EGITTO: DANZATRICE DEL VENTRE CONDANNATA A 3 ANNI DI CARCERE PER FOTO “IMMORALI”

La danzatrice del ventre Sama El Masry è stata condannata in Egitto a 16mila euro di multa, a 3 anni di carcere e ad altri 3 anni di sorveglianza da parte della polizia. Forse potreste pensare che la donna si sia macchiata di reati come spaccio o di peggio ma la verità è che la condanna arriva per “incitazione all’immoralità e alla dissolutezza”.

Dall’arresto nel 23 aprile la detenzione della 42enne era stata prolungata diverse volte sino all’arrivo della condanna: la danzatrice, che durante il processo si era difesa dicendo che le immagini erano state pubblicate a sua insaputa dal cellulare rubato, presenterà appello.

El Masry è stata condannata in Egitto come già tantissime altre donne per aver pubblicato foto e video sui social (specialmente Instagram e Tik Tok) in contrasto con i “valori morali” egiziani. Il parlamentare John Talaat favorevole all’arresto della donna, citato dal quotidiano Al Ahram, ha dichiarato che le influencer stanno “distruggendo i valori della famiglia e le tradizioni, un’attività vietata dalla legge e dalla costituzione”.

Tra i tantissimi casi analoghi si ricorda l’attrice Rania Youssef sommersa di critiche per il vestito indossato al Cairo Film Festival del 2018. Le accuse in quel caso caddero dopo le scuse dell’artista.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, FanPage, Quotidiano.net

ELEZIONI: LA POLONIA CAPISCA CHE SIAMO STANCHI DELLA SUA DESTRA. IN FRANCIA VINCONO ASTENSIONE E VERDI

Negli ultimi hanno la Polonia ha lentamente deteriorato il suo stato di democrazia arrivando a minare l’indipendenza del sistema giudiziario, a limitare le libertà di espressione, a danneggiare la situazione della comunità LGBT e così via. Tutto ciò è avvenuto con la benedizione del presidente uscente Andrzej Duda (legato a Diritto e Giustizia e a Orbán) ed è per questo che le elezioni che si stanno svolgendo in Polonia sono decisive e sanciranno la strada che i polacchi, pienamente responsabili, desiderano intraprendere.⠀
Domenica 28 maggio si sono tenute le elezioni presidenziali e nessuno dei candidati è riuscito ad ottenere il 50%, motivo per cui il 12 luglio si terrà il ballottaggio che vedrà Andrzej Duda (43%) contro il liberale Rafał Trzaskowski (30%).⠀
I polacchi scelgano… e si ricordino che l’Ue è stanca di venire usata da un Paese come la Polonia.⠀

In Francia invece preoccupa la bassa affluenza alle elezioni comunali che raggiungendo quasi il 60% pone importanti interrogativi sullo stato di salute della democrazia francese (soprattutto post Covid-19).⠀
Alle comunali la Francia è stata attraversata da una ondata verde con gli ambientalisti che hanno conquistato Lione, Marsiglia e Bordeaux. A Parigi rinnova il suo mandato la socialista Anne Hidalgo mentre Perpignan passa nelle mani dell’estrema destra con Louis Aliot. Deludente, a eccezione che a Le Havre, i risultati conseguiti dal partito di Macron.⠀

Fonti: Il Post e TPI

AGGRESSIONE OMOFOBA A PESCARA: RAGAZZO GAY PICCHIATO DA SETTE PERSONE

A Pescara è andata in scena l’ennesima aggressione omofoba ai danni di un ragazzo insultato e picchiato perché camminava mano nella mano con il suo fidanzato.

Più o meno 45 minuti dopo la mezzanotte di giovedì, sul lungomare vicino la Nave di Cascella, un ex studente universitario si è ritrovato contro sette giovani, tra cui una ragazza, che lo hanno picchiato sino a lasciarlo sanguinante a terra.

Il 25enne aggredito è finito in ospedale con la mascella sinistra fratturata. Il giovane ha difeso il fidanzato 22enne dalla furia di un gruppo di vili.
“Non perdono i miei aggressori, mi fanno solo tanta pena”.

Questa ennesimo episodio di odio, su cui attualmente indagano i carabinieri, arriva a pochi giorni da una svolta importantissima nella lotta all’omotransfobia: domani il ddl Zan sarà depositato alla Camera.

Il deputato dem fa un appello: “Fermiamo questa spirale di violenza e diamo piena dignità a tutti i cittadini di questo Paese”.

Fonti: Il Messaggero e Gay.it

PER LA PRIMA VOLTA CUBA RICONOSCE UNA FAMIGLIA ARCOBALENO

Si chiama Paulo ed è un bambino nato in USA il 19 maggio 2019 da due donne: Dachelys Valdés Moreno e Hope Bastian, rispettivamente cubana e americana. Nel Paese a stelle e strisce il piccolo Paulo è riconosciuto come figlio della coppia ma a Cuba no.⠀

A Cuba infatti non sono riconosciuti nè i matrimoni nè le unioni civili tra persone dello stesso sesso e quindi diventa difficile se non quasi impossibile registrare all’anagrafe una famiglia arcobaleno. Dachelys e Hope però non si sono lasciate intimorire e dopo un anno è successa una cosa bellissima: per la prima volta nel Paese si è riconosciuta una famiglia arcobaleno.⠀

Non sbaglia Hope dicendo che “è un passo molto importante perché è la prima volta che lo Stato cubano riconosce che possono esserci bambini con due madri. Oggi lo Stato riconosce che le famiglie cubane hanno molti modi diversi di configurarsi, che sono legittime e legali”.⠀

Così facendo il Ministero della Giustizia riconosce che la Costituzione cubana tutela sia famiglie etero che omosessuali.

Fonte: gay.it

PARIGI: MUORE UN RIDER BLOCCATO DALLA POLIZIA. “STO SOFFOCANDO”

Anche Cédric Chouviat, fattorino di 42 anni, ha ripetuto diverse volte, sette per l’esattezza, “sto soffocando” prima di essere portato in ospedale con la laringe fratturata e morire due giorni dopo per un arresto cardiaco.

La tragica morte dell’uomo, che ha lasciato una moglie e 5 figli, risale a inizio gennaio ma la vicenda è tornata a far parlare dopo la morte di George Floyd.

Questa volta il tutto si svolge in Francia, vicino la Torre Eiffel a Parigi, e dopo l’apertura dell’inchiesta si ipotizza il reato di omicidio colposo.

Nelle immagini al vaglio degli inquirenti si vede il 42enne non contento di essere stato fermato dagli agenti di polizia per essere multato a causa della targa del veicolo poco visibile e perché sembra stesse guardando il telefono mentre guidava lo scooter.

L’atmosfera si scalda, “senza la divisa non siete nulla” dice il fattorino agli agenti a uno dei quali forse viene indirizzato anche un insulto, e dopo ciò si procede all’arresto.

La tecnica utilizzata per immobilizzarlo è anche qui quella di soffocamento che porta il 42enne a ripetere nel giro di pochi secondi 7 volte “sto soffocando” prima di essere portato in ospedale e morire due giorni dopo.

Fonti: Fanpage e TPI

EGITTO: PICCHIATE E DERUBATE MENTRE LE GUARDIE RIDEVANO. LA DENUNCIA DELLA FAMIGLIA DELL’ATTIVISTA

L’Egitto oggi è questo: due sorelle manifestano con la madre chiedendo di poter vedere il fratello prigioniero politico e si ritrovano picchiate e derubate dinanzi agli sguardi divertiti delle guardie penitenziarie. Da settimane Laila Seif e le due figlie Mona e Sanaa manifestano per il muro eretto tra loro e Alaa Abdel Fattah, figlio e fratello delle tre donne, che da fine settembre 2019 è rinchiuso nel conosciutissimo carcere di Tora (lo stesso di Patrick Zaki e di tantissimi oppositori politici).

L’altro giorno, come raccontato da Mona Seif, è successo qualcosa che ha rotto la monotonia dell’inascoltata protesta delle donne. “Eravamo tutte e tre sedute a terra, sempre in attesa di ricevere un segnale dalle autorità carcerarie per incontrare o far avere degli effetti ad Alaa. Tutto procedeva come al solito, lunghe e inutili attese, quando siamo state avvicinate da un gruppo di donne in abiti civili. Hanno iniziato a fare delle domande, poi si sono avvicinate mettendo le mani dentro le nostre borse, toccandoci e infine passando alle vie di fatto. Sono cominciate le molestie, poi le botte, usando anche dei bastoni. Io e mia sorella Sanaa abbiamo lividi e ferite su tutto il corpo. Lei, in particolare, molto profonde, tanto da dover andare in ospedale. Di quelle donne ne arrivavano in continuazione e mentre una parte ci picchiava, altre hanno preso le nostre borse, potandoci via tutto, soldi, documenti e cellulari. Fortuna che il mio lo avevo lasciato in macchina. Era una banda ben organizzata e protetta, inviata per uno scopo preciso. Le risate e gli incitamenti degli agenti di guardia a Tora ne sono la prova. All’ufficiale che era presente, di cui conosco nome e grado, e ai suoi sottoposti dico che un giorno anche loro saranno giudicati e pagheranno per il loro comportamento”.

Non bastava il pestaggio e così il giorno dopo (23 giugno) Sanaa Seif è stata prelevata con la forza davanti alla sede della Procura generale a el-Rehab, nell’area di New Cairo, e trasportata via con un furgone bianco che si è allontanato di corsa. Il tutto è avvenuto di giorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

FIRENZE: QUELLA PIAZZA DEI NO-VAX E DEI COMPLOTTISTI

È una piazza di “anti” quella di Santa Croce a Firenze di due giorni fa. Una piazza che, tra mancate mascherine e distanziamento sociale, grida “No 5G”, “No vaccini”, “No banche”, “No politica” e che a volte arriva a mettere in dubbio l’esistenza del coronavirus chiedendo la verità.

È anche la piazza di tantissimi militanti del “Movimento 3V” (Vogliamo Verità sui Vaccini) e dei loro striscioni come: “in futuro si vaccinerà per influenzare l’inclinazione spirituale”. Una piazza che non piace al sindaco Nardella ma che ieri non deve essere dispiaciuta alle migliaia di persone che l’hanno riempita ogni tanto sollevando dubbi leciti che però troppo spesso divenivano il nulla affiancati alle certezze millantate.

È la piazza dell’ex deputata grillina Sara Cunial e del suo discorso complottista a Montecitorio. È la piazza di Guido Gheri e della sua radio sequestrata per istigazione all’odio razziale. È la piazza di alcuni punti di riferimento di chi aveva insultato o minacciato il ministro Speranza dopo l’annuncio dell’accordo Ue per 400 milioni di dosi di vaccino.

È la piazza che, se è vero che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, mi fa venire il dubbio che la vita di medici e infermieri non dovrebbe essere messa a rischio per e da costoro.

Fonti utilizzate: Il Fatto Quotidiano, La Nazione, Firenze Today.

IL LIBRO DI BOLTON CHE PREOCCUPA TRUMP: L’AMERICA NON STA MESSA BENE (E NOI NENACHE)

Mentre scrivo, 18 giugno 2020, la Casa Bianca è attraversata da non pochi guai il cui artefice porta il nome di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza licenziato da Trump, che con il suo prossimo libro “The Donald” descrive il presidente americano come un mezzo ignorante che in fondo ama la Cina e le dittature. Non sono parole da poco quelle di Bolton che parlano di Trump come di un estimatore dei campi di internamento degli uiguri e di un presidente disposto ad utilizzare la guerra commerciale con i cinesi per chiedere un aiuto a Xi Jinping per essere rieletto (nulla di nuovo tutto sommato). Trump chiaramente non può che smentire e dare a Bolton del bugiardo cercando di impedire la pubblicazione del libro ma a questo punto, guardando anche alla Russia e all’Ucraina, è più che lecito domandarsi se gli USA abbiano alla Casa Bianca un presidente disposto anche a rinnegare valori e interessi nazionali al fine di essere rieletto. Quella davanti a noi non è una bella prospettiva: l’Europa è da anni completamente assente in politica estera con il risultato che sono altri, per storia e cultura non particolarmente democratici, a poter sedere al tavolo dei negoziati mentre gli europei fanno finta che questioni anche vicinissime come la Libia non li riguardi. Solo negli ultimi giorni la tensione a livello globale è davvero alta: ad esempio la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano con la Corea del Sud e per la prima volta dal 1975 venti soldati indiani sono stati uccisi dai soldati cinesi. In tutto questo l’Europa come sempre non è pervenuta e lascia che siano altri ad occuparsi di faccende delicate: diplomazia meno di zero. Non è lavandosi le mani che ci si può chiamare santi. Dovrebbero scorrere parole volgari quando ci si riferisce alla politica estera di questi anni dei Paesi europei e in particolar modo l’Italia che lo ha ricordato proprio in questi giorni: prima vende all’Egitto due fregate Fremm e pochi giorni dopo chiede la verità su Giulio Regeni tramite lettera.

Dal profilo Instagram di Destructismi

IN UE LA LEGA E FRATELLI D’ITALIA VOTANO CONTRO CONDANNA DELLE DISCRIMINAZIONI E SITUAZIONE USA

Il Parlamento europeo condanna ogni forma di razzismo, violenza e odio e lo ha ricordato votando una risoluzione che invita governo e autorità USA ad affrontare costruttivamente la situazione che le minoranze vivono nel Paese. La condanna arriva anche nel modo di agire portato avanti da Trump e la sua “retorica incendiaria”. Nel testo, scrive Repubblica, si legge anche sia necessario porre fine a qualsiasi profilazione razziale o etnica.

La risoluzione che afferma che nell’Ue non sono ammesse forme di discriminazione è stata votata dagli europarlamentari di PD, M5s, Forza Italia e Italia Viva. Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro sono di Lega e Fratelli d’Italia per i quali quello votato è un “testo che le sinistre hanno infarcito di ideologia, attacchi all’amministrazione Trump, pregiudizi contro le forze dell’ordine e spinte immigrazioniste(…)”.

La risoluzione è stata approvata con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni.

EURODEPUTATA DENUNCIA RAZZISMO DA PARTE DELLA POLIZIA BELGA

Sono parole amare quelle dell’europarlamentare tedesca Pierrette Herzberger-Fofana pronunciate al Parlamento europeo. Se lentamente l’Europa si libera da questa ondata di Covid-19, altrettanto non si può dire di razzismo e xenofobia che aleggiano anche tra le forze dell’ordine con il risultato che delle persone finiscono per temere anche il solo camminare per strada.

“Ieri (racconta Herzberger-Fofana) uscendo dalla stazione nord di Bruxelles ho visto nove poliziotti molestare due giovani neri. Ho fatto una foto con il mio telefono, cosa che è legale. I poliziotti mi hanno strappato il telefono dalle mani, quattro dei nove poliziotti mi hanno spinto brutalmente contro il muro, mi hanno violentemente preso la borsa, mi hanno costretta al muro, con le gambe allargate, e volevano perquisirmi. Mi hanno trattato in modo umiliante. Quando ho detto ai poliziotti che ero deputata al Parlamento europeo non mi hanno creduto. Ho denunciato il caso perché non possiamo far passare questa violenza”.

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