BOLSONARO NON FA NULLA PER IL CORONAVIRUS: SONO I TRAFFICANTI AD IMPORRE IL COPRIFUOCO

In Brasile sono ormai quasi 3000 i casi di contagio da coronavirus registrati (più del doppio da inizio settimana) ma il presidente Bolsonaro continua a fregarsene arrivando anche ad attaccare quegli Stati brasiliani che autonomamente hanno deciso di chiudere scuole e alcune attività. Il 24 marzo in un messaggio televisivo al Paese, Bolsonaro si è scagliato contro quello che ha definito “confinamento di massa” perché a suo dire il Covid-19 è solo un “piccolo raffreddore” e che tanto i brasiliani “non prendono mai niente”. Bolsonaro si ritiene al sicuro avendo avuto un “passato da atleta” e quindi, citandolo, “se dovessi venire infettato dal virus, non avrei niente di cui preoccuparmi”. Per le sue posizioni sul coronavirus Bolsonaro diviene sempre più impopolare e isolato: anche il ministro della Salute diviene sempre più critico. Al presidente brasiliano questa pandemia spaventa così poco da aver riaperto i luoghi di preghiera perché da lui considerati “servizi essenziali” e così sono sempre di più le persone che temono la situazione peggiori. Intanto nelle sporche e povere favelas sono dei trafficanti di droga (scrive il The Guardian) a imporre una sorta di coprifuoco.

Foto presa dal Corriere Della Sera

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