USA, AFROAMERICANO MUORE SOFFOCATO DA UN POLIZIOTTO

“Non riesco a respirare, non riesco a respirare. Non uccidermi”. Sono queste le ultime parole di George Floyd, un afroamericano ucciso da un poliziotto di Minneapolis.

Tutto ha inizio verso le 8 di sera, quando degli agenti sono arrivati al 3700 di Chicago Avenue South per fermare un uomo che “appariva sotto l’effetto di droga” e che per i poliziotti avrebbe opposto resistenza all’arresto. Un agente ha bloccato George a terra tenendolo fermo con un ginocchio all’altezza del collo abbastanza a lungo da farlo morire in quello che vergognosamente è stato definito “incidente medico”.

“La polizia l’ha ucciso, l’ha ucciso lì di fronte a tutti mentre gridava non posso respirare” ha commentato un testimone che racconta anche come la “sua testa era così schiacciata a terra che gli usciva sangue dal naso”.
Inutile dire che in queste ore l’America è attraversata dalle proteste di innumerevoli persone che chiedono giustizia e che episodi come questo cessino di verificarsi.

“Avrebbero dovuto essere lì per servire e proteggere e non ho visto nessuno di loro alzare un dito per fare qualcosa per aiutarlo mentre chiedeva salva la sua vita. Nessuno di loro ha cercato di fare qualcosa per aiutarlo”. Queste sono parole della cugina di George la cui famiglia è a pezzi per la perdita subita e chiede che i quattro agenti coinvolti vengano accusati di omicidio.

“I can’t breathe”

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