Don Roberto ucciso a Como: abbiamo perso un grande uomo

Ridha Mahmoudi, 53 anni, era ossessionato dall’esplosione, convinto di doversi difendere da un complotto organizzato a suo discapito. Tutti, dagli avvocati ai medici a don Roberto Malgesini sarebbero stati colpevoli e organizzatori di questo complotto. È così che anche chi voleva solo aiutarlo è divenuto per Ridha qualcuno da odiare.

Martedì mattina l’uomo ha aspettato il sacerdote, che ogni giorno alle 7 caricava l’auto per fare il suo giro di colazioni ai senzatetto, per poi avvicinarsi a lui dicendo di avere mal di denti. Don Roberto Malgesini avrebbe risposto: “Verso le 10, quando finisco il giro, ti accompagno in ospedale”. Eppure poco dopo sono arrivate le coltellate che sono costate la vita al parroco.

Un uomo riservato che aveva dedicato tutta la sua vita agli ultimi: è così che in tanti ricordano don Roberto Malgesini. È tanta la commozione e il dolore, specialmente tra i migranti, per la morte del parroco che a inizio dell’anno scorso era stato multato per aver dato la colazione ai senzatetto che si trovavano sotto il portico dell’ex chiesa San Francesco.

“Era una persona mite, ha votato tutta la sua vita agli ultimi, era cosciente dei rischi che correva. La città e il mondo non hanno capito la sua missione. Questa tragedia è paragonabile a un martirio, voleva trasmettere un messaggio cristiano attraverso la vicinanza a queste persone. E’ una tragedia che nasce dall’odio che monta in questi giorni ed è la causa scatenante al di là della persona fisica che ha compiuto questo gesto. O la smettiamo di odiarci o tragedie come questa si ripeteranno. Spero che questo suo martirio possa contribuire allo svelenamento della società”. Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como, commenta così il triste accaduto.

Fonti: Il Giorno, La Stampa

About Giulio Raganato

17 anni, salentino appassionato di politica che ha a cuore i diritti sociali e civili. Fondatore del blog destructismi.it

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