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Trump-Biden, un dibattito per le presidenziali che non rende onore

Primo dibattito per le presidenziali USA 2020? Un misto di insulti, colpi bassi, frasi già sentite e poche idee. Donald Trump ne esce forse peggio, ma Joe Biden si limita “a non cadere”. Quello andato in scena sul ring della Case Western Reserve University di Cleveland è uno spettacolo desolante.

Trump, colui che abbiamo imparato a conoscere per i colpi bassi verso gli avversari politici, esclama: “Non c’è niente di furbo in te”. Biden, stanco di essere interrotto, gli dice: “Sei un clown”. Non basta il moderatore, Chris Wallace, per condurre un dibattito serio e rispettoso. In un’ora e mezzo si sono toccati sei punti: la Corte Suprema, la pandemia, l’economia, l’ambiente, la sicurezza e le tensioni razziali, la regolarità del voto.

Sul palco troviamo un Trump in difficoltà sulle tasse non pagate e un Biden che mostra imbarazzo sui finanziamenti dalla Cina e sul figlio Hunter. Si sopraeleva il presidente americano che crede di aver gestito bene l’emergenza Coronavirus: i 200mila morti americani? Colpa della Cina.

Un copione vecchio, banale e ripetitivo. Trump ci tiene a farsi vedere come un Dio sceso in terra e a puntare il dito sui democratici abusando di congiuntivo e condizionale: “Se fosse stato per te, ne sarebbero morti milioni”. Non è eccezionale neanache il democratico Biden che troppe volte ci tiene a far sapere all’elettorato americano, perfettamente diviso, che siamo davanti al “peggior presidente della storia degli Stati Uniti”.

Sulla nuova giudice della Corte Suprema, Biden si dimostra molto cauto per non rischiare di perdere consenso da parte della borghesia cattolica del Paese. Sulle tensioni razziali e la sicurezza Trump non arretra: “Tutta la violenza che vedo viene dalla sinistra, tutto questo disordine non viene dalla destra”.

Cosa penso? Solo che mi dispiace per gli americani. Mi dispiace soprattutto per chi guardando quel “dibattito” in tv ha deciso, unendosi a decine di milioni di americani, di non recarsi alle urne per votare. Mi dispiace e mi preoccupa che l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America si permetta, rivolgendosi ai suprematisti bianchi “Proud Boys”, di dire: “state fermi ora, ma tenetevi pronti”.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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