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La Corte Suprema ha respinto il ricorso del Texas. C’è chi non accetta di aver perso e invoca la secessione

Pochi giorni fa Ken Paxton, procuratore generale repubblicano del Texas, aveva presentato direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti un’azione legale contro Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin per “irregolarità elettorali” durante le ultime presidenziali. Cosa è successo? Nulla, assenza di prove. La risposta è stata un unsigned order, ergo un parere non firmato, in cui si afferma che il Texas “non ha dimostrato un interesse legalmente perseguibile nella maniera in cui un altro Stato gestisce le sue consultazioni elettorali”.

In assenza di prove neanche la Corte Suprema può ribaltare l’esito di una elezione. Così potrebbe essere scomparsa del tutto la speranza di Trump di sovvertire il regolare esito delle elezioni che ha visto la vittoria dell’avversario Biden. Il presidente uscente assieme al suo team ha presentato, scrive Wired.it, circa una sessantina di ricorsi legati alla gestione e al conteggio dei voti in 8 Stati americani. Nessuno ha però dato frutti. Neanche la maggioranza conservatrice -mai così a destra dagli anni ’30- di cui gode la Corte Suprema può nulla dinanzi a un esito elettorale come quello dello scorso novembre.

Trump ha commentato la decisione su Twitter scrivendo: “La Corte Suprema ci ha veramente deluso. Niente buon senso. Niente coraggio!”. Sorge spontaneo chiedersi se il coraggio di cui parla sia legato all’attuazione di un colpo di Stato. La decisione della Corte Suprema non sembra essere stata presa bene neanche dal numero uno del partito repubblicano del Texas, Allen West, che in una nota ha invocato la secessione del Texas e degli altri 18 Stati Usa a guida repubblicana che avevano appoggiato l’assurda azione legale: “Gli Stati rispettosi della legge dovrebbero mettersi insieme e costituire una Unione di Stati che rispetterà e si atterrà sempre alla Costituzione”.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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