RUSSIA, REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE: TRA VOTI AMBIGUI E VITTORIA DI PUTIN

Approvati dal dal 77,9% degli elettori con un’affluenza del 65% sono passati in Russia i 206 emendamenti alla Costituzione votati in una maniera inedita e anormale.

Fortemente criticata la scelta di ricorrere ad un unico voto, un sì o un no, per esprimere il proprio parere su oltre 200 emendamenti. Insomma, o tutto o niente. Ma ancor più discutibile la scelta di ricorrere a “un voto prima del voto” che, trovando una giustificazione nella presenza del coronavirus, ha concesso dal 25 al 30 giugno la possibilità di votare da casa e online. La vera è propria giornata di voto è stata però il 1 luglio.

Un voto che si dimostra, forse anche volutamente, troppo frettoloso e che, con la scusante del virus, ha assunto tratti comici con seggi elettorali improvvisati in bagagliai e panchine sotto casa. Una grande potenza come la Russia ha mandato i cittadini alle urne in un modo prossimo alla comicità che tocca l’apice nel caso di Mosca dove, scrive Il Fatto Quotidiano, il voto è stato trasformato in una specie di enalotto.

È stato un referendum che noi abbiamo conosciuto e seguito per via dell’azzeramento dei mandati che permetterà a Putin di ripresentarsi alle elezioni del 2024 e del 2030, argomento che in Russia è stato poco trattato a differenza dell’attenzione data ad altri emendamenti più legati ai valori. Sono stati gli emendamenti legati alla fede in Dio, al matrimonio tra uomo e donna, al salario minimo non inferiore al salario di sussistenza, alla lingua e così via ad essere più discussi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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