Stai vedendo LGBT

“PRO VITA & FAMIGLIA” DIFENDE LE TERAPIE RIPARATIVE E SI SCAGLIA CONTRO LE “LOBBY LGBT”

Nella prima parte del mese di maggio la Germania ha ufficialmente vietato l’orrenda pratica delle terapie riparative per le persone di età inferiore ai 18 anni. La notizia non ha fatto però molto piacere alla già nota Pro Vita & Famiglia (dove c’è di mezzo un cartellone omofobo o discutibile spesso c’è dietro questa Onlus) che non ha apprezzato che si vietasse di trattare gli omosessuali come dei malati da guarire con strane terapie.

Sul loro blog si legge che questa “assurda legge arriva ad imbavagliare completamente anche chi desidera chiedere aiuto, prevedendo fino ad un anno di reclusione e una multa di 30.000 anche per chi risponde alla richiesta volontaria di aiuto da parte di un giovane che voglia combattere certe pulsioni. E la cosa più grave è che ciò vale, non solo per gli psicologi ma persino per i genitori. Insomma siamo all’annientamento completo della potestà genitoriale, da parte di un vero e proprio stato etico che, con una nonchalance da paura, entra anche nelle coscienze dei suoi cittadini e nei rapporti più sacri e intimi, come quelli tra genitori e figli, sbrindellandoli con leggi ad hoc”.

Per loro quindi è assai grave che dei genitori non possano più trattare i figli come dei malati da curare perché per loro l’essere omosessuale vuol dire avere “certe pulsazioni” da combattere e poco importa se i giovani sottoposti a queste “terapie” possano sviluppare ansia, depressione o anche pensare al suicidio.

In una intervista di circa un anno fa concessa all’Espresso, il professore ordinario di Psicologia alla Sapienza di Roma, Vittorio Lingiardi, parlava di questo tema così: “chi parla di omosessualità come condizione ‘modificabile’ per mezzo di un intervento ‘terapeutico’ non ha alcun riconoscimento nella comunità accademica, clinica e scientifica. Volendo fare una battuta, sono un po’ i ‘terrapiattisti’ della psicologia”.

Aspettando che le terapie riparative vengano vietate anche in Italia.

IRLANDA DEL NORD: LEGALIZZATO MATRIMONIO GAY E ABORTO

Solo l’Irlanda del Nord a differenza del resto del Regno Unito non aveva ancora legiferato sui matrimoni egualitari e si riteneva illegale l’aborto (salvo gravidanze minacciose per la vita della donna). Da mezzanotte però c’è stata l’ufficializzazione di quanto legiferato in luglio dal governo di Londra che ha approfittato della mancanza dei legislatori locali dal 2017 facendo scadere così in tranquillità il tempo massimo (21 ottobre) che in Irlanda del Nord avevano per opporsi. Le norme avranno effetto operativo dal 2020.

RUSSIA, ATTIVISTA LGBT UCCISA E LISTA DI CHI FARE FUORI

È Elena Grigoryeva a finire tra i nomi degli attivisti per i diritti lgbt fatti fuori in Russia nel silenzio generale. È stata uccisa con ben 8 pugnalate e poi strangolata: il corpo della 41enne è stato ritrovato il 21 di luglio da un passante a un centinaio di metri dalla sua casa. Elena aveva più volte ricevuto minacce che aveva denunciato vanamente alla polizia. Come dice l’attivista Yuri Guaiana su TPI, preoccupa la presenza del nome di Elena sul sito “la sega” tra i nomi degli attivisti da far fuori: il sito è stato chiuso dalla polizia una settimana fa la quale però “non ha cercato gli autori”.

“Alcuni degli attivisti che conosco sono su quella lista. Il clima è molto teso, hanno paura. Altri attivisti sono stati minacciati molte volte, la paura che c’è riguarda questa lista che è stata oscurata. Hanno iniziato ad ammazzare le persone che stavano su quella lista. Gli episodi si susseguono con frequenza maggiore e con escalation di violenza. La sensazione di non essere al sicuro è sempre più forte” risponde l’attivista a chi domanda qual è attualmente il clima.

RAPISCONO IL FIGLIO GAY PER “RIEDUCARLO”

Il loro incontro è stato causale ma hanno subito capito di amarsi. Chi non l’ha presa bene è invece la famiglia di uno dei due ragazzi che così hanno tentato di rapire il figlio D. con l’aiuto di un amico. Entrati in casa hanno prima immobilizzato e minacciato N. (il fidanzato del figlio) per poi trascinare D. giù dalle scale e caricarlo a bordo di un’auto con il quale si sono spostati da Padova alla Bulgaria. Gli obiettivi dei genitori che hanno rapito e portato in Bulgaria il figlio erano quelli di tenerlo lontano dal fidanzato e tentare di “rieducarlo”. La storia risale a 4 anni fa. Molto gravi le accuse che pendono su genitori e complice: sequestro di persona aggravata, violenza privata e lesioni personali, sempre aggravate e continuate.

Credere l’omosessualità sia una malattia per di più “curabile”, cioè credere sia possibile “ritornare” eterosessuale grazie a sedute spiritiche, preghiere, psicoanalisi e così via, è scientificamente errato e non dimostrabile. Il dottor R. Spitzer, autore del più importante studio sugli ex-gay, aveva concluso che il cambiamento era possibile, ma in seguito ad approfondimenti ha corretto il risultato parlando di indottrinamento.

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