letta e zingaretti

Non basta cambiare segretario

Prima di oggi non avevo ancora parlato delle dimissioni di Nicola Zingaretti e della nomina a segretario PD di Enrico Letta, forse un sintomo della disillusione che si è accentuata nell’ultimo periodo. Ricordo come se fosse ieri l’entusiasmo quasi unanime che il mondo dem (e non solo…chi vuole capisca) esprimeva per l’elezione del governatore del Lazio. Io restavo zitto e mi limitavo ad osservare: tra i nomi il suo era il migliore ma questo non lo rendeva certo un buon segretario. A distanza di poco tempo ecco che li stessi militanti che sino ad un anno prima saltavano di gioia si sono ritrovati a criticare l’assenza politica di Zingaretti: il problema è il non essere capaci di riconoscere gli errori e imparare da questi (discorso che chiaramente vale per tutti gli ultimi segretari seppur per motivi diversi).

Scusate ma non mi troverete a gioire perché ancora una volta il più grande partito del centrosinistra in Italia crede di poter risolvere i propri problemi cambiando un segretario. Nulla da togliere ad Enrico Letta, che più di tanti è un nome apprezzabile, qui il problema non è la sua nomina. Con anni di ritardo il PD ha capito che bisognava guardare al M5s, ma quando si inizierà a mettere mani sui problemi intrinseci e interni del partito? Nel suo discorso di insediamento il nuovo segretario ha toccato due punti fondamentali: il problema delle correnti interne e il rischio che il PD diventi (sempre non lo sia già) un partito di potere. Il problema è che le parole non bastano. Bisogna avere anche il coraggio di distruggere prima di ricostruire. Io faccio i miei sentiti auguri, ma non mi faccio prendere da facile euforia. Non c’è bisogno di gente estremamente positiva non propensa ad assumersi responsabilità.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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