“Araba di merd*, torna nel tuo Paese”: 13enne insultata e picchiata perché nera

“Araba di mer**. Tornate al vostro Paese. Figli di putta**”. Sono questi gli insulti che una tredicenne, tormentata dai bulli da un anno, ha dovuto subire prima di un’ultima esplosione di violenza da parte degli aggressori che le sono saltati addosso.
Non dovrebbe esserci spazio per notizie di questo genere: non è normale che nel 2020 una ragazzina venga umiliata, insultata, tormentata e picchiata perché nera.

Siamo a Roma, quartiere Collatino, dove a inizio settembre l’allora dodicenne è stata presa di mira da ragazzi di scuola superiore più grandi. Per un anno la tredicenne si è vista perseguitata dagli insulti razzisti. Solo il lockdown ha dato un attimo di respiro ad una ragazzina che stava lentamente perdendo persino la voglia di andare a scuola.

Poi improvvisamente dagli insulti si passa a sputi e schiaffi. È il 16 settembre: un’amica invita la perseguitata alla sua festa di compleanno. La ragazzina passa prima a prendere una terza compagna e insieme si avviano al locale, luogo della festa, ma passando davanti un parco. Anche questa volta il branco, che si trovava lì, si accanisce contro la giovane: “Araba di mer** Tornate al vostro Paese. Figli di putta**”. Non basta: arriva lo schiaffo, la 13enne cade a terra e poco dopo si ritrova uno dei due aggressori che le salta addosso per colpirla. Volano sputi. In tutto questo il gruppo di amici dei due bulli, per non definirli in modo più scurrile, si limita a guardare e incitare. Un filmato avrebbe poi iniziato a circolare all’interno della scuola.

La ragazzina, in lacrime, dopo la vile aggressione, si reca al compleanno per consegnare il regalo all’amica e telefona ai genitori che la trovano con i vestiti strappati e i segni dell’aggressione sulla sua pelle. La famiglia riesce a farsi dire cosa è successo. Proprio in quel momento però lì vicino passa la bulla assieme alla madre: “Guarda tua figlia cos’ha fatto alla mia” dice il genitore della vittima. “Guarda che lo faccio anche a te” risponde l’altra signora – è qui che si spiegano molte cose – prima di provare a scagliare un bicchiere d’acqua di un tavolino contro la famiglia della 13enne che nel mentre ha continuato ad essere bersaglio di insulti razzisti.

A quel punto arrivano i carabinieri, l’ambulanza e successivamente la denuncia.

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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