da TPI

Los Angeles, sostenitori di Trump insultano e picchiano una donna nera. La vittima: “Credevo di morire”

Il 6 gennaio di quest’anno gli Stati Uniti hanno dato prova di una spaccatura all’interno del Paese che non trova eguali da molto tempo, ma ci hanno anche ricordato quanto sia facile, o quantomeno veloce, minare la democrazia in un Paese e risvegliare sentimenti altamente pericolosi quanto deprecabili. Mentre centinaia di sostenitori di Trump, da lui incitati, assalivano il Campidoglio per impedire la conferma della vittoria di Biden, anche a Los Angeles andava in scena una scena pietosa che ben descrive la drammatica situazione statunitense: una donna afroamericana è stata circondata, insultata e picchiata da un gruppo di esaltati convinti realmente che le elezioni presidenziali di novembre siano state rubate (inutile ricordare l’assenza di prove).

Berlinda Nibo, 25 anni, ha raccontato la sua storia al sito di notizie BuzzFeed dopo che la fotografa Raquel Natalicchio aveva immortalato alcune scene dell’aggressione. La donna stava tranquillamente camminando al lato di uno dei cortei “stop the steal” (la solita carnevalata trumpiana contro la certificazione della vittoria di Joe Biden), quando un gruppo di sostenitori del presunto complotto le ha iniziato a chiedere per chi avesse votato. Il tutto mentre veniva ripetuto lo stupido ed inutile slogan parodistico “Le vite dei bianchi contano” (“White Lives Matter”).

Nibo ha chiesto di essere lasciata sola ed ha chiesto al gruppo di manifestanti di indossare la mascherina essendo morti per covid oltre 370mila americani. Le richieste sono state vane e circa una trentina di persona l’hanno anzi bloccata con la falsa accusa di aver aggredito qualcuno e le hanno preso il telefono. Da lì la situazione è presto degenerata: alla donna è stata tirata via la parrucca, le hanno spruzzato negli occhi dello spray al peperoncino ed hanno iniziato selvaggiamente a picchiarla. Data la situazione non stupisce che la 25enne temesse di morire (“credevo di morire”): “Se non fossi rimasta in piedi, mi avrebbero fatto del male fino a uccidermi. Ho continuato a ripetermi ‘Non cadere, altrimenti ti prenderanno a calci’”.

“Fuc* Black Lives Matter! Ti strappo via la tua fottut* capigliatura”, ha gridato una donna sventolando la parrucca di Nibo. E ancora: “L’ho fatto! Ho afferrato il primo scalpo della nuova guerra civile!”. Mentre è ancora ben da capire se l’assenza ed i ritardi di adeguata sicurezza al Campidoglio nascondano dietro qualcosa, in questo caso c’è poco da interrogarsi venendo a conoscenza del fatto che la polizia di Los Angeles non è intervenuta pur trovandosi a pochi metri dall’aggressione.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *