CORONAVIRUS, GLI STATI CHE NON HANNO CHIUSO ORA PIANGONO I MORTI

Sette giorni. Sarebbe bastata una settimana per evitare la morte di 36 mila americani morti per via del coronavirus. Chiudendo invece due settimane prima di quanto fatto si sarebbero potute salvare circa 54 mila persone, cioè la metà dei morti registrati negli Stati Uniti. A dircelo è un modello della Columbia University che ci ricorda come aver chiuso o averlo fatto tardi in alcuni casi ha portato alla dipartita di migliaia di persone. È il caso americano ma forse anche di quel Brasile che non ha mai chiuso veramente e che da tempo si ritrova a seppellire i suoi morti in fosse comuni. Da numeri bassi il Brasile in breve tempo ha visto un aumento esponenziale dei contagi (quasi 20mila solo ieri) portandosi così al terzo posto per numero di contagiati. Da evidenziare anche le stime del Daily Telegraph che, citando i dati Our World in Data, parla della Svezia come il Paese con il più alto tasso di mortalità nel mondo per coronavirus. I dati, che però prendono in considerazione solo gli ultimi 7 giorni, fanno discutere perché minerebbero il famoso modello svedese basato solo su inviti alla popolazione e niente chiusure.

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