Ad aspettare i migranti che provano ad attraversare il confine tra Bosnia e Croazia ci sono squadroni di forze dell’ordine che non si limitano a bloccare l’accesso (cosa già non fattibile) ma, armati di manganelli, privano i richiedenti asilo di documenti ed effetti personali arrivando anche a picchiarli. Le Nazioni Unite indagano su quanto è stato invece smentito dal ministero dell’Interno nonostante le foto e le testimonianze.

“A mio avviso questo è il risultato di due possibili motivazioni. O le autorità croate che commettono questi atti stanno usando la vernice per identificare e umiliare coloro che passano i valichi di frontiera o, ancora più preoccupante, la usano come tattica per traumatizzare psicologicamente con un simbolo religioso questa gente, la maggior parte dei quali è musulmana” ha dichiarato al Guardian Jack Sapoch (membro dell’ONG sopraindicata) su questa recente pratica disumana adoperata dalla polizia croata.

Esto ya parece increíble, pero la frontera de la Unión Europea nunca deja de sorprendernos. Las últimas novedades que…

Pubblicato da No Name Kitchen su Giovedì 7 maggio 2020

I croati non sono però nuovi a questi tipi di violenze e già a fine 2018 il Guardian raccolse una serie di testimonianze da parte di richiedenti asilo picchiati e respinti.

“La polizia iraniana mi ha rotto tutti i denti, quelli croati mi hanno rotto il naso e le costole” dichiarava un richiedente asilo iraniano. ” Se trovano denaro, lo rubano. Se trovano telefoni cellulari, li distruggono per evitare di essere filmati o semplicemente per impedirci di contattare i nostri amici. E poi ci hanno picchiati, quattro o cinque contro uno. Ci gettano a terra, ci prendono a calci e ci picchiano con i manganelli. A volte i loro cani ci attaccano. A loro, probabilmente non sembriamo molto diversi dai loro cani” raccontava un altro uomo tempo fa al Guardian.

ATTENTATO AD HANAU: COSA È SUCCESSO E COSA SAPPIAMO

Germania, Hanau, ieri sera intorno alle 22 sono piovute pallottole allo shisha bar Midnight dove un uomo è entrato ed ha iniziato a sparare sulla gente che fumava Il narghilé. Il killer si è poi spostato con un’auto scura in una zona residenziale, nel quartiere di Kesselstadt, ripetendo l’operazione all’Arena Bar & Cafè. In tutto hanno perso la vita otto persone, mentre una nona ha perso la vita nella notte in ospedale per via delle ferite riportate.

A commettere la strage un 43enne tedesco di estrema destra, Tobias Rathien, il cui corpo senza vita è stato trovato questa mattina da forze speciali della polizia tedesca in una villetta a schiera. Assieme a lui anche il corpo della madre 72enne e, racconta Bild on line, anche una lettera in cui si afferma che alcuni popoli che non possono essere espulsi dalla Germania vadano “annientati”.

Sei giorni fa l’attentatore aveva postato un video su YouTube nel quale rivolgendosi agli americani parlava di una “invisibile società segreta” che li controlla. Per adesso si pensa a un “presunto atto di terrorismo” di matrice “xenofoba”.

PROFANATO CON UNA SVASTICA IL SACRARIO DI CAMERLONA

Una svastica è comparsa al sacrario di Camerlona, in provincia di Ravenna, che accoglie le spoglie di tanti caduti partigiani del Gruppo Combattente della Brigata “Cremona”. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, spiega come l’aver profanato il santuario sia un “insopportabile episodio, tra i tanti avvenuti in questi ultimi giorni in Italia, di atti vandalici che inneggiano al fascismo, al nazismo e all’antisemitismo”.

POMEZIA, SCRITTE ANTISEMITE DAVANTI A DUE SCUOLE

Comparse delle scritte antisemite davanti a due scuole di Pomezia che si erano impegnate in iniziative sulla Shoah.

Questa mattina gli studenti del liceo Pascal hanno trovato scritto sull’asfalto dinanzi l’ingresso della scuola: “Calpesta l’ebreo” con affianco una stella di David e la croce celtica.

Episodio simile all’Ipsia di Largo Brodolini dove sono comparse le scritte “Anna Frank brucia” con accanto una svastica e “Parlateci delle foibe”.

La polizia indaga. I ragazzi intanto hanno reagito coprendo momentaneamente le scritte con gli striscioni “Non esistono razze superiori” e “Il fascismo non è un’opinione”.

CAGLIARI, SCAMBIATO PER UN CINESE: INSULTATO E PICCHIATO

Trauma cranico e un mese di cure per Elida, trentenne originario delle Filippine, picchiato sul bus e poi in strada perché scambiato per un cinese. “Cinese, ci infetti con il coronavirus” gli avrebbero urlato prima che uno iniziasse a picchiarlo riempiendolo di lividi e sangue oltre che della triste consapevolezza dell’esistenza di un brutto morbo chiamato ‘razzismo’.

Foto di Casteddu Online

CEDE IL POSTO ALL’ANZIANA CHE LE RISPONDE: “SEI NERA, NON LO VOGLIO”

A Lecco una 32enne senegalese, Binta, si trovava su un bus pieno di ragazzi intenti come lei a tornare a casa. Ad un certo punto sul mezzo è salita una donna anziana che non aveva un posto per sedersi: Binta allora si è alzata e le ha offerto il posto. Scioccante la risposta dell’anziana: “sei nera, non lo voglio”. Binta si trova in Italia da oltre 5 anni, è sposata, ha 3 figli e frequenta il centro provinciale per l’istruzione degli adulti dove ha raccontato l’episodio ed ha riscontrato di non esser stata l’unica ad aver avuto questo tipo di esperienza.

Foto presa da NewNotizie

NEONATO MUORE IN OSPEDALE E LE URLA DISPERATE DELLA MADRE DISTURBANO: “FATELA TACERE, STR***A”

Sabato mattina nell’ospedale di Sondrio ha perso la vita una bimba di soli cinque mesi. La madre, una donna di origine nigeriana, si è accorta che la neonata non respirava normalmente ed è scesa in strada per chiedere aiuto: in ospedale i medici hanno detto a lei ed al padre che non c’era più nulla da fare. Comprensibilmente strazianti le urla della madre una volta saputa la notizia. A pensarla diversamente però diverse persone presenti che infastiditi hanno iniziato a fare sgradevoli commenti. “Non può essere così grave, fanno un figlio all’anno, perdere un figlio per loro non è come per noi”. “Quelle urla saranno un rito tribale o satanico”. “Mettetela a tacere, quella str***a”.