“Italia Vi(v)a”. Ora il Paese rischia grosso

“Spero di no. Sto lavorando ad un Patto di legislatura. Se c’è disponibilità di confrontarsi in modo leale, sono convinto si possa trovare il senso di una maggiore e nuova coesione” diceva Conte ai giornalisti che chiedevano della crisi di governo che da settimane aleggiava sull’esecutivo. All’ora di pranzo era anche salito al Quirinale per riferire delle trattative in corso. Quirinale che chiaramente dava la massima raccomandazione di risolvere la questione, dicendosi però contrario a maggioranze tenute in piedi da qualche senatore “responsabile”, per poter tornare ad occuparsi del Paese.

Eppure, nonostante l’apertura di un Conte umanamente stanco di essere in bilico di ridicole scusanti, alla fine in quella stessa giornata Renzi decide di andare avanti per la sua strada: alle 18.20 il senatore di Firenze annuncia che Italia Viva avrebbe ritirato la sua delegazione dal governo. Le ministre Bellanova e Bonetti, assieme al sottosegretario Scalfarotto, lasciano i rispettivi dicasteri.

La volontà di evitare una crisi in questo momento storico e politico particolarmente difficile c’era tutta. Dal PD Orlando dichiarava: “Una crisi costituirebbe un gravissimo danno per il Paese. Conte ha ribadito la volontà di rimanere nel perimetro di questa maggioranza e di lavorare per un Patto di legislatura. Adesso Iv raccolga questo invito. Fermiamo le polemiche, mettiamoci al lavoro nell’interesse dell’Italia”.

Renzi alla fine ha però optato per l’uscita dal governo. Non riesco bene a capire il perché, cosa ci sia dietro realmente a questa posizione, ma forse non sempre, specialmente con determinati uomini politici, è questione di calcolo: forse si tratta di scelte fortemente personali che non guardano al futuro del Paese. Quella di Italia Viva non è però una rottura definitiva, notizia che può far respirare un minimo Conte, ma sembra trattasi più di una uscita dal governo che dalla maggioranza.

Appoggio parziale o meno di Renzi è chiaro che ora il governo si trova davanti ad una situazione complicatissima in uno scenario ancora più complicato. Compito di Conte e dei partiti di maggioranza, che hanno deciso di fare quadrato attorno al premier, è di riuscire a garantirsi i numeri necessari per non dover lasciare il Paese in preda ad una destra che è pronta a prendere il posto dei giallorossi al governo.

Sul tavolo c’è il futuro dell’Italia: dal Recovery Plan, alla gestione dell’emergenza Covid ad un possibile governo di destra. In queste ore il domani preoccupa non poco, ma nulla è ancora perso.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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