“Bella Ciao” nelle scuole? È cosa buona e giusta. La stupida critica alla proposta del PD

È stata presentata alla Camera il 30 aprile ma solo ora sta facendo molto discutere la proposta dem sulla canzone simbolo della Resistenza, “Bella Ciao”.

Si tratta di un testo, fermo da mesi in Commissione Affari costituzionali, composto da due articoli che, a differenza di quanto certi vorrebbero fare credere, non hanno nulla di pericoloso o sostitutivo all’Inno di Mameli. Nel primo articolo si chiede il “riconoscimento della canzone ‘Bella Ciao’ quale espressione popolare dei valori fondanti della nascita e dello sviluppo della Repubblica” e che sia eseguito, dopo e mai in sostituzione all’Inno d’Italia, nella giornata del 25 aprile. Il secondo articolo dice invece: “Non meno importante, infine, la legge dispone anche che in tutte le scuole, all’insegnamento dei fatti legati al periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e della lotta partigiana, venga affiancato anche lo studio della canzone ‘Bella Ciao'”. Come si può vedere più che altro si tratta di mettere nero su bianco quanto spesso già avviene.

Nulla di più che un ulteriore riconoscimento a un inno alla libertà cantato ed acclamato in tutto il mondo: lo hanno cantato i francesi ai funerali di Tignous – vignettista di Charlie Hebdo rimasto ucciso nell’attentato del 2015 -, lo hanno cantato le donne curde impegnate nella guerra all’Isis, lo cantano gli oppositori politici in Turchia, ma evidentemente per alcuni non dovrebbe essere cantato nell’Italia repubblicana e antifascista.

Su Twitter abbondano i messaggi di chi disprezza questo canto, e magari anche ciò che rappresenta, nascondendosi dietro scuse che non sanno di nulla se non di benaltrismo. A chi scrive persino “non riesco neppure a commentare” facciamo notare che non è una proposta di legge ferma in Commissione a influire sul miglioramento o meno dell’economia o dell’istruzione in Italia. Sicuro però non può fare male evidenziare su carta, e si spera non solo, l’importanza di “Bella Ciao” e quel che rappresenta.

Trovi il testo qui.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *