IN RICORDO DI EZIO BOSSO

È morto a 48 anni Ezio Bosso, il pianista e direttore d’orchestra che ha commosso l’intero mondo. Operato nel 2011 per un tumore al cervello, l’artista soffriva di una malattia neurodegenerativa che si era contrapposta tra lui è la musica. “Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere” diceva alla Fiera del Levante di Bari l’artista che già a 16 anni esordì come solista in Francia.

Riconosciuto e conosciuto in tutto il mondo Ezio Bosso era uno che viveva per la musica e grazie alla musica e nonostante le mille difficoltà affrontate era sempre in grado di stare al mondo a testa alta e combattere. “È stata una vita basata sul lottare, sul pregiudizio. Fin da bambino ho lottato col fatto che un povero non può fare il direttore d’orchestra, perché il figlio di un operaio deve fare l’operaio, così è stato detto a mio padre” raccontava colui che riuscì a svincolarsi dai pregiudizi e a creare musica come pochi altri. Si è spento un animo buono amato e pianto da tutti. Anche l’Anpi ricorda questo orgoglio italiano e lo fa riproponendo un suo post pubblicato in occasione del Giorno della Memoria:
“Ogni anno lo riproporrò…
perchè non dimentico
Io ne ho memoria.
in quei giorni mi avrebbero messo un nero, quello per gli Asociali, che erano i “disabili” o prostitute, i malati o semplici oppositori: i diversi ci chiamavano.
Ho memoria del rosso per i comunisti, gli anarchici e gli oppositori politici fossero anche sacerdoti.
Del giallo per gli ebrei.
Del viola per testimoni di Geova.
Ho memoria del marrone degli zingari
e del blu per i tedeschi antifascisti.
Ho memoria del rosa degli omosessuali.
Erano triangoli.
Erano i miei fratelli e le mie sorelle.
A volte facevano la musica come me.
E io sono tutti loro. Sono tutti quei colori.
Per questo ho memoria di quei triangoli e continuerò ad averla.
Perché sono tutti quei triangoli.
Lo siamo tutti.
E quindi avrò memoria.
Oggi come ieri, come domani”.

Scendono lacrime per la morte di “un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono”. Grazie.

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