La misandria esiste e vende: “Odio gli uomini” è un bestseller

Se c’è qualcosa che in Italia possiamo aspettarci un paio di volte l’anno è qualche, legittima, polemica su qualche sconosciuto libro delle elementari in cui alla donna si associazione determinati mestieri e all’uomo invece altri. Nulla da sminuire, ma nel Paese in cui per un mese intero si è stati capaci di parlare più o meno ironicamente e pesantemente “del libro di Salvini” almeno un cenno al nuovo manifesto del nazifemminsimo me lo aspettavo.

Capisci che nel femminismo la corrente più estremista, e in realtà opposta ai valori e alle idee iniziali, inizia a divenire dominante nel momento in cui nessuno fiata davanti ad una pubblicazione il cui titolo è “Odio gli uomini”. Il libro, scritto dalla francese Pauline Harmange, è da poco anche sbarcato in Italia, dove di critiche non sembra riceverne a differenza che in Francia. La descrizione del libro su Ibs.it recita: “Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età”.

Il punto non è tanto il concordare o meno sul fatto che ancora ad oggi ci siano pesanti problematiche di genere da affrontare, quanto piuttosto credere che odiare gli uomini non solo sia necessario ma anche giusto. È inutile prendersi in giro: il libro esplicitamente dimostra l’esistenza della misandria ed è un esplicito incitamento all’odio di genere. Odio che sembra andare bene perché rivolto agli uomini.

“Dai, mi butto, ve lo confesso: io odio gli uomini. Ma proprio tutti? Sì, tutti. A priori ne ho un’opinione molto bassa”. Salvo poi fare piccoli distinguo per mascherare l’ipocrisia: “È strano perché in apparenza non sarei minimamente legittimata a odiare gli uomini. Ho persino deciso di sposare uno e, a oggi, mi tocca ammettere che lo amo molto”. Il libro è intrinseco di sessismo, generalizzazioni e pregiudizi ed arriva a parlare degli uomini come di “esseri violenti, egoisti, pigri e vigliacchi”.

Gli uomini femministi? Una idiozia per l’autrice. Le battaglie del genere femminile è meglio rimangano prerogativa di questo genere, anche perché gli uomini quando condividono le battaglie finiscono per occupare “tutto lo spazio sovrastano le nostre voci (e a volte, en passant, violentandoci pure)”. Mi chiedo perché vada bene scrivere: “Odiare gli uomini, in quanto gruppo sociale e spesso anche in quanto individui, mi riempie di gioia”. “Il minimo che possa fare un uomo di fronte a una donna che avanza una tesi misandrica è ascoltare in silenzio”.

Sul perché l’odio verso le donne non vada bene ma quello verso gli uomini invece sia accettabile l’autrice scrive: “La misandria e la misoginia non si possono comparare per il semplice motivo che la prima esiste solo in relazione alla seconda”. Che è una giustificazione assurda applicabile peraltro anche al razzismo. “Che dovevo fare con tutti quei mediocri individui di sesso maschile che avevo attorno?”. Curioso di sapere se anche il marito o chi ha lavorato alla pubblicazione del libro siano “mediocri individui”.

Nel libro si capisce bene come gli uomini siano inutili, degni di essere buttati “direttamente nel cestino dell’indifferenziata”, mentre le donne debbano ricorrere solo ed esclusivamente alla sorellanza. Una visione infantile di chi vede il mondo in bianco e nero perché incapace di comprenderne le sfumature: gli uomini tutti esseri indegni e le donne invece meritevoli di “tutto il mio appoggio e il mio amore”.

Ecco come non risolvere i problemi e fomentare una guerra tra sessi.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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