Addio a Emanuele Macaluso, storico dirigente del PCI

Non può che addolorare la notizia della morte, a due giorni dal centenario della nascita del PCI, di uno dei nomi più grandi della sinistra italiana: a 96 anni si è spento il politico e giornalista Emanuele Macaluso.

Nato a Caltanissetta nel 1924, già nel 1941 aderì clandestinamente al Partito Comunista Italiano, di cui diverrà poi dirigente. Dal 1947 al 1956 fu segretario regionale della CGIL, ma nel ’51 ricoprì anche il ruolo di deputato regionale tra le file comuniste. Fu tra i più illustri e importanti nomi del più grande partito comunista d’Europa: nel 1960 fu chiamato dal segretario comunista Palmiro Togliatti a far parte della direzione centrale del partito. Con la grande famiglia della falce e del martello fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1963, dove rimase per altre due legislature, facendo parte della corrente dei miglioristi, prima di passare al Senato fino al 1992. Dal 1982 al 1986 fu direttore dell’Unità e dal 2011 al 2013 del quotidiano Il Riformista. Aderì al Partito Democratico della Sinistra ma rivendicò di non aver mai fatto altrettanto con il PD.

Una mente come poche, un politico di statura e grande cultura che rispettava e per questo rispettato. Uno di quelli che quasi ti fanno rimpiangere la differenza anagrafica perché avresti voluto seguirne appieno pensieri e battaglie, magari condividendo ad un tavolo con lui qualche pungente analisi che da parte sua non sono mancate neanche nell’ultimo periodo (si pensi al referendum sul taglio del numero dei parlamentari).

Macaluso fu, come ricorda il presidente Mattarella, indubbiamente un protagonista della storia della Repubblica. È anche e soprattutto da nomi come il suo che la sinistra italiana deve ripartire per ritrovare la sua vera identità, o quantomeno una identità. Addio compagno.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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