da Yahoo Finanza

Trump ha graziato 143 persone. C’è anche Steve Bannon

Prima di lasciare la Casa Bianca Donald Trump ha graziati decine di persone a lui più o meno vicine. Tra le 74 persone graziati dal miliardario c’è Elliott Broidy, che in passato tanto si è immolato per la raccolta fondi di Trump, conosciuto per aver fatto pressioni illegali sul governo degli Stati Uniti per far cadere la sua inchiesta sullo scandalo di corruzione 1MDB della Malesia. Anche per diversi altri repubblicani è andata altrettanto bene.

Forse, scrive Il Guardian, l’ultimo atto presidenziale è stato concedere la grazia ad una sua vecchia conoscenza: Albert Pirro, un avvocato immobiliare che ha rappresentato Trump in alcuni affari prima della presidenza. L’uomo ha scontato poco più di un anno di prigione dopo esser stato condannato per cospirazione ed evasione fiscale nel 2000. Graziati anche i rapper Lil Wayne e Kodak Black, oltre che l’ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick, finito nei guai per corruzione. Tra i 74 graziati figura anche Ken Kurson, accusato nell’ottobre dell’anno scorso di cyberstalking.

Il nome che però desta più critiche e proteste è quello di Steve Bannon, stratega e amico di Donald Trump, arrestato nell’agosto dello scorso anno su uno yacht e processato per frode. Bannon, graziato da Trump prima di dover lasciare la Casa Bianca, è stato accusato di aver sottratto denaro da We Build the Wall, una raccolta fondi online per la costruzione del muro al confine con il Messico. Per i pubblici ministeri federali lo stratega dell’estrema destra avrebbe dirottato “oltre 1 milione di dollari dalla campagna online, almeno alcuni dei quali ha utilizzato per coprire centinaia di migliaia di dollari in spese personali”.

Bannon, che nel tempo libero si diverte a chiedere la decapitazione di Anthony Fauci e del direttore dell’FBI, sarebbe stato graziato, scrive sempre Il Guardian, perché “è stato un importante leader nel movimento conservatore ed è noto per il suo acume politico”.
Sono invece 70 le persone che hanno subito una commutazione della pena.

Sorprendono invece i nomi che sulla lista del miliardario non ci sono finiti: parenti e l’avvocato Rudy Giuliani in particolar modo. Non sembra sia andata bene neanche per Julian Assange. Va però specificato che, scrive The Hill, il presidente non è tenuto a comunicare a nessuno le sue decisioni in materia: “la clausola che concede il potere di grazia presidenziale non richiede che la grazia venga rivelata pubblicamente”.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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