DONNE TRANS CHIEDONO AIUTO AL PAPA: LUI MANDA L’ELEMOSINIERE

Oltre a tanta morte e sofferenza il coronavirus ha portato con sé, e più volte ne abbiamo parlato, una recessione economica a livelli globali. Sono in tanti ad aver perso il posto di lavoro e tanti altri lo perderanno sicuramente, i danni si possono diminuire ma non azzerare. Tra le tante persone che in particolar modo si trovano in difficoltà in questo momento troviamo quelle che ricadono nella categoria dei “sex worker”.

Sicuramente questo è un momento difficile anche per quel gruppo di donne trans di Torvaianica, come raccontato ad AdnKronos dal parroco don Andrea Conocchia, che ha deciso di chiedere aiuto al Papa, il quale ha risposto inviando l’Elemosiniere Konrad Krajewski con degli aiuti in denaro.

“Nel colmo dell’emergenza coronavirus, con stupore e meraviglia sono arrivati in chiesa un gruppo di transessuali, quasi tutte latinoamericane. Chiedevano aiuti perché con il Covid non avevano più clienti sulla strada. In questa comunità trans, la voce poi si è sparsa, ora ci sono circa una ventina di persone. Sono trans che arrivano per lo più dall’America Latina, vogliono molto bene a Bergoglio. Hanno anche fede. Sono rimasto commosso per l’immagine di una di loro che si è messa a pregare in ginocchio davanti alla Vergine. Qualcuno mi ha anche chiesto di benedire oggetti cari. Sono persone molto sole, con storie di solitudine alle spalle, le famiglie lontane. C’è una di queste trans che ha iniziato a lavorare in strada a 14 anni. Da allora sono passati trent’anni.”

LIBIA: HAFTAR ASSUME I PIENI POTERI

In un discorso in tv tenutosi ieri sera, il maresciallo Khalifa Haftar ha annunciato la fine degli accordi di Skhirat del 2015 e quindi la presa dei pieni poteri da parte dell’Esercito nazionale libico, sotto il suo comando, “finché un governo civile non potrà essere ristabilito”.

Ricordiamo come il Paese sia diviso in due: da una parte, a Tripoli, troviamo il premier Fayez al-Serraj, mentre dall’altra, in Cirenaica, troviamo Haftar non intenzionato a riunire il Parlamento.
Tutti i negoziati ed accordi sono stati inutili.

Ulteriore svolta nella storia libica avvenne oramai un anno fa quando Haftar, forte degli aiuti di Egitto, Arabia Saudita, Russia ed altri, decise di lanciare una offensiva il cui esito è stato mutato dall’entrata in guerra della Turchia affianco di al-Serraj che tra gli altri è appoggiato anche da una Europa che da tempo prova a portare avanti le trattative ma che da un po’ di tempo ha perso molta voce in capitolo.

Forse è per le recenti fallimentari azioni in Tripolitania che Haftar ha deciso di venire meno agli accordi del 2015 con il Parlamento di Tobruk e quindi di assumere pieni poteri per provare a conquistare Tripoli sbarazzandosi definitivamente di al-Serraj. Sicuramente una ulteriore dimostrazione della poca voglia di Haftar di far cessare la guerra civile con un accordo.

LA COSPARGE DI BENZINA E LE DÀ FUOCO

Sono in tanti i senza fissa dimora che trovano riparo per la notte sui marciapiedi coperti del parcheggio di Villa Costanza e non poche volte è possibile assistere a delle liti tra questi senzatetto.

Hanno iniziato discutendo anche una 42enne ed una 48enne ma la storia non si è conclusa così. Finito il litigio la 42enne ha aspettato che l’altra donna si addormentasse per poi estrarre una bottiglia di benzina che la senzatetto ha poi buttato sull’altra donna per darle fuoco.

La donna, in fiamme, è stata fortunatamente aiutata da alcune persone presenti nell’area di sosta e dai vigilanti che hanno prontamente chiamato 118 e carabinieri.

La 48enne attualmente è in prognosi riservata mentre l’altra donna, che ha confessato il crimine, è attualmente nel carcere di Sollicciano, con l’accusa di tentato omicidio.

IN TUNISIA RICONOSCIUTE PRIME NOZZE GAY

Stando a quanto riportato dall’associazione Shams, impegnata per la depenalizzazione dell’omosessualità, in Tunisia sarebbe stato riconosciuto il primo matrimonio tra due persone di stesso sesso.

“Il contratto di matrimonio tra un cittadino francese e un tunisino, sottoscritto in Francia, è stato riconosciuto in Tunisia ed annotato nell’atto di nascita dell’anagrafe tunisina. Un fatto che va nella giusta direzione di stabilire il principio del libero arbitrio dell’individuo e il principio di uguaglianza e non discriminazione”.

In un Paese in cui l’omosessualità è ancora un reato si fa un pezzetto di storia: questo sarebbe il primo matrimonio egualitario riconosciuto nel mondo arabo.

25 APRILE 2020 – RESISTENZA

Il 25 aprile del 1945 il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia deliberò una delle principali offensive contro gli occupanti nazifascisti: “arrendersi o perire” dichiarava alla radio il futuro presidente Sandro Pertini. Armati per una Italia democratica libera da nazisti e fascisti i partigiani ci regalarono tra le altre cose anche la liberazione di Milano.

Quella conosciuta come Resistenza italiana è tutt’altro che fenomeno marginale ma anzi ad essa dobbiamo molto quando si parla di sconfitta delle forze occupanti e di nascita dell’Italia. La Resistenza vide impegnati in questa impresa, chi più e chi meno, comunisti, socialisti, democristiani, repubblicani ma anche monarchici. Quello che in quel momento contava, e lo dimostra anche la svolta di Salerno, era in primis liberarsi dal ventennio che aveva (seppur con grande consenso popolare) oppresso la bella Italia per tanto tempo e quindi instaurare la democrazia. Dovremmo ricordarlo più spesso invece che fare braccio teso in Parlamento o parlare di ricorrenza divisiva.

“Il comandante di tutte le forze alleate nel Mediterraneo, il generale Alexander, disse che aveva cominciato a rispettare gli italiani, all’indomani dell’attacco di via Rasella, quando aveva scoperto che Roma era una città che ha osato sfidare in pieno centro un battaglione tedesco armato” ci ricordava l’anno passato il prof. Barbero per sottolineare l’importanza avuta da quegli uomini e quelle donne che per una causa maggiore imbracciarono l’arma.

Il 25 aprile è sempre più divisiva come data: storia e memoria sono due cose diverse e spesso l’uomo si abbandona alla seconda con conseguenza che invece che ricordare un ventennio di dittatura ci si ricorda il bisnonno ucciso dai partigiani. Dispiace, soprattutto se parliamo di errori contro innocenti, ma di storia si parla contestualizzando ed un conto è parlare di un vecchio partigiano che oggi scende in strada per sparare nel circolo di Fratelli d’Italia ed un altro è un partigiano nel ’45 impegnato in una guerra, perché tale era, in cui non sempre sono tutti ligi ai propri valori ma non per questo, non per l’errore di singoli, si ha il diritto di demolire l’operato di migliaia e migliaia di persone che concretamente hanno dato una mano per la liberazione dal demonio.

Chi quindi ad oggi parla di divisione o a suo tempo sarebbe stato tra quei giovani disillusi della Repubblica di Salò oppure fa l’errore grave di parlare di storia peccando di contestualizzazione. Sappiate riconoscere e apprezzare l’importanza della Resistenza.

TRUMP: “INIEZIONI DI CANDEGGINA” PER UCCIDERE IL CORONAVIRUS

A seguito di una ricerca effettuata da un dipartimento di Sicurezza interna del governo americano, Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca ha fatto “proposte” destinate a far discutere. Lo studio dimostra come il Covid-19 si indebolisce in atmosfera calda e con i raggi del sole e così il presidente americano si è chiesto se sia possibile portare la luce “all’interno del corpo umano” supponendo “di colpire il corpo con una luce pazzesca, che siano ultravioletti o solo una luce molto potente, non credo che questo sia stato sperimentato nei test”.

Ma quello che sta facendo veramente sdegnare cittadini ed esperti sono le parole di Trump sul disinfettante che elimina il virus rapidamente e quindi “esiste un modo in cui possiamo fare qualcosa del genere tramite un’iniezione all’interno o quasi una pulizia? Entra nei polmoni, in un numero enorme di polmoni, quindi sarebbe interessante verificarlo”.

Io come Trump non sono uno scienziato ma mi permetto di ricordare che il disinfettante le persone lo bevono quando vogliono suicidarsi. Non è obbligatorio in conferenza stampa fare ipotesi personali su materie così delicate che richiedono una competenza che non si ha, anzi è sempre meglio evitare. Non è bello vedere il presidente dell’America peccare di questi fondamenti.

CORONAVIRUS, L’ONU CHIEDE TUTELA PER LA COMUNITÀ LGBT

Dall’ONU, in particolare dall’Alto Commissario per i diritti umani Michelle Bachelet, arriva un avvertimento per tutti quei Paesi in cui la comunità LGBT in questo triste periodo viene etichettata come “untrice”: basti pensare a tutti quei religiosi che hanno parlato di coronavirus come una punizione divina causata dal mondo gay.

Nella nota diffusa dall’ONU si chiede che le persone transgender non siano messe da parte e che possano continuare la terapia ormonale. Chiaramente si chiede di vigilare affinché gli LGBT non vengano discriminati (in particolare per quanto riguarda l’accesso al servizio sanitario) e di ricordarsi che sono in tanti a vivere bloccati in casa con genitori omofobi; un po’ quello che succede con le troppe donne vittime di violenza.

In Paesi in cui determinate minoranze vengono lasciate sole, se non proprio colpevolizzate, non sarà certo un invito a far cambiare mentalità ma almeno queste minoranze possono sapere di non essere sole.

BEINASCO, SVASTICHE SUI MURI DEL CIMITERO

Sui muri del cimitero di Beinasco, alle porte di Torino, sono apparse ben quattro svastiche. Ad accorgersene un cittadino che ha poi chiamato le forze dell’ordine. A pochi giorni dal 25 aprile è chiaro che il gesto non è frutto di una goliardata.

“Un atto vile e vergognoso, proprio alla vigilia del 25 aprile che quest’anno, per forza di cose, sarà limitato nelle sue manifestazioni. Stiamo già lavorando assieme alle forze dell’ordine per trovare in fretta i responsabili” spiega la sindaca.

FORZA NUOVA IN PIAZZA IL 25 APRILE. SU TELEGRAM SI ORGANIZZANO IN MIGLIAIA.

Che sia per l’invito di Fratelli d’Italia a dedicare il 25 aprile alle vittime del coronavirus e di sostituire Bella Ciao con la Canzone del Piave, o per l’assessore leghista Massimo Asquini che invita al suicidio gli italiani che parteciperanno al flash mob casalingo dell’Anpi, certamente si può affermare a gran voce che la festa della Liberazione sia ancora altamente divisiva.

Ed è un peccato che quella che dovrebbe essere una festa in ricordo della liberazione dai nazi-fascisti da cui è poi nata la nostra Repubblica democratica debba essere così tanto disprezzata e con essa anche tutti i valori che si porta dietro.

Non si chiede di amare il 25 aprile ma quantomeno di rispettare questa data e quello che simboleggia. Chiaramente non la pensa così quella gente che sui social invita a far rumore quel giorno per evitare si senta la gente che dai balconi di casa canta “Bella Ciao”.

Quest’anno a destare preoccupazione, anche alla stessa ministra Lamorgese, si aggiungono tutti gli estremisti di destra, ma non solo, intenzionati a scendere in piazza questo 25 aprile alle ore 17. Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, su Twitter invita a rompere la “gabbia di una quarantena intollerabile” ed in poche ore un gruppo Telegram nato con il medesimo scopo ha già raccolto quasi 24mila membri pronti ad esprimere “il proprio dissenso al decreto che ci hanno imposto”.

Su Telegram si definiscono un popolo dal desiderio di essere liberi, seppur con precauzioni, di “andare dove preferiamo” avendo loro conoscenze scientifiche che evidentemente agli esperti sfuggono. Ai soliti noiosi nostalgici del ventennio travestiti da democratici quest’anno si aggiungono anche medici ed economisti laureati all’università della vita.

CANADA, SI TRAVESTE DA POLIZIOTTO ED UCCIDE ALMENO 16 PERSONE

“È con grande tristezza che ho appreso della violenza insensata che ha avuto luogo in Nuova Scozia e ha falciato la vita di molti, incluso quella di un membro della Royal Canadian Mounted Police (RCMP)” ha dichiarato il premier canadese Trudeau riferendosi al peggior massacro della storia del Canada che è avvenuto tra sabato e domenica.

La carneficina è iniziata nella piccola comunità di Portapique dove diverse vittime sono state trovate dentro e fuori una abitazione all’arrivo della polizia allertata da una chiamata per dei rumori di spari. Il killer è Gabriel Wortman, 51enne di professione odontotecnico, che fuggito ha dato inizio ad una caccia all’uomo cosparsa di sangue e dalla durata di oltre 12 ore terminata con la morte dell’uomo durante l’arresto.

In questo massacro si parla di almeno 16 vittime, escluso il killer, tra cui anche un’agente della polizia. Il capo della RCMP, Brenda Lucki, fa sapere che le motivazioni dell’uomo non sono ancora chiare ma “il fatto che questo individuo avesse un’uniforme e un’auto della polizia suggerisce certamente che la strage fosse stata premeditata”.