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APPROVATA LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE. CHE FINE FARÀ HONG KONG?

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese che dal 1997, dopo aver cessato di essere colonia britannica, passò sotto il controllo della Cina tramite un accordo che garantiva particolari libertà per almeno 50 anni e che è riassumibile nella frase “un paese, due sistemi”.⠀

Dopo mesi e mesi di proteste da parte dei cittadini di Hong Kong si è giunti ha una importantissima svolta targata Cina: martedì è stata approvata dai cinesi, nel silenzio, la nuova legge sulla sicurezza nazionale che di fatto dà alle autorità cinesi maggiore controllo sulla ex colonia britannica.⠀

La nuova legge sarà sicuramente utilizzata dai cinesi per mettere fine alle proteste pro indipendenza e democrazia che da mesi attraversano Hong Kong: la polizia locale, scrive Il Post, ora potrà arrestare (per conto della Cina) chiunque sia accusato di “attività terroristiche” e/o “sedizione, sovversione e secessione”. Non è un caso che già mercoledì siano iniziati gli arresti e che il primo a finire in manette sia stato un uomo accusato di possedere una bandiera a favore dell’indipendenza di Hong Kong.⠀

A soli 23 anni dei 50 di maggiore libertà la regione amministrativa speciale si trova a poter dire addio a “un paese due sistemi” in favore di “un paese un sistema”. Molti esperti parlano della fine di questa maggiore libertà ma dalle autorità cinesi arriva un’altra versione. Di certo c’è che Hong Kong ha perso sicuramente parte dell’indipendenza ed ora sarà anche più facile mettere fine alle proteste.⠀

La situazione preoccupa anche Demosisto, fondato da attivisti studenteschi come Joshua Wong, Nathan Law, Jeffrey Ngo e Agnes Chow, che in mattinata hanno rassegnato le dimissioni.⠀

Diciamocelo onestamente: non si è nelle condizioni di aiutare seriamente Hong Kong senza brutte ripercussioni nazionali. Lentamente l’ex colonia britannica perderà sempre maggiore indipendenza.⠀

Fonti: Il Post, Ansa

IL LIBRO DI BOLTON CHE PREOCCUPA TRUMP: L’AMERICA NON STA MESSA BENE (E NOI NENACHE)

Mentre scrivo, 18 giugno 2020, la Casa Bianca è attraversata da non pochi guai il cui artefice porta il nome di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza licenziato da Trump, che con il suo prossimo libro “The Donald” descrive il presidente americano come un mezzo ignorante che in fondo ama la Cina e le dittature. Non sono parole da poco quelle di Bolton che parlano di Trump come di un estimatore dei campi di internamento degli uiguri e di un presidente disposto ad utilizzare la guerra commerciale con i cinesi per chiedere un aiuto a Xi Jinping per essere rieletto (nulla di nuovo tutto sommato). Trump chiaramente non può che smentire e dare a Bolton del bugiardo cercando di impedire la pubblicazione del libro ma a questo punto, guardando anche alla Russia e all’Ucraina, è più che lecito domandarsi se gli USA abbiano alla Casa Bianca un presidente disposto anche a rinnegare valori e interessi nazionali al fine di essere rieletto. Quella davanti a noi non è una bella prospettiva: l’Europa è da anni completamente assente in politica estera con il risultato che sono altri, per storia e cultura non particolarmente democratici, a poter sedere al tavolo dei negoziati mentre gli europei fanno finta che questioni anche vicinissime come la Libia non li riguardi. Solo negli ultimi giorni la tensione a livello globale è davvero alta: ad esempio la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud e per la prima volta dal 1975 venti soldati indiani sono stati uccisi dai soldati cinesi. In tutto questo l’Europa come sempre non è pervenuta e lascia che siano altri ad occuparsi di faccende delicate: diplomazia meno di zero. Non è lavandosi le mani che ci si può chiamare santi. Dovrebbero scorrere parole volgari quando ci si riferisce alla politica estera di questi anni dei Paesi europei e in particolar modo l’Italia che lo ha ricordato proprio in questi giorni: prima vende all’Egitto due fregate Fremm e pochi giorni dopo chiede la verità su Giulio Regeni tramite lettera.

Dal profilo Instagram di Destructismi

IN UE LA LEGA E FRATELLI D’ITALIA VOTANO CONTRO CONDANNA DELLE DISCRIMINAZIONI E SITUAZIONE USA

Il Parlamento europeo condanna ogni forma di razzismo, violenza e odio e lo ha ricordato votando una risoluzione che invita governo e autorità USA ad affrontare costruttivamente la situazione che le minoranze vivono nel Paese. La condanna arriva anche nel modo di agire portato avanti da Trump e la sua “retorica incendiaria”. Nel testo, scrive Repubblica, si legge anche sia necessario porre fine a qualsiasi profilazione razziale o etnica.

La risoluzione che afferma che nell’Ue non sono ammesse forme di discriminazione è stata votata dagli europarlamentari di PD, M5s, Forza Italia e Italia Viva. Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro sono di Lega e Fratelli d’Italia per i quali quello votato è un “testo che le sinistre hanno infarcito di ideologia, attacchi all’amministrazione Trump, pregiudizi contro le forze dell’ordine e spinte immigrazioniste(…)”.

La risoluzione è stata approvata con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni.

ANONYMOUS ACCUSA TRUMP DI ABUSO MINORILE E OMICIDIO

Ancora una volta su Twitter finisce in tendenza l’hashtag #Anonymous e non c’è da stupirsi dato il terremoto mediatico che stanno provocando.
Il gruppo di cyber-attivisti ha prima colpito la polizia di Minneapolis, in questi giorni sotto accusa per l’omicidio di George Floyd, e poi nel pomeriggio ha diffuso um documento che associa il presidente Trump a Jeffrey Epstein, un imprenditore americano finito sotto processo per traffico internazionale di minori e misteriosamente morto in carcere in quello che si dice essere un suicidio.

In un video diffuso a fine maggio, con il solito stile all’Anonymous, si accusava la polizia di Minneapolis di avere precedenti orribile e che l’omicidio di George Floyd sarebbe solo una piccola parte di questi.
Il gruppo di attivisti ha poi rivendicato tramite i propri profili social di aver compromesso il sito della polizia di Minneapolis e di essersi introdotto nel sistema radio della polizia di Chicago diffondendo la canzone “Fuc* the police”

A scioccare sono però i documenti che legano il presidente americano, ma anche tantissime altre celebrità, all’imprenditore Epstein: documenti per i quali i russi starebbero ricattando Trump. “Se vi stavate chiedendo che cosa abbia la Russia su Donald Trump, lo stanno ricattando su attività di crimine organizzato, in particolare traffico di bambini e abusi sessuali. Forse la polizia dovrebbe smettere di sparare ai manifestanti e iniziare ad arrestare i veri criminali”. Come se non bastassero le accuse lanciate, Anonymous arriva persino ad affermare che il presidente sarebbe il mandante dell’omicidio di Epstein: “hai fatto uccidere Jeffrey Epstein per coprire il tuo passato nel traffico di minori e la tua storia di abusi sessuali”.

Altri nomi legati in qualche modo a Epstein sono Naomi Campbell, Principe Andrew, Tony Blair, Dustin Hoffman e tantissimi altri in tutto il mondo. Si arriva anche ad affermare un coinvolgimento della famiglia reale nell’omicidio di Lady Diana.


SPECIFICHIAMO CHE AD OGGI NON CI SONO ABBASTANZA PROVE PER QUANTO AFFERMATO. TENETEVI AGGIORNATI SULLA VICENDA MA NON DATE DELLO STUPRATORE A NESSUNO SENZA CHE PRIMA CI SIANO DELLE SCHIACCIANTI PROVE.

GLI STATI UNITI TORNANO NELLO SPAZIO SCRIVENDO LA STORIA

Alle 21.22 di ieri ora italiana si è scritto un nuovo pezzetto di storia con la partenza del razzo Falcon9 della compagnia privata SpaceX con destinazione la Stazione spaziale internazionale (Iss). La partenza si è avuta dalla storica Cape Canaveral, prima Cape Kennedy, e non succedeva dal 2011, anno in cui terminò il programma Space Shuttle. Il lancio, rimandato a causa del maltempo qualche giorno fa, è stato anche ieri incerto sino all’ultimo ma alla fine tutto è andato per il meglio e la capsula Crew Dragon con dentro gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley si dirige verso destinazione. Astronauti Nasa e finanziamenti pubblici uniti alle tecnologie sviluppate da SpaceX hanno fatto di questo lancio una nuova pagina dei libri si storia della quale ci si ricorderà come per la prima volta una società privata abbia mandato uomini in orbita e come il razzo con il compito di sostenere la spinta per la fase del lancio sia tornato a terra. Trump, che con il vice Pence ha assistito al lancio, non ha nascosto la gioia e le speranze per il futuro: “oggi è cominciata una nuova era di ambizioni americane. Siamo una nazione di pioneri. La prima donna ad andare sulla luna sarà americana e il primo equipaggio ad arrivare su Marte sarà americano”. Che sia la rinata voglia di scrivere la storia o le crescenti avversità con la tecnologica Cina quello che importa è che sembra sia tornata la voglia di far superare sempre più all’uomo i confini terrestri. A differenza degli ultimi lanci la novità sta anche nella riscoperta indipendenza spaziale degli americani e alleati come ha ricordato anche Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che parla anche di “contributo dell’Italia a questo lancio”. Sicuramente questa è una impresa che Oriana Fallaci avrebbe descritto magistralmente.

LIBIA: HAFTAR PERDE LA BASE DI AL WATIYA

Il governo di Tripoli ha annunciato questa mattina che ieri notte l’esercito, assieme alle forze alleate, è riuscito a prendere il controllo della base di Al Watiya.
Risale ai tempi di Gheddafi e dal 2015 Al Watiya era controllata da Haftar che dal 2019 la utilizzava per far partire l’offensiva aerea verso Tripoli. Trattasi quindi di una dura sconfitta per il maresciallo.
È invece una vittoria importante per al Serraj che grazie all’aiuto turco è riuscito ad ottenere una importante base ed ora sembra si pensi a riconquistare la città di Tarhuna.

TROPPI INSULTI E MINACCE A SILVIA ROMANO: APERTA INCHIESTA

Nico Basso, consigliere comunale ad Asolo e capogruppo della lista civica “Verso il futuro”, sta facendo parlare di sé per un post Facebook, poi cancellato, in cui riferendosi a Silvia Romano commentava “impiccatela”.

A parlare male della ragazza la cui colpa sembra quella di essere stata liberata e di aver cambiato religione ci si mettono anche esponenti politici più importanti come Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega in Abruzzo, che ieri aveva pubblicato la foto della ragazza con uno spiacevolissimo, quanto poco corretto, commento: “Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”

Dal momento in cui Silvia ha rimesso piede su suolo italiano ha potuto contare sulla solidarietà di tanti ma purtroppo ha anche dovuto subire innumerevoli attacchi e insulti online. Si sa, entrare nel merito di una questione e parlarne seriamente è sempre più difficile che aprire un profilo di un social network e far piovere insulti su una persona.

In queste ore, proprio per essere più sicuri, i controlli sotto casa della ragazza sono stati intensificati con il passaggio di pattuglie di polizia e carabinieri ed inoltre il pm Alberto Nobili, a capo del pool antiterrorismo della procura di Milano, ha aperto un fascicolo per minacce aggravate.

UE AVVERTE ISRAELE: CI SARANNO SANZIONI?

“Come abbiamo detto più volte, l’annessione non è in linea con il diritto internazionale” e quindi se Israele continuerà i tentativi di annessione della Cisgiordania “l’Ue agirà di conseguenza”. A spiegarlo è Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante dell’Ue che ha spiegato che i ministri degli Esteri dei vari Paesi dell’Unione discuteranno dell’argomento venerdì.

Si considera la possibilità di imporre sanzioni a Israele in caso procedesse con i suoi piani di annessione, fa sapere la Wafa citando una sua fonte, ma non si esclude il veto di qualche Stato più vicino a Netanyahu. Per evitare il problema si potrebbe in alternativa congelare il programma Horizon Europe 2021-2027 o interrompere l’accordo Ue-Israele che dà a quest’ultimo la libertà di accesso al mercato europeo.

“SILVIA ROMANO È STATA LIBERATA” DOPO UN ANNO E MEZZO DI PRIGIONIA.

“Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”. Lo comunica via Twitter il premier Conte. Stando a fonti della Farnesina domani Silvia dovrebbe rientrare in Italia e riabbracciare la sua famiglia che di lei non ha notizie da quando nel novembre 2018 la cooperante è stata rapita in Kenya.
“Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100%” ha detto il padre di Silvia ad ANSA.
La giovane era stata rapita villaggio di Chakama dove dava il suo aiuto alla popolazione locale assieme alla Onlus “Africa Milele”. Di lei non si è mai saputo molto da quando quel 20 novembre del 2018 una banda armata assaltando la sede dell’organizzazione l’aveva fatta prigioniera: le ricerche non si sono però mai fermate ed oggi il ministero degli Esteri più finalmente ribadire che “lo Stato non lascia indietro nessuno”. Per adesso non si sa molto delle dinamiche che hanno portato alla liberazione della ragazza. Su Facebook ci sono i commenti di chi ha come unico pensiero domandarsi quanto sia costato salvare la vita alla giovane da un anno e mezzo in mano ai gruppi armati: sia, la gran parte della gente esprime felicità per il salvataggio di una cittadina italiana che ha il coraggio di fare qualcosa di bellissimo: mettere a rischio la proprio vita per “aiutarli a casa loro”.

MORTO IBRAHIM GOKCEK. NELLA TURCHIA DI ERDOGAN LA MUSICA FA PAURA.

“Sono sul palco, con la cinghia del basso attaccata al collo, quella con le stelle che mi piace di più. Di fronte a me, centinaia di migliaia di persone, con i pugni alzati, cantano ‘Bella ciao’. La mia mano batte le corde del basso come fosse il migliore del mondo…Mi chiamo Ibrahim Gokcek. Per 15 anni ho suonato il basso nel Grup Yorum” raccontava il giovane bassista nella lettera inviata a fine aprile a L’Humanité.

Ci sono voluti 323 giorni di sciopero della fame per far fuori Ibrahim Gokcek, 39 anni, componente della perseguitata band turca Grup Yorum. Per lo stesso motivo si sono spenti in breve tempo due altri membri della band: Helin Bolek e Mustafa Kocak. Accusati di terrorismo e vittime di farse giudiziarie, Ibrahim credeva che “il motivo per cui siamo stati inseriti in questo ‘elenco terroristico’ è il seguente: nelle nostre canzoni parliamo di minatori costretti a lavorare sotto terra, di lavoratori assassinati da incidenti sul lavoro, di rivoluzionari uccisi sotto tortura, di abitanti dei villaggi il cui ambiente viene distrutto”.

Helin Bolek , Ibrahim Gokcek , Mustafa Kocak

Ibrahim Gokcek pesava 39 chili quando è arrivato in ospedale: in Turchia hanno deciso troppo tardi, un paio di giorni fa, di accogliere la sua semplice richiesta di tornare a suonare in pubblico. Incarcerato nel febbraio del 2019 ha deciso a maggio di iniziare a rifiutare il cibo portando avanti una lunga storia di scioperi della fame che vanno avanti da anni nella Turchia di Erdoğan.

“Da parte mia, con tutto quello che ho vissuto e che continuo a vivere non so dove continuerà il mio viaggio dopo questo letto di ospedale. Non so se spingerò il mio corpo fino alla morte o se vincerò la mia battaglia” scriveva idealmente all’amica Helin morta poche settimane prima. Ibrahim si è spento nel Paese in cui anche la musica fa paura.