da La Stampa

Coronavirus, si aggrava la situazione in Europa. Bolsonaro e Trump minimizzano

È il Paese che a inizio pandemia perse il ministro della Salute, che vide mobilitarsi i narcotrafficanti per imporre il coprifuoco, che arrivò ad aver pieni gli ospedali e a seppellire morti in fosse comuni. Parliamo del Brasile che, nonostante 160mila morti dovuti al coronavirus, si ritrova alla guida un presidente menefreghista -di quelli che stringeva e stringe mani in piena emergenza- che attacca i governatori che invece spingono per la chiusura e un vaccino obbligatorio. Dopo averla definita nei mesi passati come “una piccola influenza”, il presidente Jair Bolsonaro, in un incontro con sostenitori, scrive La Stampa, ha espresso la convinzione che l’epidemia “stia terminando”.  Non la deve pensare molto diversamente il collega americano, il presidente Donald Trump, che mentre il Paese si avvicina ai 100mila nuovi casi giornalieri di coronavirus, il numero più alto dall’inizio della pandemia, ci fa sapere che “con o senza vaccino noi stiamo controllando l’epidemia”. Forse -mera ipotesi- per sminuire quei 260mila decessi registrati da inizio pandemia negli Stati Uniti, o forse per altro, il presidente americano non nasconde la sua tesi per cui ai medici negli Stati Uniti converrebbe diagnosticare la morte per covid e non per patologie pre-esistenti. “Guadagnano 2 mila dollari in più, può succedere solo da noi”.

Intanto in Europa la situazione si aggrava di giorno in giorno. Per la prima volta, con anche 103 decessi, in Germania si è superata in una sola giornata la soglia record dei 19mila positivi. Presa coscienza della gravità della situazione la Cancelliera Merkel parla di mini-lockdown su tutto il territorio nazionale dal 2 novembre. Secondo media britannici come il Times e il Guardian, anche il governo di Londra sembra ormai deciso a tornare a una forma di lockdown nazionale. Se la passa malissimo la Francia che sfiora la vetta dei 50mila nuovi contagi in 24 ore e supera i 36mila morti per covid. Il ministro della Salute, Olivier Véran su Twitter scrive:Sì, la reclusione è una prova per tutti i francesi. Ma ricordo che il Covid-19 è: un paziente ogni 2 secondi, un ricovero ogni 30 secondi, una morte ogni 4 minuti. Rispettiamo questo isolamento, restiamo uniti. Lo Stato vi proteggerà e accompagnerà”. Situazioni e impennate analoghe si registrano un po’ in tutti i Paesi: dalla Spagna, alla Grecia sino ad arrivare in Italia con i suoi oltre 31mila e 700 contagi e quasi 300 morti.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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