CONDANNATI I TRE SCAFISTI CHE TORTURAVANO I MIGRANTI

Si erano chiamati scafisti i ragazzi sull’imbarcazione dell’ONG “Mediterranea Saving Humans” perché “colpevoli” aver salvato e fatto sbarcare a Lampedusa 59 migranti nei primi giorni di luglio del 2019. Come sempre succede quando si accende un riflettore su una imbarcazione che salva persone nel Mediterraneo erano nate proteste da parte di chi quei migranti in Italia non li voleva e considera i volontari delle ONG degli scafisti.

Che piaccia o meno, che giovi o meno alla strumentalizzazione di questo caso, ad essere condannati come scafisti non sono stati i ragazzi dell’ONG ma altri: Mohammed Condè, Hameda Ahmed e Mahmoud Ashuia.

Associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all’omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono queste le accuse a vario titolo che hanno portato all’arresto dei tre condannati a 20 anni ciascuno. I torturatori gestivano anche per conto di una organizzazione criminale il campo di prigionia a Zawiyia e sono stati identificati da alcuni testimoni che hanno raccontato di aver subito torture e visto morire compagni di prigionia.

“Ci hanno colpiti con bastoni, calci di fucili, tubi di gomma, frustati, torturati con scariche elettriche”. È la prima volta che in Italia viene emessa una condanna per il reato di tortura.

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