PSE: assemblea generale di Rainbow Rose. Per l’Italia solo il PSI, assenti attivisti LGBT e PD.

 

Neanche la pandemia ha fermato Rainbow Rose, associazione del Partito Socialista Europeo, che il 28 novembre scorso ha celebrato su Zoom la sua General Assembly per fare passi avanti in UE sulla tutela dei diritti LGBT+.

Moltissimi gli stati europei rappresentati a questo congresso, molti dei quali con due o più rappresentanti per un totale di circa 40 delegati che hanno partecipato attivamente ai lavori diretti da Camila Garfias e Jose Santoro, rispettivamente presidente e segretario della Rainbow Rose.

Dopo i saluti e gli interventi in apertura di Sergei Stanishev (presidente del PSE), Zita Gurmai (Presidente del PSE donne), Alicia Homs (presidente della Young European Socialists), Marc Angel (co-presidente dell’intergruppo LGBTI al Parlamento Europeo)  e Helena Dalli (commissario europeo per l’uguaglianza) hanno avuto inizio i lavori.

Presenti i delegati di tutti i partiti d’Europa facenti parte del Partito Europeo del Socialismo e i rappresentanti delle sigle degli attivisti LGBTIQ+ del continente.

Grandi “assenti” dai lavori gli italiani, con il solo delegato del Partito Socialista Italiano e della Federazione dei Giovani Socialisti, Mattia Carramusa.

Tra gli italiani del PSE, infatti, PD, GD (membri rispettivamente del PSE e dello Young European Socialists), e Articolo Uno (osservatore del PSE) nessuno ha risposto all’invito. Anche le sigle LGBTIQ+ italiane hanno preferito latitare.

Le mozioni presentate e discusse sono state tre e sono state tutte approvate.

  • La prima mozione mira a potenziare i rapporti con TGEU (Transgender Europe) coinvolgendo maggiormente gli attivisti e potenziare i rapporti tra i partiti nell’orbita del gruppo S&D e gli attivisti Trans e Intersessuali per valutare dei potenziamenti di tutele nazionali ed europee.
  • La seconda mozione presentata si concentra sulle difficoltà socio-familiari e legate a tutti gli aspetti della salute dei membri LGBTIQ+ a causa della pandemia da Covid 19 promuovendo l’adozione di studi specifici e la proposizione di strumenti a sostegno di chi, tra stigma sociale e famigliare durante questo lungo periodo di lockdown, ha visto incrementare il proprio disagio sociale e nelle famiglie.
  • La terza, e ultima, prevede un ampio e diffuso piano di collaborazione con il partito del socialismo europeo e con il gruppo dei Socialisti e Democratici nel parlamento europeo per promuovere politiche attive contro la discriminazione proponendo garanzie attive a protezione delle comunità LGBTIQ+ di tutta Europa.

Moltissime le testimonianze di prevaricazione portate da attivisti e da esponenti dei partiti socialisti del continente, con testimonianze particolarmente toccanti circa la situazione sociale LGBTIQ+ in Lettonia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Slovacchia e Romania.

About Mattia Carramusa

Mattia Carramusa, 29 anni giurista disperato, socialista per fede, impegnato nella lotta per i diritti sociali, coordinatore FGS a Palermo

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