Stai vedendo ONG

CONDANNATI I TRE SCAFISTI CHE TORTURAVANO I MIGRANTI

Si erano chiamati scafisti i ragazzi sull’imbarcazione dell’ONG “Mediterranea Saving Humans” perché “colpevoli” aver salvato e fatto sbarcare a Lampedusa 59 migranti nei primi giorni di luglio del 2019. Come sempre succede quando si accende un riflettore su una imbarcazione che salva persone nel Mediterraneo erano nate proteste da parte di chi quei migranti in Italia non li voleva e considera i volontari delle ONG degli scafisti.

Che piaccia o meno, che giovi o meno alla strumentalizzazione di questo caso, ad essere condannati come scafisti non sono stati i ragazzi dell’ONG ma altri: Mohammed Condè, Hameda Ahmed e Mahmoud Ashuia.

Associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all’omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono queste le accuse a vario titolo che hanno portato all’arresto dei tre condannati a 20 anni ciascuno. I torturatori gestivano anche per conto di una organizzazione criminale il campo di prigionia a Zawiyia e sono stati identificati da alcuni testimoni che hanno raccontato di aver subito torture e visto morire compagni di prigionia.

“Ci hanno colpiti con bastoni, calci di fucili, tubi di gomma, frustati, torturati con scariche elettriche”. È la prima volta che in Italia viene emessa una condanna per il reato di tortura.

“SILVIA ROMANO È STATA LIBERATA” DOPO UN ANNO E MEZZO DI PRIGIONIA.

“Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”. Lo comunica via Twitter il premier Conte. Stando a fonti della Farnesina domani Silvia dovrebbe rientrare in Italia e riabbracciare la sua famiglia che di lei non ha notizie da quando nel novembre 2018 la cooperante è stata rapita in Kenya.
“Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100%” ha detto il padre di Silvia ad ANSA.
La giovane era stata rapita villaggio di Chakama dove dava il suo aiuto alla popolazione locale assieme alla Onlus “Africa Milele”. Di lei non si è mai saputo molto da quando quel 20 novembre del 2018 una banda armata assaltando la sede dell’organizzazione l’aveva fatta prigioniera: le ricerche non si sono però mai fermate ed oggi il ministero degli Esteri più finalmente ribadire che “lo Stato non lascia indietro nessuno”. Per adesso non si sa molto delle dinamiche che hanno portato alla liberazione della ragazza. Su Facebook ci sono i commenti di chi ha come unico pensiero domandarsi quanto sia costato salvare la vita alla giovane da un anno e mezzo in mano ai gruppi armati: sia, la gran parte della gente esprime felicità per il salvataggio di una cittadina italiana che ha il coraggio di fare qualcosa di bellissimo: mettere a rischio la proprio vita per “aiutarli a casa loro”.

CAROLA RACKETE CONTRO L’UE

Ieri la capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, durante la giornata del migrante ha potuto parlare dinanzi la commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo. Nonostante i tanti applausi la ragazza ha fatto un intervento in cui ha fortemente criticato l’operato dell’Ue su alcune scelte come per il fatto che “l’Unione europea ricorre sempre più all’esternalizzazione dei salvataggi con deleghe a Paesi in guerra come la Libia, violando le leggi internazionali”. Evidenzia anche che “il caso della Sea Watch ancora una volta ha fatto notare che gli Stati membri non sono disposti ad affrontare i tempi moderni”. Altra accusa pesante è quella secondo cui l’Ue è stata assente nel suo caso: “dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto attraverso tutti i canali diplomatici e ufficiali? Unica risposta ricevuta era stata quella di Tripoli. Ho dovuto entrare nel porto di Lampedusa non come atto di provocazione, ma per motivi di esigenza”.

SILVIA ROMANO COSTRETTA A SPOSARSI

Silvia Romano, sequestrata in Kenya il 20 novembre 2018, stando a quanto comunica Il Giornale sarebbe stata “forzata al matrimonio con rito islamico” e sottoposta a “lavaggio di cervello”. La ragazza, che è ancora viva e si trova probabilmente nel sud della Somalia, sarebbe divenuta sposa di un uomo del posto legato all’organizzazione che la tiene in ostaggio. Il giornale di Sallusti si appella a fonti dell’intelligence.

LASCITO RECORD AD EMERGENCY

“Era un impiegato di banca in pensione e aveva una partecipazione in una società immobiliare. Qualche anno fa volle uscirne e farsi liquidare la sua quota, entrando quindi in possesso di una somma molto consistente. Ci conoscemmo in quella circostanza perché io seguii la vicenda (spiega l’avvocato Roberto Trussardi). In seguito ha lottato a lungo con il cancro e ha quindi usato parte del denaro per le cure, ma voleva destinare il resto a un ente benefico. Mi ha chiesto un parere e io gli ho accennato a Emergency e alle sue attività”. Il 77enne è dipartito lo scorso settembre e aprendo il testamento Trussardi si è reso conto che aveva seguito il suo consiglio: 1 milione e 300mila euro sono finiti nelle tasche di Emergency. Dopo un anno finalmente i soldi sono arrivati a Emergency che fa sapere userà quei soldi nel Progetto Italia, ovvero nella gestione degli ambulatori sul territorio italiano.
“Il suo lascito è pari a un terzo delle donazioni ricevute da Emergency in un anno”.