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DUDA HA VINTO LE PRESIDENZIALI IN POLONIA. MANCATA LA SVOLTA PER POCHI VOTI

È successo. È il caso di dire che l’esito elettorale non fosse scontato ma in ogni caso a venire eletto è stato nuovamente Duda, il presidente uscente. L’ultraconservatore ha battuto l’avversario liberale Ralaf Trzaskowski con circa il 51,21% dei voti contro il 48,79%.⠀
È una sconfitta che fa doppiamente male perché non solo conclusasi con la vittoria del beniamino di Orbán ma anche per il distacco davvero ridicolo. È stato un ballottaggio combattuto e molto sentito dalla popolazione chiamata a scegliere due visioni diverse, dall’Ue alla comunità lgbt, ed infatti l’affluenza è stata altissima: hanno votato il 68,9% degli aventi diritto al voto.⠀
Ieri i polacchi, seppur di poco, hanno scelto un sovranista smantellatore di democrazia mentre hanno detto no a un europeismo attento alle minoranze all’interno del Paese. Vedremo se la Polonia continuerà a smantellare lentamente il suo sistema giudiziario.⠀

Fonte: SkyTg24

LA PSICOLOGA NIPOTE DI TRUMP RACCONTA IL PRESIDENTE IN UN LIBRO: È UN “SOCIOPATICO” CHE STAVA AL CINEMA MENTRE IL FRATELLO MORIVA IN OSPEDALE

“Donald Trump è un debole. Il suo ego fragile va rinvigorito continuamente, perché sa perfettamente di non essere nulla di ciò che afferma di essere”.
A metterlo nero su bianco non è uno sconosciuto all’uomo più potente del mondo ma bensì la nipote Mary Trump, autrice del libro “Too Much and Never Enough. How My Family Created the World’s Most Dangerous Man”.

Dopo essere stato bloccato dalla Corte Suprema dello Stato di New York, il libro della nipote di Trump ha ottenuto il nulla osta dalla Corte d’Appello e giungerà in libreria il 14 luglio.

Come successo anche al libro dell’ex consigliere per la sicurezza Bolton, anche in questo caso sono state numerose le anticipazioni fatte sui principali giornali americani che parlano di Trump non nei migliori dei modi. La psicologa 55enne descrive infatti lo zio come “un mostro” (di quelli capaci di andare al cinema la notte della morte del fratello) creato dal padre Fred Senior. Estremamente duro col padre di Mary perché si rifiutava di portare avanti l’impero immobiliare costruito, alla fine la scelta ricadde su Trump anche se ” il secondo genito era un inetto viziato”.

Furono diverse le volte che Fred Senior salvò il figlio Donald dalla bancarotta. Esempio ormai famoso dal 2018, anno in cui venne alla luce sul New York Times, è quello che vede il padre passare al figlio la bellezza di 413 milioni di dollari attraverso finti acquisti di materiali per la manutenzione dei palazzi.

Mary descrive il nonno come qualcuno che riuscì nell’intento di trasformare Donald in una persona priva di empatia che basa il suo successo sul carisma e sull’imbroglio (come quando pagò qualcuno affinché facesse l’esame di ammissione all’università al posto suo).

Ci fu un periodo in cui l’autrice del libro presto in libreria lavorò con lo zio come ghost writer e, prima di venire licenziata, ebbe modo di sentire con le sue orecchie come D. Trump considerasse le donne: “Se prima le desiderava, dopo il rifiuto le descriveva immediatamente come grasse, brutte, antipatiche”. Non stupisce se una volta l’autrice venendo vista in costume da bagno dallo zio abbia dovuto sentire da Donald “Mary, sei una tettona”.

Nel libro non si risparmiano i giudizi su quell’uomo divenuto presidente degli Stati Uniti d’America per un “colpo di fortuna” considerando che l’intera campagna, come dice da tempo il regista Michael Moore, doveva essere solo un modo per rilanciare il suo brand. “La notte della sua vittoria è stata la peggiore della mia vita”.

Per il “narcisista” e “sociopatico” Donald Trump sarà un brutto colpo. Non deve essere piacevole ritrovarsi la propria nipote incolparti di aver deriso tuo padre per l’Alzheimer.

Fonte: La Repubblica, Il Post

LA LETTERA DI PATRICK ZAKY ALLA FAMIGLIA: “UN GIORNO SARÒ LIBERO”

A darne notizia è la pagina Facebook “Patrick Libero” che informa come “per una volta, oggi vi diamo una (relativamente) buona notizia!  La famiglia di Patrick ha ricevuto oggi una breve lettera da lui scritta il 21 giugno. Naturalmente non ha potuto dire tutto quello che voleva, dato che queste lettere passano attraverso varie mani di sicu0rezza prima di raggiungere il destinatario.  Sì, siamo ancora preoccupati, ma siamo felici di leggere le sue parole”.

Gli attivisti hanno anche pubblicato una parte della missiva scritta da Patrick Zaky: “Cari, sto bene e in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole. Spero che stiate tutti bene e che la Corona non abbia colpito nessuno dei nostri cari (…)Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima.

Letter From PatrickFor English and Italian scroll down: عندنا انهارده خبر كويس -نسبيًا- نشاركه معاكم. أسرة باتريك…

Pubblicato da ‎Patrick Libero – الحرية لباتريك چورچ‎ su Sabato 4 luglio 2020
post FB

Questa lettera ha riacceso i riflettori sul giovane studente dell’Università di Bologna che da inizio febbraio si trova sotto arresto in Egitto per reati d’opinione. Come tanti altri prigionieri politici Patrick si trova al carcere di Tora, vicino al Cairo, e la prossima udienza sembra essere fissata il 12 luglio.
In tutta onestà però non mi sembra esserci tutta questa grande attenzione da parte del mondo politico italiano che, dando la cittadinanza a Patrick, potrebbe fare meglio pressione sull’Egitto affinché il ragazzo sia tra i detenuti che verranno graziati per decongestionare i carceri.

Fonti: La Stampa, SkyTg24

CINA, STERILIZZAZIONI E ABORTI FORZATI PER LE DONNE UIGURE. È UN “GENOCIDIO DEMOGRAFICO”

La Cina starebbe conducendo una campagna di sterilizzazioni forzate nel Xinjiang per controllare la crescita della popolazione di origine uigura, una minoranza musulmana da tempo nelle grinfie del governo di Pechino.

Stando ai dati raccolti dalla Associated Press e dal ricercatore Adrian Zenz è il caso di parlare di “genocidio demografico” quando si parla della situazione degli uiguri in Cina. Mentre le persone di questa minoranza finivano nei “campi di rieducazione” per “assicurarsi che non diventassero estremisti religiosi”, si è iniziato anche a radunare le donne per farle abortire con la forza, a fare iniezioni sterilizzanti o inserimento forzato della spirale.

L’intento, scrive La Stampa, è di bloccare le nascite dal 14 al 34% tra donne uigure dai 18 ai 49 anni e così dal 2015 al 2018 la crescita naturale della popolazione uigura nelle province di Kashgar e di Hotan è crollata dell’80%.

Non è un caso che nel 2018 l’80% delle spirali di tutta la Cina siano state applicate nello Xinjiang o che nel 2020 in questa regione ci siano state molte più sterilizzazioni che nel resto del Paese.

Mentre gli han, che rappresentano la maggioranza in Cina, vengono aiutati e incentivati, le donne uigure durante gli alza-bandiera sono costrette a cantare:”se abbiamo troppi figli, siamo estremiste religiose e così finiamo nei campi di rieducazione”.
“La gente ora ha il terrore di dare alla luce” ha detto una donna ad apnews. “Quando penso alla parola ‘Xinjiang’, riesco ancora a sentire quella paura”

Uno dei principali motivi per cui si finisce nei “campi di rieducazione” sembra essere proprio l’avere tre o più figli. È il caso di Abdushukur Umar che è stato condannato a sette anni di prigionia, tanti quanti sono i suoi figli.

Fonti: La Stampa, Il Messaggero
Link articolo AP: https://apnews.com/269b3de1af34e17c1941a514f78d764c

RUSSIA, REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE: TRA VOTI AMBIGUI E VITTORIA DI PUTIN

Approvati dal dal 77,9% degli elettori con un’affluenza del 65% sono passati in Russia i 206 emendamenti alla Costituzione votati in una maniera inedita e anormale.

Fortemente criticata la scelta di ricorrere ad un unico voto, un sì o un no, per esprimere il proprio parere su oltre 200 emendamenti. Insomma, o tutto o niente. Ma ancor più discutibile la scelta di ricorrere a “un voto prima del voto” che, trovando una giustificazione nella presenza del coronavirus, ha concesso dal 25 al 30 giugno la possibilità di votare da casa e online. La vera è propria giornata di voto è stata però il 1 luglio.

Un voto che si dimostra, forse anche volutamente, troppo frettoloso e che, con la scusante del virus, ha assunto tratti comici con seggi elettorali improvvisati in bagagliai e panchine sotto casa. Una grande potenza come la Russia ha mandato i cittadini alle urne in un modo prossimo alla comicità che tocca l’apice nel caso di Mosca dove, scrive Il Fatto Quotidiano, il voto è stato trasformato in una specie di enalotto.

È stato un referendum che noi abbiamo conosciuto e seguito per via dell’azzeramento dei mandati che permetterà a Putin di ripresentarsi alle elezioni del 2024 e del 2030, argomento che in Russia è stato poco trattato a differenza dell’attenzione data ad altri emendamenti più legati ai valori. Sono stati gli emendamenti legati alla fede in Dio, al matrimonio tra uomo e donna, al salario minimo non inferiore al salario di sussistenza, alla lingua e così via ad essere più discussi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

APPROVATA LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE. CHE FINE FARÀ HONG KONG?

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese che dal 1997, dopo aver cessato di essere colonia britannica, passò sotto il controllo della Cina tramite un accordo che garantiva particolari libertà per almeno 50 anni e che è riassumibile nella frase “un paese, due sistemi”.⠀

Dopo mesi e mesi di proteste da parte dei cittadini di Hong Kong si è giunti ha una importantissima svolta targata Cina: martedì è stata approvata dai cinesi, nel silenzio, la nuova legge sulla sicurezza nazionale che di fatto dà alle autorità cinesi maggiore controllo sulla ex colonia britannica.⠀

La nuova legge sarà sicuramente utilizzata dai cinesi per mettere fine alle proteste pro indipendenza e democrazia che da mesi attraversano Hong Kong: la polizia locale, scrive Il Post, ora potrà arrestare (per conto della Cina) chiunque sia accusato di “attività terroristiche” e/o “sedizione, sovversione e secessione”. Non è un caso che già mercoledì siano iniziati gli arresti e che il primo a finire in manette sia stato un uomo accusato di possedere una bandiera a favore dell’indipendenza di Hong Kong.⠀

A soli 23 anni dei 50 di maggiore libertà la regione amministrativa speciale si trova a poter dire addio a “un paese due sistemi” in favore di “un paese un sistema”. Molti esperti parlano della fine di questa maggiore libertà ma dalle autorità cinesi arriva un’altra versione. Di certo c’è che Hong Kong ha perso sicuramente parte dell’indipendenza ed ora sarà anche più facile mettere fine alle proteste.⠀

La situazione preoccupa anche Demosisto, fondato da attivisti studenteschi come Joshua Wong, Nathan Law, Jeffrey Ngo e Agnes Chow, che in mattinata hanno rassegnato le dimissioni.⠀

Diciamocelo onestamente: non si è nelle condizioni di aiutare seriamente Hong Kong senza brutte ripercussioni nazionali. Lentamente l’ex colonia britannica perderà sempre maggiore indipendenza.⠀

Fonti: Il Post, Ansa

ELEZIONI: LA POLONIA CAPISCA CHE SIAMO STANCHI DELLA SUA DESTRA. IN FRANCIA VINCONO ASTENSIONE E VERDI

Negli ultimi hanno la Polonia ha lentamente deteriorato il suo stato di democrazia arrivando a minare l’indipendenza del sistema giudiziario, a limitare le libertà di espressione, a danneggiare la situazione della comunità LGBT e così via. Tutto ciò è avvenuto con la benedizione del presidente uscente Andrzej Duda (legato a Diritto e Giustizia e a Orbán) ed è per questo che le elezioni che si stanno svolgendo in Polonia sono decisive e sanciranno la strada che i polacchi, pienamente responsabili, desiderano intraprendere.⠀
Domenica 28 maggio si sono tenute le elezioni presidenziali e nessuno dei candidati è riuscito ad ottenere il 50%, motivo per cui il 12 luglio si terrà il ballottaggio che vedrà Andrzej Duda (43%) contro il liberale Rafał Trzaskowski (30%).⠀
I polacchi scelgano… e si ricordino che l’Ue è stanca di venire usata da un Paese come la Polonia.⠀

In Francia invece preoccupa la bassa affluenza alle elezioni comunali che raggiungendo quasi il 60% pone importanti interrogativi sullo stato di salute della democrazia francese (soprattutto post Covid-19).⠀
Alle comunali la Francia è stata attraversata da una ondata verde con gli ambientalisti che hanno conquistato Lione, Marsiglia e Bordeaux. A Parigi rinnova il suo mandato la socialista Anne Hidalgo mentre Perpignan passa nelle mani dell’estrema destra con Louis Aliot. Deludente, a eccezione che a Le Havre, i risultati conseguiti dal partito di Macron.⠀

Fonti: Il Post e TPI

FIRENZE: QUELLA PIAZZA DEI NO-VAX E DEI COMPLOTTISTI

È una piazza di “anti” quella di Santa Croce a Firenze di due giorni fa. Una piazza che, tra mancate mascherine e distanziamento sociale, grida “No 5G”, “No vaccini”, “No banche”, “No politica” e che a volte arriva a mettere in dubbio l’esistenza del coronavirus chiedendo la verità.

È anche la piazza di tantissimi militanti del “Movimento 3V” (Vogliamo Verità sui Vaccini) e dei loro striscioni come: “in futuro si vaccinerà per influenzare l’inclinazione spirituale”. Una piazza che non piace al sindaco Nardella ma che ieri non deve essere dispiaciuta alle migliaia di persone che l’hanno riempita ogni tanto sollevando dubbi leciti che però troppo spesso divenivano il nulla affiancati alle certezze millantate.

È la piazza dell’ex deputata grillina Sara Cunial e del suo discorso complottista a Montecitorio. È la piazza di Guido Gheri e della sua radio sequestrata per istigazione all’odio razziale. È la piazza di alcuni punti di riferimento di chi aveva insultato o minacciato il ministro Speranza dopo l’annuncio dell’accordo Ue per 400 milioni di dosi di vaccino.

È la piazza che, se è vero che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, mi fa venire il dubbio che la vita di medici e infermieri non dovrebbe essere messa a rischio per e da costoro.

Fonti utilizzate: Il Fatto Quotidiano, La Nazione, Firenze Today.

IL LIBRO DI BOLTON CHE PREOCCUPA TRUMP: L’AMERICA NON STA MESSA BENE (E NOI NENACHE)

Mentre scrivo, 18 giugno 2020, la Casa Bianca è attraversata da non pochi guai il cui artefice porta il nome di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza licenziato da Trump, che con il suo prossimo libro “The Donald” descrive il presidente americano come un mezzo ignorante che in fondo ama la Cina e le dittature. Non sono parole da poco quelle di Bolton che parlano di Trump come di un estimatore dei campi di internamento degli uiguri e di un presidente disposto ad utilizzare la guerra commerciale con i cinesi per chiedere un aiuto a Xi Jinping per essere rieletto (nulla di nuovo tutto sommato). Trump chiaramente non può che smentire e dare a Bolton del bugiardo cercando di impedire la pubblicazione del libro ma a questo punto, guardando anche alla Russia e all’Ucraina, è più che lecito domandarsi se gli USA abbiano alla Casa Bianca un presidente disposto anche a rinnegare valori e interessi nazionali al fine di essere rieletto. Quella davanti a noi non è una bella prospettiva: l’Europa è da anni completamente assente in politica estera con il risultato che sono altri, per storia e cultura non particolarmente democratici, a poter sedere al tavolo dei negoziati mentre gli europei fanno finta che questioni anche vicinissime come la Libia non li riguardi. Solo negli ultimi giorni la tensione a livello globale è davvero alta: ad esempio la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud e per la prima volta dal 1975 venti soldati indiani sono stati uccisi dai soldati cinesi. In tutto questo l’Europa come sempre non è pervenuta e lascia che siano altri ad occuparsi di faccende delicate: diplomazia meno di zero. Non è lavandosi le mani che ci si può chiamare santi. Dovrebbero scorrere parole volgari quando ci si riferisce alla politica estera di questi anni dei Paesi europei e in particolar modo l’Italia che lo ha ricordato proprio in questi giorni: prima vende all’Egitto due fregate Fremm e pochi giorni dopo chiede la verità su Giulio Regeni tramite lettera.

Dal profilo Instagram di Destructismi

IN UE LA LEGA E FRATELLI D’ITALIA VOTANO CONTRO CONDANNA DELLE DISCRIMINAZIONI E SITUAZIONE USA

Il Parlamento europeo condanna ogni forma di razzismo, violenza e odio e lo ha ricordato votando una risoluzione che invita governo e autorità USA ad affrontare costruttivamente la situazione che le minoranze vivono nel Paese. La condanna arriva anche nel modo di agire portato avanti da Trump e la sua “retorica incendiaria”. Nel testo, scrive Repubblica, si legge anche sia necessario porre fine a qualsiasi profilazione razziale o etnica.

La risoluzione che afferma che nell’Ue non sono ammesse forme di discriminazione è stata votata dagli europarlamentari di PD, M5s, Forza Italia e Italia Viva. Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro sono di Lega e Fratelli d’Italia per i quali quello votato è un “testo che le sinistre hanno infarcito di ideologia, attacchi all’amministrazione Trump, pregiudizi contro le forze dell’ordine e spinte immigrazioniste(…)”.

La risoluzione è stata approvata con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni.