CAPORALATO, BRACCIANTE FINISCE IN OSPEDALE PER AVER CHIESTO UNA MASCHERINA

A Terracina, provincia di Latina, un bracciante indiano è stato licenziato, picchiato e gettato in un fosso dal datore di lavoro. Il motivo? Il lavoratore avrebbe osato chiedere una mascherina e di essere pagato per il lavoro svolto. La polizia, su ordinanza del gip, ha emesso due misure cautelari nei confronti dei titolari dell’azienda agricola, padre e figlio. Tutto sarebbe partito dall’arrivo in ospedale del bracciante e investigando si è riusciti a scoprire “un sistematico sfruttamento economico, con condizioni di lavoro difformi alla vigente normativa in materia di sicurezza e sanitaria”. Lo Stato deve continuare a combattere il caporalato facendo modo che dignità e diritti prevalgano sullo sfruttamento. Non è possibile che si lavori 12 ore al giorno per 4 euro l’ora e che per aver chiesto una mascherina e lo stipendio si finisca in ospedale a farsi curare le fratture.

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1 commento
  • Measome
    Maggio 19, 2020

    Per prima cosa gli sequestro l’Azienda.
    Poi la Magistratura si occuperà degli aspetti penali.