Giuseppe Conte

Conte si dimette. Cosa è successo e cosa potrebbe succedere ora?

Questa mattina verso le 9 si è tenuta l’ultima riunione del Consiglio dei ministri del governo Conte II. L’incontro è terminato con un ultimo e tardivo decreto sull’autonomia del Coni, venuta meno durante il governo M5s-Lega, necessario e non più rinviabile per evitare che l’Italia si presenti alle prossime Olimpiadi di Tokyo senza il tricolore, ma prima si sono comunicate le già annunciate dimissioni. M5s, PD e Leu avrebbero ribadito, cosa che non sorprende, il loro sostegno a Conte.

Alle 12 l’appuntamento al Quirinale: un colloquio di mezz’ora tra Capo dello Stato e premier uscente che ha formalmente consegnato le sue dimissioni. Il Presidente ha preso atto della situazione e ha invitato Giuseppe Conte a restare in carica per gli affari correnti. Da domani pomeriggio al Quirinale avranno luogo le consultazioni con i gruppi parlamentari.

Alcuni non si aspettavano questa mossa da parte del premier dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera e al Senato, ma forse è proprio per quella che la situazione ora è la corrente. Se Conte non fosse riuscito ad ottenere neanche la maggioranza relativa la sua esperienza di governo sarebbe finita già giorni fa, ma essendo andate le cose diversamente è riuscito a prendere una boccata d’aria. La situazione non gli consentiva però di andare avanti senza curarsi dell’assenza di una vera e propria maggioranza, cosa che ci porta alle sue dimissioni con lui che punta a un Conte III.

Come sempre accade quando di mezzo c’è la formazione di un governo nessun esito è scontato. Da una parte le attuali forze del governo giallo-rosso vorrebbero continuare l’esperienza governativa con Conte. Dall’altra Lega e Fratelli d’Italia non aspettano altro che si vada al voto e che aumentino il numero dei deputati eletti. La vera partita, così come le reali incognite, si gioca su un gruppo di “parlamentari responsabili” capaci di dare l’appoggio necessario ad un nuovo governo simile al precedente, ma anche sulle decisioni prese da Forza Italia. Oggi Berlusconi sembra smentire l’ipotesi di una strada che non sia quella del voto con il centrodestra compatto, ma nelle settimane passate i forzisti si sono sempre dimostrati più aperti di altri ad un possibile appoggio ad un governo di larghe intese.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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