Stai vedendo Democrazia

DUDA HA VINTO LE PRESIDENZIALI IN POLONIA. MANCATA LA SVOLTA PER POCHI VOTI

È successo. È il caso di dire che l’esito elettorale non fosse scontato ma in ogni caso a venire eletto è stato nuovamente Duda, il presidente uscente. L’ultraconservatore ha battuto l’avversario liberale Ralaf Trzaskowski con circa il 51,21% dei voti contro il 48,79%.⠀
È una sconfitta che fa doppiamente male perché non solo conclusasi con la vittoria del beniamino di Orbán ma anche per il distacco davvero ridicolo. È stato un ballottaggio combattuto e molto sentito dalla popolazione chiamata a scegliere due visioni diverse, dall’Ue alla comunità lgbt, ed infatti l’affluenza è stata altissima: hanno votato il 68,9% degli aventi diritto al voto.⠀
Ieri i polacchi, seppur di poco, hanno scelto un sovranista smantellatore di democrazia mentre hanno detto no a un europeismo attento alle minoranze all’interno del Paese. Vedremo se la Polonia continuerà a smantellare lentamente il suo sistema giudiziario.⠀

Fonte: SkyTg24

LA LETTERA DI PATRICK ZAKY ALLA FAMIGLIA: “UN GIORNO SARÒ LIBERO”

A darne notizia è la pagina Facebook “Patrick Libero” che informa come “per una volta, oggi vi diamo una (relativamente) buona notizia!  La famiglia di Patrick ha ricevuto oggi una breve lettera da lui scritta il 21 giugno. Naturalmente non ha potuto dire tutto quello che voleva, dato che queste lettere passano attraverso varie mani di sicu0rezza prima di raggiungere il destinatario.  Sì, siamo ancora preoccupati, ma siamo felici di leggere le sue parole”.

Gli attivisti hanno anche pubblicato una parte della missiva scritta da Patrick Zaky: “Cari, sto bene e in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole. Spero che stiate tutti bene e che la Corona non abbia colpito nessuno dei nostri cari (…)Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima.

Letter From PatrickFor English and Italian scroll down: عندنا انهارده خبر كويس -نسبيًا- نشاركه معاكم. أسرة باتريك…

Pubblicato da ‎Patrick Libero – الحرية لباتريك چورچ‎ su Sabato 4 luglio 2020
post FB

Questa lettera ha riacceso i riflettori sul giovane studente dell’Università di Bologna che da inizio febbraio si trova sotto arresto in Egitto per reati d’opinione. Come tanti altri prigionieri politici Patrick si trova al carcere di Tora, vicino al Cairo, e la prossima udienza sembra essere fissata il 12 luglio.
In tutta onestà però non mi sembra esserci tutta questa grande attenzione da parte del mondo politico italiano che, dando la cittadinanza a Patrick, potrebbe fare meglio pressione sull’Egitto affinché il ragazzo sia tra i detenuti che verranno graziati per decongestionare i carceri.

Fonti: La Stampa, SkyTg24

RUSSIA, REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE: TRA VOTI AMBIGUI E VITTORIA DI PUTIN

Approvati dal dal 77,9% degli elettori con un’affluenza del 65% sono passati in Russia i 206 emendamenti alla Costituzione votati in una maniera inedita e anormale.

Fortemente criticata la scelta di ricorrere ad un unico voto, un sì o un no, per esprimere il proprio parere su oltre 200 emendamenti. Insomma, o tutto o niente. Ma ancor più discutibile la scelta di ricorrere a “un voto prima del voto” che, trovando una giustificazione nella presenza del coronavirus, ha concesso dal 25 al 30 giugno la possibilità di votare da casa e online. La vera è propria giornata di voto è stata però il 1 luglio.

Un voto che si dimostra, forse anche volutamente, troppo frettoloso e che, con la scusante del virus, ha assunto tratti comici con seggi elettorali improvvisati in bagagliai e panchine sotto casa. Una grande potenza come la Russia ha mandato i cittadini alle urne in un modo prossimo alla comicità che tocca l’apice nel caso di Mosca dove, scrive Il Fatto Quotidiano, il voto è stato trasformato in una specie di enalotto.

È stato un referendum che noi abbiamo conosciuto e seguito per via dell’azzeramento dei mandati che permetterà a Putin di ripresentarsi alle elezioni del 2024 e del 2030, argomento che in Russia è stato poco trattato a differenza dell’attenzione data ad altri emendamenti più legati ai valori. Sono stati gli emendamenti legati alla fede in Dio, al matrimonio tra uomo e donna, al salario minimo non inferiore al salario di sussistenza, alla lingua e così via ad essere più discussi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

APPROVATA LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE. CHE FINE FARÀ HONG KONG?

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese che dal 1997, dopo aver cessato di essere colonia britannica, passò sotto il controllo della Cina tramite un accordo che garantiva particolari libertà per almeno 50 anni e che è riassumibile nella frase “un paese, due sistemi”.⠀

Dopo mesi e mesi di proteste da parte dei cittadini di Hong Kong si è giunti ha una importantissima svolta targata Cina: martedì è stata approvata dai cinesi, nel silenzio, la nuova legge sulla sicurezza nazionale che di fatto dà alle autorità cinesi maggiore controllo sulla ex colonia britannica.⠀

La nuova legge sarà sicuramente utilizzata dai cinesi per mettere fine alle proteste pro indipendenza e democrazia che da mesi attraversano Hong Kong: la polizia locale, scrive Il Post, ora potrà arrestare (per conto della Cina) chiunque sia accusato di “attività terroristiche” e/o “sedizione, sovversione e secessione”. Non è un caso che già mercoledì siano iniziati gli arresti e che il primo a finire in manette sia stato un uomo accusato di possedere una bandiera a favore dell’indipendenza di Hong Kong.⠀

A soli 23 anni dei 50 di maggiore libertà la regione amministrativa speciale si trova a poter dire addio a “un paese due sistemi” in favore di “un paese un sistema”. Molti esperti parlano della fine di questa maggiore libertà ma dalle autorità cinesi arriva un’altra versione. Di certo c’è che Hong Kong ha perso sicuramente parte dell’indipendenza ed ora sarà anche più facile mettere fine alle proteste.⠀

La situazione preoccupa anche Demosisto, fondato da attivisti studenteschi come Joshua Wong, Nathan Law, Jeffrey Ngo e Agnes Chow, che in mattinata hanno rassegnato le dimissioni.⠀

Diciamocelo onestamente: non si è nelle condizioni di aiutare seriamente Hong Kong senza brutte ripercussioni nazionali. Lentamente l’ex colonia britannica perderà sempre maggiore indipendenza.⠀

Fonti: Il Post, Ansa

EGITTO: DANZATRICE DEL VENTRE CONDANNATA A 3 ANNI DI CARCERE PER FOTO “IMMORALI”

La danzatrice del ventre Sama El Masry è stata condannata in Egitto a 16mila euro di multa, a 3 anni di carcere e ad altri 3 anni di sorveglianza da parte della polizia. Forse potreste pensare che la donna si sia macchiata di reati come spaccio o di peggio ma la verità è che la condanna arriva per “incitazione all’immoralità e alla dissolutezza”.

Dall’arresto nel 23 aprile la detenzione della 42enne era stata prolungata diverse volte sino all’arrivo della condanna: la danzatrice, che durante il processo si era difesa dicendo che le immagini erano state pubblicate a sua insaputa dal cellulare rubato, presenterà appello.

El Masry è stata condannata in Egitto come già tantissime altre donne per aver pubblicato foto e video sui social (specialmente Instagram e Tik Tok) in contrasto con i “valori morali” egiziani. Il parlamentare John Talaat favorevole all’arresto della donna, citato dal quotidiano Al Ahram, ha dichiarato che le influencer stanno “distruggendo i valori della famiglia e le tradizioni, un’attività vietata dalla legge e dalla costituzione”.

Tra i tantissimi casi analoghi si ricorda l’attrice Rania Youssef sommersa di critiche per il vestito indossato al Cairo Film Festival del 2018. Le accuse in quel caso caddero dopo le scuse dell’artista.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, FanPage, Quotidiano.net

ELEZIONI: LA POLONIA CAPISCA CHE SIAMO STANCHI DELLA SUA DESTRA. IN FRANCIA VINCONO ASTENSIONE E VERDI

Negli ultimi hanno la Polonia ha lentamente deteriorato il suo stato di democrazia arrivando a minare l’indipendenza del sistema giudiziario, a limitare le libertà di espressione, a danneggiare la situazione della comunità LGBT e così via. Tutto ciò è avvenuto con la benedizione del presidente uscente Andrzej Duda (legato a Diritto e Giustizia e a Orbán) ed è per questo che le elezioni che si stanno svolgendo in Polonia sono decisive e sanciranno la strada che i polacchi, pienamente responsabili, desiderano intraprendere.⠀
Domenica 28 maggio si sono tenute le elezioni presidenziali e nessuno dei candidati è riuscito ad ottenere il 50%, motivo per cui il 12 luglio si terrà il ballottaggio che vedrà Andrzej Duda (43%) contro il liberale Rafał Trzaskowski (30%).⠀
I polacchi scelgano… e si ricordino che l’Ue è stanca di venire usata da un Paese come la Polonia.⠀

In Francia invece preoccupa la bassa affluenza alle elezioni comunali che raggiungendo quasi il 60% pone importanti interrogativi sullo stato di salute della democrazia francese (soprattutto post Covid-19).⠀
Alle comunali la Francia è stata attraversata da una ondata verde con gli ambientalisti che hanno conquistato Lione, Marsiglia e Bordeaux. A Parigi rinnova il suo mandato la socialista Anne Hidalgo mentre Perpignan passa nelle mani dell’estrema destra con Louis Aliot. Deludente, a eccezione che a Le Havre, i risultati conseguiti dal partito di Macron.⠀

Fonti: Il Post e TPI

EGITTO: PICCHIATE E DERUBATE MENTRE LE GUARDIE RIDEVANO. LA DENUNCIA DELLA FAMIGLIA DELL’ATTIVISTA

L’Egitto oggi è questo: due sorelle manifestano con la madre chiedendo di poter vedere il fratello prigioniero politico e si ritrovano picchiate e derubate dinanzi agli sguardi divertiti delle guardie penitenziarie. Da settimane Laila Seif e le due figlie Mona e Sanaa manifestano per il muro eretto tra loro e Alaa Abdel Fattah, figlio e fratello delle tre donne, che da fine settembre 2019 è rinchiuso nel conosciutissimo carcere di Tora (lo stesso di Patrick Zaki e di tantissimi oppositori politici).

L’altro giorno, come raccontato da Mona Seif, è successo qualcosa che ha rotto la monotonia dell’inascoltata protesta delle donne. “Eravamo tutte e tre sedute a terra, sempre in attesa di ricevere un segnale dalle autorità carcerarie per incontrare o far avere degli effetti ad Alaa. Tutto procedeva come al solito, lunghe e inutili attese, quando siamo state avvicinate da un gruppo di donne in abiti civili. Hanno iniziato a fare delle domande, poi si sono avvicinate mettendo le mani dentro le nostre borse, toccandoci e infine passando alle vie di fatto. Sono cominciate le molestie, poi le botte, usando anche dei bastoni. Io e mia sorella Sanaa abbiamo lividi e ferite su tutto il corpo. Lei, in particolare, molto profonde, tanto da dover andare in ospedale. Di quelle donne ne arrivavano in continuazione e mentre una parte ci picchiava, altre hanno preso le nostre borse, potandoci via tutto, soldi, documenti e cellulari. Fortuna che il mio lo avevo lasciato in macchina. Era una banda ben organizzata e protetta, inviata per uno scopo preciso. Le risate e gli incitamenti degli agenti di guardia a Tora ne sono la prova. All’ufficiale che era presente, di cui conosco nome e grado, e ai suoi sottoposti dico che un giorno anche loro saranno giudicati e pagheranno per il loro comportamento”.

Non bastava il pestaggio e così il giorno dopo (23 giugno) Sanaa Seif è stata prelevata con la forza davanti alla sede della Procura generale a el-Rehab, nell’area di New Cairo, e trasportata via con un furgone bianco che si è allontanato di corsa. Il tutto è avvenuto di giorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

FIRENZE: QUELLA PIAZZA DEI NO-VAX E DEI COMPLOTTISTI

È una piazza di “anti” quella di Santa Croce a Firenze di due giorni fa. Una piazza che, tra mancate mascherine e distanziamento sociale, grida “No 5G”, “No vaccini”, “No banche”, “No politica” e che a volte arriva a mettere in dubbio l’esistenza del coronavirus chiedendo la verità.

È anche la piazza di tantissimi militanti del “Movimento 3V” (Vogliamo Verità sui Vaccini) e dei loro striscioni come: “in futuro si vaccinerà per influenzare l’inclinazione spirituale”. Una piazza che non piace al sindaco Nardella ma che ieri non deve essere dispiaciuta alle migliaia di persone che l’hanno riempita ogni tanto sollevando dubbi leciti che però troppo spesso divenivano il nulla affiancati alle certezze millantate.

È la piazza dell’ex deputata grillina Sara Cunial e del suo discorso complottista a Montecitorio. È la piazza di Guido Gheri e della sua radio sequestrata per istigazione all’odio razziale. È la piazza di alcuni punti di riferimento di chi aveva insultato o minacciato il ministro Speranza dopo l’annuncio dell’accordo Ue per 400 milioni di dosi di vaccino.

È la piazza che, se è vero che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, mi fa venire il dubbio che la vita di medici e infermieri non dovrebbe essere messa a rischio per e da costoro.

Fonti utilizzate: Il Fatto Quotidiano, La Nazione, Firenze Today.

ROMA, SETTE ARRESTI IN UNA CELLULA ANARCHICA

Sono sette le persone arrestate dai carabinieri del Ros con le accuse di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo e altri reati. La base degli arrestati era il centro sociale romano Bencivenga Occupato che era la sede di questa cellula anarco-insurrezionalista il cui intento era
riorganizzare il movimento anarchico e portare avanti attacchi al sistema.

Gli accusati avevano stretti rapporti anche con altri anarchici (greci, tedeschi e cileni) e uno di loro sarebbe tra i responsabili dell’attentato esplosivo alla Stazione dei carabinieri di Roma San Giovanni nel 2017. Due degli indagati sono stati localizzati all’estero: Francia e Spagna. Sembra sia saltato l’intento della cellula che secondo gli investigatori era “avviare una nuova fase dell’insurrezionalismo, che avvicinasse i diversi gruppi, così da colpire l’organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato”.

ANONYMOUS ACCUSA TRUMP DI ABUSO MINORILE E OMICIDIO

Ancora una volta su Twitter finisce in tendenza l’hashtag #Anonymous e non c’è da stupirsi dato il terremoto mediatico che stanno provocando.
Il gruppo di cyber-attivisti ha prima colpito la polizia di Minneapolis, in questi giorni sotto accusa per l’omicidio di George Floyd, e poi nel pomeriggio ha diffuso um documento che associa il presidente Trump a Jeffrey Epstein, un imprenditore americano finito sotto processo per traffico internazionale di minori e misteriosamente morto in carcere in quello che si dice essere un suicidio.

In un video diffuso a fine maggio, con il solito stile all’Anonymous, si accusava la polizia di Minneapolis di avere precedenti orribile e che l’omicidio di George Floyd sarebbe solo una piccola parte di questi.
Il gruppo di attivisti ha poi rivendicato tramite i propri profili social di aver compromesso il sito della polizia di Minneapolis e di essersi introdotto nel sistema radio della polizia di Chicago diffondendo la canzone “Fuc* the police”

A scioccare sono però i documenti che legano il presidente americano, ma anche tantissime altre celebrità, all’imprenditore Epstein: documenti per i quali i russi starebbero ricattando Trump. “Se vi stavate chiedendo che cosa abbia la Russia su Donald Trump, lo stanno ricattando su attività di crimine organizzato, in particolare traffico di bambini e abusi sessuali. Forse la polizia dovrebbe smettere di sparare ai manifestanti e iniziare ad arrestare i veri criminali”. Come se non bastassero le accuse lanciate, Anonymous arriva persino ad affermare che il presidente sarebbe il mandante dell’omicidio di Epstein: “hai fatto uccidere Jeffrey Epstein per coprire il tuo passato nel traffico di minori e la tua storia di abusi sessuali”.

Altri nomi legati in qualche modo a Epstein sono Naomi Campbell, Principe Andrew, Tony Blair, Dustin Hoffman e tantissimi altri in tutto il mondo. Si arriva anche ad affermare un coinvolgimento della famiglia reale nell’omicidio di Lady Diana.


SPECIFICHIAMO CHE AD OGGI NON CI SONO ABBASTANZA PROVE PER QUANTO AFFERMATO. TENETEVI AGGIORNATI SULLA VICENDA MA NON DATE DELLO STUPRATORE A NESSUNO SENZA CHE PRIMA CI SIANO DELLE SCHIACCIANTI PROVE.