Stai vedendo Guerra

UE AVVERTE ISRAELE: CI SARANNO SANZIONI?

“Come abbiamo detto più volte, l’annessione non è in linea con il diritto internazionale” e quindi se Israele continuerà i tentativi di annessione della Cisgiordania “l’Ue agirà di conseguenza”. A spiegarlo è Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante dell’Ue che ha spiegato che i ministri degli Esteri dei vari Paesi dell’Unione discuteranno dell’argomento venerdì.

Si considera la possibilità di imporre sanzioni a Israele in caso procedesse con i suoi piani di annessione, fa sapere la Wafa citando una sua fonte, ma non si esclude il veto di qualche Stato più vicino a Netanyahu. Per evitare il problema si potrebbe in alternativa congelare il programma Horizon Europe 2021-2027 o interrompere l’accordo Ue-Israele che dà a quest’ultimo la libertà di accesso al mercato europeo.

LIBIA: HAFTAR ASSUME I PIENI POTERI

In un discorso in tv tenutosi ieri sera, il maresciallo Khalifa Haftar ha annunciato la fine degli accordi di Skhirat del 2015 e quindi la presa dei pieni poteri da parte dell’Esercito nazionale libico, sotto il suo comando, “finché un governo civile non potrà essere ristabilito”.

Ricordiamo come il Paese sia diviso in due: da una parte, a Tripoli, troviamo il premier Fayez al-Serraj, mentre dall’altra, in Cirenaica, troviamo Haftar non intenzionato a riunire il Parlamento.
Tutti i negoziati ed accordi sono stati inutili.

Ulteriore svolta nella storia libica avvenne oramai un anno fa quando Haftar, forte degli aiuti di Egitto, Arabia Saudita, Russia ed altri, decise di lanciare una offensiva il cui esito è stato mutato dall’entrata in guerra della Turchia affianco di al-Serraj che tra gli altri è appoggiato anche da una Europa che da tempo prova a portare avanti le trattative ma che da un po’ di tempo ha perso molta voce in capitolo.

Forse è per le recenti fallimentari azioni in Tripolitania che Haftar ha deciso di venire meno agli accordi del 2015 con il Parlamento di Tobruk e quindi di assumere pieni poteri per provare a conquistare Tripoli sbarazzandosi definitivamente di al-Serraj. Sicuramente una ulteriore dimostrazione della poca voglia di Haftar di far cessare la guerra civile con un accordo.

LIBIA, RAGGIUNTO ACCORDO PER UN CESSATE IL FUOCO

Il Comitato militare composto da 5 membri da parte di Al Sarraj e Haftar hanno accettato di trasformare “la tregua” in un “cessate il fuoco permanente”.
“Le due parti (ha spiegato l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé) sono venute a Ginevra e abbiamo cominciato a discutere con loro della lunga lista di punti all’ordine del giorno, a cominciare dal tentativo di trasformare questa tregua in un vero accordo su un cessate il fuoco duraturo. Il principio è stato adottato nel corso della prima sessione e si tratta ora di sapere quali siano le condizioni”.

TREGUA DI 5 GIORNI IN SIRIA. FORSE È GIÀ TUTTO SALTATO

Il vicepresidente americano Mike Pence fa sapere di aver raggiunto un accordo con la Turchia per 5 giorni di tregua nel nord-est della Siria. La decisione è stata presa durante un incontro tra Pence ed Erdogan, il quale ha ottenuto anche il controllo di una zona di sicurezza di circa 32 km. Le sanzioni americane ad Ankara continueranno ad esserci finché il cessate il fuoco non sarà definitivo. Sembra però anche che oggi siano continuati alcuni combattimenti nella città di Ras al-Ain e ora bisognerebbe capire se ciò è avvenuto perché la notizia della tregua non ha ancora raggiunto la città o per altro.

LIBIA: SPARANO A MIGRANTE

Accade nel centro di Abusitta, Tripoli, dove la guardia costiera libica aveva appena riportato in Libia ben 103 migranti. Succede però che un gruppo inizia ad opporsi all’idea di finire nei centri di detenzione e così per reprimere le agitazioni gli uomini armati hanno iniziato a sparare finendo per colpire un sudanese che è stato prontamente soccorso dai medici dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni ma purtroppo inutilmente. “L’uso di armi da fuoco contro civili inermi è inaccettabile in ogni circostanza” ricorda il portavoce dell’Oim, Leonard Doyle.

YEMEN: PRIMI GIORNI DI SCUOLA TRA LE MACERIE

Davvero toccanti le foto che arrivano dallo Yemen in cui a fare le spese di questa guerra spesso sono civili e bambini in particolar modo. A Taez è iniziato un nuovo anno scolastico e in queste immagini possiamo vedere i bambini attenti e concentrati mentre si trovano in quello che resta della loro scuola distrutta dopo un bombardamento aereo nel 2018.