da Il Fatto Quotidiano

I sottosegretari leghisti sono pessimi: da chi non legge libri da anni a chi insulta i migranti

Alcuni sono stati messi lì al fine di far contente le mille correnti interne ai partiti, altri per riconfermare figure vicine ai leader. Qualunque sia il motivo che ha portato alla scelta dei sottosegretari dei vari dicasteri la cosa sicura è che in queste ore alcuni nomi designati, una molto piccola parte, sono stati motivi di dibattito.

È il caso di Lucia Borgonzoni, sottogretaria ai Beni e attività culturali, che dopo aver perso le presidenziali in Emilia Romagna non ha di certo mostrato attaccamento alla regione nella quale si era candidata con la destra. In queste ore si sta ricordando come, durante la sottosegreteria nel Governo Conte I, fece ben capire che la lettura non è sicuramente una attività che predilige: “Leggo poco, studio sempre cose per lavoro. L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il Castello di Kafka, tre anni fa. Ora che mi dedicherò alla cultura magari andrò più al cinema e a teatro”.

È sempre della Lega un altro sottosegretario, questa volta all’Istruzione, che in queste ore è finito su svariati giornali online per una brutta gaffe. Rossano Sasso, questo il nome del leghista, ha confuso una citazione di Topolino con una frase di Dante. “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto”. Peccato che “l’inferno” di cui parliamo è quello di un fumetto di una serie di Topolino pubblicata tra 1949 e 1950.

Se però non è una citazione riportata erroneamente a poter essere metro di giudizio delle qualità politiche e umane di una persona, la questione inizia a mutare quando si organizza un flash mob per una violenza sessuale in spiaggia urlando al “bastardo irregolare” ad un migrante che si è poi rivelato innocente. Le scuse del sottosegretario? Mai arrivate.

Se di nomine leghiste vogliamo continuare a parlare tanto vale citare Stefania Pucciarelli, ora sottosegretaria al ministero della Difesa, che nel 2017 mise mi piace ad un commento Facebook orribile: “La prima casa agli italiani, agli altri un forno gli darei”. Nel 2018 venne scelta come presidente della Commissione diritti umani e la notizia fece rumore in quanto una settimana prima aveva pubblicato la foto di una ruspa che distruggeva un campo nomadi e come commento: “Un altro passo avanti per ristabilire la legalità”.

Speriamo che il passo in avanti non sia questo.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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