All Posts By Giulio Raganato

EGITTO: PICCHIATE E DERUBATE MENTRE LE GUARDIE RIDEVANO. LA DENUNCIA DELLA FAMIGLIA DELL’ATTIVISTA

L’Egitto oggi è questo: due sorelle manifestano con la madre chiedendo di poter vedere il fratello prigioniero politico e si ritrovano picchiate e derubate dinanzi agli sguardi divertiti delle guardie penitenziarie. Da settimane Laila Seif e le due figlie Mona e Sanaa manifestano per il muro eretto tra loro e Alaa Abdel Fattah, figlio e fratello delle tre donne, che da fine settembre 2019 è rinchiuso nel conosciutissimo carcere di Tora (lo stesso di Patrick Zaki e di tantissimi oppositori politici).

L’altro giorno, come raccontato da Mona Seif, è successo qualcosa che ha rotto la monotonia dell’inascoltata protesta delle donne. “Eravamo tutte e tre sedute a terra, sempre in attesa di ricevere un segnale dalle autorità carcerarie per incontrare o far avere degli effetti ad Alaa. Tutto procedeva come al solito, lunghe e inutili attese, quando siamo state avvicinate da un gruppo di donne in abiti civili. Hanno iniziato a fare delle domande, poi si sono avvicinate mettendo le mani dentro le nostre borse, toccandoci e infine passando alle vie di fatto. Sono cominciate le molestie, poi le botte, usando anche dei bastoni. Io e mia sorella Sanaa abbiamo lividi e ferite su tutto il corpo. Lei, in particolare, molto profonde, tanto da dover andare in ospedale. Di quelle donne ne arrivavano in continuazione e mentre una parte ci picchiava, altre hanno preso le nostre borse, potandoci via tutto, soldi, documenti e cellulari. Fortuna che il mio lo avevo lasciato in macchina. Era una banda ben organizzata e protetta, inviata per uno scopo preciso. Le risate e gli incitamenti degli agenti di guardia a Tora ne sono la prova. All’ufficiale che era presente, di cui conosco nome e grado, e ai suoi sottoposti dico che un giorno anche loro saranno giudicati e pagheranno per il loro comportamento”.

Non bastava il pestaggio e così il giorno dopo (23 giugno) Sanaa Seif è stata prelevata con la forza davanti alla sede della Procura generale a el-Rehab, nell’area di New Cairo, e trasportata via con un furgone bianco che si è allontanato di corsa. Il tutto è avvenuto di giorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

FIRENZE: QUELLA PIAZZA DEI NO-VAX E DEI COMPLOTTISTI

È una piazza di “anti” quella di Santa Croce a Firenze di due giorni fa. Una piazza che, tra mancate mascherine e distanziamento sociale, grida “No 5G”, “No vaccini”, “No banche”, “No politica” e che a volte arriva a mettere in dubbio l’esistenza del coronavirus chiedendo la verità.

È anche la piazza di tantissimi militanti del “Movimento 3V” (Vogliamo Verità sui Vaccini) e dei loro striscioni come: “in futuro si vaccinerà per influenzare l’inclinazione spirituale”. Una piazza che non piace al sindaco Nardella ma che ieri non deve essere dispiaciuta alle migliaia di persone che l’hanno riempita ogni tanto sollevando dubbi leciti che però troppo spesso divenivano il nulla affiancati alle certezze millantate.

È la piazza dell’ex deputata grillina Sara Cunial e del suo discorso complottista a Montecitorio. È la piazza di Guido Gheri e della sua radio sequestrata per istigazione all’odio razziale. È la piazza di alcuni punti di riferimento di chi aveva insultato o minacciato il ministro Speranza dopo l’annuncio dell’accordo Ue per 400 milioni di dosi di vaccino.

È la piazza che, se è vero che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, mi fa venire il dubbio che la vita di medici e infermieri non dovrebbe essere messa a rischio per e da costoro.

Fonti utilizzate: Il Fatto Quotidiano, La Nazione, Firenze Today.

IL LIBRO DI BOLTON CHE PREOCCUPA TRUMP: L’AMERICA NON STA MESSA BENE (E NOI NENACHE)

Mentre scrivo, 18 giugno 2020, la Casa Bianca è attraversata da non pochi guai il cui artefice porta il nome di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza licenziato da Trump, che con il suo prossimo libro “The Donald” descrive il presidente americano come un mezzo ignorante che in fondo ama la Cina e le dittature. Non sono parole da poco quelle di Bolton che parlano di Trump come di un estimatore dei campi di internamento degli uiguri e di un presidente disposto ad utilizzare la guerra commerciale con i cinesi per chiedere un aiuto a Xi Jinping per essere rieletto (nulla di nuovo tutto sommato). Trump chiaramente non può che smentire e dare a Bolton del bugiardo cercando di impedire la pubblicazione del libro ma a questo punto, guardando anche alla Russia e all’Ucraina, è più che lecito domandarsi se gli USA abbiano alla Casa Bianca un presidente disposto anche a rinnegare valori e interessi nazionali al fine di essere rieletto. Quella davanti a noi non è una bella prospettiva: l’Europa è da anni completamente assente in politica estera con il risultato che sono altri, per storia e cultura non particolarmente democratici, a poter sedere al tavolo dei negoziati mentre gli europei fanno finta che questioni anche vicinissime come la Libia non li riguardi. Solo negli ultimi giorni la tensione a livello globale è davvero alta: ad esempio la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud e per la prima volta dal 1975 venti soldati indiani sono stati uccisi dai soldati cinesi. In tutto questo l’Europa come sempre non è pervenuta e lascia che siano altri ad occuparsi di faccende delicate: diplomazia meno di zero. Non è lavandosi le mani che ci si può chiamare santi. Dovrebbero scorrere parole volgari quando ci si riferisce alla politica estera di questi anni dei Paesi europei e in particolar modo l’Italia che lo ha ricordato proprio in questi giorni: prima vende all’Egitto due fregate Fremm e pochi giorni dopo chiede la verità su Giulio Regeni tramite lettera.

Dal profilo Instagram di Destructismi

IN UE LA LEGA E FRATELLI D’ITALIA VOTANO CONTRO CONDANNA DELLE DISCRIMINAZIONI E SITUAZIONE USA

Il Parlamento europeo condanna ogni forma di razzismo, violenza e odio e lo ha ricordato votando una risoluzione che invita governo e autorità USA ad affrontare costruttivamente la situazione che le minoranze vivono nel Paese. La condanna arriva anche nel modo di agire portato avanti da Trump e la sua “retorica incendiaria”. Nel testo, scrive Repubblica, si legge anche sia necessario porre fine a qualsiasi profilazione razziale o etnica.

La risoluzione che afferma che nell’Ue non sono ammesse forme di discriminazione è stata votata dagli europarlamentari di PD, M5s, Forza Italia e Italia Viva. Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro sono di Lega e Fratelli d’Italia per i quali quello votato è un “testo che le sinistre hanno infarcito di ideologia, attacchi all’amministrazione Trump, pregiudizi contro le forze dell’ordine e spinte immigrazioniste(…)”.

La risoluzione è stata approvata con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni.

EURODEPUTATA DENUNCIA RAZZISMO DA PARTE DELLA POLIZIA BELGA

Sono parole amare quelle dell’europarlamentare tedesca Pierrette Herzberger-Fofana pronunciate al Parlamento europeo. Se lentamente l’Europa si libera da questa ondata di Covid-19, altrettanto non si può dire di razzismo e xenofobia che aleggiano anche tra le forze dell’ordine con il risultato che delle persone finiscono per temere anche il solo camminare per strada.

“Ieri (racconta Herzberger-Fofana) uscendo dalla stazione nord di Bruxelles ho visto nove poliziotti molestare due giovani neri. Ho fatto una foto con il mio telefono, cosa che è legale. I poliziotti mi hanno strappato il telefono dalle mani, quattro dei nove poliziotti mi hanno spinto brutalmente contro il muro, mi hanno violentemente preso la borsa, mi hanno costretta al muro, con le gambe allargate, e volevano perquisirmi. Mi hanno trattato in modo umiliante. Quando ho detto ai poliziotti che ero deputata al Parlamento europeo non mi hanno creduto. Ho denunciato il caso perché non possiamo far passare questa violenza”.

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DECISIONE STORICA DELLA CORTE SUPREMA USA: NO LICENZIAMENTI IN BASE ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE

È una decisione storica quella presa lunedì 15 giugno dalla Corte Suprema USA che ha stabilito come non sia possibile licenziare qualcuno per il suo orientamento sessuale. Con una votazione di 6 a 3 i giudici hanno stabilito che “un datore di lavoro che licenzia un dipendente perché gay o transgender viola il Titolo VII” che vieta le discriminazioni in base al sesso, orientamento sessuale o identità di genere. La decisione non deve aver fatto piacere a Trump che la pensa diversamente. Joe Biden ha invece commentato: “La decisione è un altro passo nella nostra marcia verso l’uguaglianza per tutti. La Corte suprema ha confermato l’idea semplice ma profondamente americana che ogni essere umano deve essere trattato con rispetto. Ma non abbiamo finito qui”. Il titolo VII del Civil Rights Act del 1964 quindi protegge anche la comunità lgbt.

BLACK LIVES MATTER: MANIFESTANTE SALVA ESTREMISTA DI DESTRA

Immaginate se invece che stare a guardare anche uno solo dei poliziotti accusati per l’omicidio di George Floyd fosse intervenuto: forse la famiglia dell’afroamericano ora non starebbe piangendo lacrime amare sopra una bara.

Che si sia bianchi o neri, di destra o di sinistra, europei o asiatici tutte le vite contano e questo lo ha capito bene Patrick Hutchinson che si è caricato sulle spalle un uomo bianco di estrema destra per portarlo in salvo dalla una folla intenta a picchiarlo.

Basta un attimo e un corpo può ritrovarsi privo di vita in una bara ma fortunatamente non è stato questo il caso. “Ho visto una persona in grossa difficoltà allora mi sono buttato a terra anch’io e, sotto calci e pugni, ho provato a tirarla fuori da lì, proteggendola con il mio corpo. Ho ricevuto moltissimi colpi anch’io ma per fortuna altri mi hanno fatto scudo. Non sono un eroe. È stato un lavoro di squadra”.

Patrick non sarà un eroe ma sicuramente può affermare di aver compreso meglio di altri i motivi per i quali anche a Londra la gente scende in strada per far sentire la propria voce. Con quel coraggioso gesto, quello invece mancato agli agenti di polizia che hanno uccido George Floyd, un uomo nero ha salvato un uomo bianco con idee molto diverse dalle sue: è questo rispetto per la vita.

“Se allo stesso modo i tre poliziotti che erano inerti intorno a George Floyd in America avessero agito, mentre stava per essere ucciso, sarebbe ancora vivo. Invece non lo hanno fatto”.

Grazie Patrick per essere intervenuto senza pensarci due volte.

LE MASCHERINE HANNO EVITATO 78MILA CONTAGI IN ITALIA

Una ricerca, pubblicata sulla rivista dell’accademia americana delle scienze (Pnas), ha dimostrato come l’uso della mascherina siaun elemento potentissimo per fermare la diffusione del coronavirus. Lo studio americano coordinato dal premio Nobel per la chimica Mario J. Molina ha stimato che l’utilizzo delle mascherina “ha ridotto in maniera significativa il numero di infezioni di oltre 78.000 unità in Italia tra il 6 aprile e il 9 maggio, e di oltre 66.000 nella città di New York tra il 17 aprile e il 9 maggio”.

LA LETTERA DEL COMPLOTTO DELL’ARCIVESCOVO VIGANÒ CHE PIACE A TRUMP

Per superare lo shock provocato dalle scioccanti rivelazioni (per non definirle in modo più scortese) dei gilet arancioni potreste aver bisogno di pensare che quello del complottismo non è un fenomeno tutto italiano e l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, con una lettera indirizzata a Trump, ha il potere di ricordarcelo.

L’uomo ultraconservatore ostile a papa Francesco incomincia parlando di “due schieramenti biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre”. I secondi “servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro”. No, avete sbagliato: il presidente Trump, che noi non abbiamo avuto la fortuna di conoscere in veste di uomo umile capace di unire gli USA in momenti di rivolta e dalle visioni progressiste, apparterrebbe ai “figli della luce”, quelli che combattono Satana.

Parlando del coronavirus Viganò ci fa sapere che forse finalmente potremo scoprire chi sono quelli che “in questa colossale operazione di ingegneria sociale” hanno potuto decidere “le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni”. “Le indagini sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico”.

Davvero svegli i figli delle tenebre che “vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione”. Non sappiamo di preciso chi ma sappiamo che dietro “atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà”.

Religiosi o no, dice Trump, quella dell’arcivescovo Viganò è una lettera da leggere.

ROMA, SETTE ARRESTI IN UNA CELLULA ANARCHICA

Sono sette le persone arrestate dai carabinieri del Ros con le accuse di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo e altri reati. La base degli arrestati era il centro sociale romano Bencivenga Occupato che era la sede di questa cellula anarco-insurrezionalista il cui intento era
riorganizzare il movimento anarchico e portare avanti attacchi al sistema.

Gli accusati avevano stretti rapporti anche con altri anarchici (greci, tedeschi e cileni) e uno di loro sarebbe tra i responsabili dell’attentato esplosivo alla Stazione dei carabinieri di Roma San Giovanni nel 2017. Due degli indagati sono stati localizzati all’estero: Francia e Spagna. Sembra sia saltato l’intento della cellula che secondo gli investigatori era “avviare una nuova fase dell’insurrezionalismo, che avvicinasse i diversi gruppi, così da colpire l’organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato”.