Trump, l’ipocrisia e la banalità della destra italiana

Nelle scorse ore abbiamo assistito ad una volgare ipocrisia da parte della triste classe dirigente italiana che può essere superata, negativamente parlando, solo da Trump e parte dei repubblicani. Non si tratta del semplice condividere una agenda politica di quello che si vede come un alleato sul piano internazionale, ma del non aver condannato decentemente le immagini drammatiche del Campidoglio preso d’assedio ed il principale responsabile morale (se non proprio mandante).

“La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque” scrive su Twitter Salvini. Un commento che non sa di nulla, frutto di una mente banale incapace di fare analisi…o da uno a cui fa comodo non aggiungere altro. Quella del leader della Lega è a malapena definibile una condanna della insurrezione (o tentato colpo di Stato se preferite), figuriamoci se potrebbe imputare la colpa, o quantomeno parte, a Trump. Il 6 novembre di quest’anno dopo le elezioni presidenziali il quotidiano britannico The Independent parlava del politico lombardo come della “cheerleader italiana di Trump” che “diffonde teorie cospirazioniste prive di fondamento sul voto americano”. Intervistato da Radio24 il leader leghista aveva precedentemente dichiarato: “Il fatto che in alcune contee ci siano più voti che elettori indica che qualcosa è successo”.

Ancora peggio Giorgia Meloni. La segretaria di Fratelli d’Italia non solo non ha imputato colpe al presidente americano uscente, ma è arrivata persino a cercare di far passare l’idea che il tycoon avesse cercato di ostacolare le violente proteste. Il suo commento è stato: “Seguo con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, mi auguro che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump. In questi momenti serve grande prudenza e serietà. Mi auguro che la situazione possa tornare al più presto alla normalità”. Forse Giorgia Meloni si è persa l’andazzo degli ultimi mesi della politica americana ed anche il comizio di Trump tenuto poche ore prima dell’assedio del Campidoglio: “Non concederò mai la sconfitta”, “non possiamo sopportare a lungo quello che ci stanno facendo”, “stop the steal”. Forse la prossima nuova leader della destra italiana può spiegarci in che modo il silenzio imbarazzante di Trump nel fermare quanto stava accadendo sia stato d’aiuto.

Molto più apprezzabile Silvio Berlusconi, che ad esempio commenta: “Non accettare la sovranità popolare, certificata da tutti gli organi giurisdizionali fino alla Corte Suprema, significa mettere in discussione i principi stessi della democrazia liberale e creare una lacerazione pericolosissima nella società Americana.”

Per carità, reazioni diverse non le si aspettavano solo dalla destra. Di Maio, come fosse un bambino qualunque, si limita a parlare di “sfregio alla democrazia” e a congratularsi con Biden. Forse anche a lui servirebbe un po’ di riflessione e autocritica visto quanto diceva pochi mesi fa: “Trump è una persona vera, è come la vedete e questo l’apprezzo sempre. Lavora e porta avanti politiche per il bene del suo paese: questo lo percepisci quando porta avanti iniziative che poi si possono condividere o meno. Vuole proteggere gli Stati Uniti ed il popolo americano e questo è molto importante”.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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