IL GOVERNO M5S-PD È ANTIDEMOCRATICO?

L’attuale crisi di governo ha inizio la sera dell’8 agosto quando il vicepremier Salvini esprime chiaramente la volontà di rompere con gli alleati e ridare “velocemente la parola agli elettori”. Nonostante il ministro abbia più volte espresso il fatto che la sua sia una scelta coraggiosa non ci vuole un grande luminare per capire che la scelta di far cadere il governo non era derivata tanto dai “no” degli alleati che pur avendo maggiori parlamentari si sono sempre dimostrati subalterni alla Lega ma bensì al desiderio stesso di poltrone e la volontà di divenire premier di un nuovo governo di centrodestra. Salvini è convinto di quello che sta per fare e il giorno seguente, il 9 agosto, presenta una mozione di sfiducia al Senato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quello che accadrà dopo sconvolgerà i piani del leader del Carroccio, infatti il 13 agosto grazie ai voti del Pd e del M5s si boccia la proposta del centrodestra di votare la sfiducia il 14 del mese: si iniziava a vedere l’ombra di un nuovo governo che manderebbe a rotoli il piano (precedentemente espresso) del ministro leghista. Arriva così il giorno della sfiducia, il 20 agosto, in cui la Lega afferma di voler ricompattare il governo giallo-verde e ritirare la mozione di sfiducia per non rischiare di rimanere a bocca vuota. Ormai però il danno è fatto e Conte afferma la volontà di volersi dimettere. Il 21 agosto inizia il primo giro di consultazioni da cui viene fuori la volontà di M5s e Pd di dialogare, ecco perché il Presidente Mattarella darà una settimana di tempo prima delle nuove consultazioni (27 agosto). Col passare dei giorni la possibilità di un governo M5s-Pd è iniziata ad apparire sempre più come una cosa concreta e il 29 agosto Mattarella ha dato a Conte il compito di formare squadra e programma.

Quello che avete letto è un celere riassunto della crisi di governo le cui conseguenze tanto stanno facendo discutere in questi giorni. Apertasi infatti la possibilità di un governo tra grillini e dem non manca chi parla di antidemocraticità e quindi di eventuale governo non democratico perché non voluto dal popolo. Principalmente questa è una accusa rivolta dal mondo di centrodestra che avrebbe tutto l’interesse nel tornare alle urne: non manca mai uno Sgarbi che lo ricorda dimenticandosi invece la sua storia politica. Tra chi chiede il ritorno alle urne con più vigore vi è anche Fratelli d’Italia che, fa sapere la segretaria Meloni, ha lanciato anche una petizione che conta mentre scrivo circa 50mila firmatari.

Ma il punto è proprio questo: è democratico che Pd e M5s si alleino formando un nuovo governo evitando di tornare al voto o possiamo affermare che queste forze mancano di legittimità popolare?

Chi sostiene un eventuale governo MaZinga sarebbe non legittimato dal popolo si appella sostanzialmente ai sondaggi che vedono generalmente un centrodestra qualche punto sopra la somma percentuale tra PD e M5s. Vi lascio l’immagine di un paio di sondaggi post-crisi per guardare con i vostri stessi occhi quello affermato sopra.

Il problema di chi vorrebbe riandare al voto è proprio che si appella ai sondaggi in nome della democrazia! Non fraintendetemi, io amo i sondaggi e quando parlai di Venezuela io stesso ne citai uno a sostegno di una non democraticità di Maduro (ma quella era solo la ciliegina sulla torta e questa è tutta un’altra storia), ma l’Italia non può essere certo schiava di una rilevazione di un istituto privato e soprattutto molti non prendono in considerazione un importante voce scritta in piccolo sotto molti sondaggi: quella degli astenuti-indecisi. Non sarebbe neanche surreale se riandando al voto nel segreto della cabina elettorale molti indecisi decidessero di dare all’ultimo il proprio voto a qualcuno diverso dal centrodestra: dopotutto successe una cosa analoga nel 2013 con il Movimento 5 stelle. Insomma, per quanto i sondaggi siano affidabili non sono infallibili e in qualsiasi Paese democratico che si rispetti la volontà popolare la si misura quando si va a votare. Ed è proprio questo il punto, a cui si appella chi sostiene sarebbe un governo democratico, ovvero abbiamo già votato il 4 marzo. Se dovessimo attenerci ai continui cambi di partito preferito, che soprattutto dilagano dall’avvento della Seconda Repubblica, in nome di una migliore democrazia dovremmo riandare al voto ogni mese. Perché chi sostiene si debba ridare parola agli italiani senza tentare la creazione di un governo che in Parlamento ha i numeri viola quella che è una delle più belle Costituzioni democratiche al mondo: la nostra. Per analogo ragionamento dovremmo riandare al voto a ogni cambio di preferenza di partito ma nessuna sana democrazia rappresentativa può sostenere un cambio di parlamento ed eventualmente governo ogni 30 giorni.

E se (lecitamente) non vi convince quanto detto prima pensate alla nostra Costituzione che è e resta il nostro faro la quale afferma all’articolo 60 che “La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni”. E se è vero che Camera e Senato possono essere sciolte prima, questo è un potere (articolo 88) che può essere esercitato dal Presidente della Repubblica che nel nostro caso lo farebbe in assenza di una maggioranza: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”.

In presenza di una maggioranza non si capisce perché si debba quindi riandare al voto pur sapendo che in sane democrazie le urne non si aprono schioccando le dita. Non si capisce quindi neanche i politici che parlano di un governo non espresso dal popolo pur sapendo che quei parlamentari sono stati regolarmente e giustamente eletti. La verità è che sanno anche loro di aver torto poiché tutto sta avvenendo nel rispetto costituzionale e chi oggi si lamenta non mi sembra abbia mai parlato di Costituzione antidemocratica nei tempi passati: c’è quindi da chiedersi se costoro hanno sviluppato un nuovo e più forte pensiero democratico che non sono in grado di spiegarci o semplicemente si trovino dalla parte a cui gioverebbe riandare al voto.

Spero che questo articolo possa servire nel chiarire delle idee anche se non fa molto di più che dire cose già espresse dal nostro Presidente Mattarella il 22 agosto del quale ho piena fiducia agisca nel rispetto del libro su cui ha giurato osservanza. “Mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche è stata rappresentata la possibilità di ulteriori verifiche. Il presidente della Repubblica ha il dovere di non precludere l’espressione di volontà maggioritaria del parlamento. Al contempo ho il dovere di richiedere decisioni sollecite. Svolgerò quindi nuove consultazioni, che inizieranno nella giornata di martedì prossimo, per assumere le decisioni necessarie”.

MONZA: DANNO FUOCO A UN PARCO PER FARE UN VIDEO

Incredibile quello successo domenica sera alle 19:45 a Monza dove tre richiedenti asilo hanno appiccato un fuoco in un parco “per girare un video”. Fortunatamente i residenti delle vicine case dopo aver avvistato il fumo hanno allertato i vigili del fuoco che hanno così potuto prontamente intervenire prima che l’incendio divenisse cosa seria. I fermati avrebbero ammesso la loro colpevolezza e affermato di averlo fatto per girare un video col telefono.

TRAPANI, TENGONO LA FIGLIA DI UNA VENDITRICE AMBULANTE

Piccolo ma bellissimo gesto quello accaduto sulla spiaggia di San Vito Lo Capo (Trapani) dove un bambina ha potuto passare qualche ora di spensieratezza. Una donna venditrice ambulante aveva con sé oltre che la merce da vendere anche la figlioletta di 2/3 anni legata con una fascia dietro la schiena. Erano circa le 13 quando Desirè e Gabriella hanno fatto una proposta alla madre: “vai pure a lavorare tranquilla. A tua figlia ci pensiamo noi”. Ed è così che la bambina ha felicemente pranzato con le donne e giocato sul bagnasciuga con altri bambini mentre la madre ha potuto lavorare più serenamente.

“SE NON PUOI SEDURLA…PUOI SEDARLA”. POLEMICHE PER LA MAGLIETTA DEL VICESINDACO

Sta facendo molto discutere una ignobile maglietta indossata dal vicesindaco di Roveré Veronese, Loris Corrado, in occasione dell’estrazione della lotteria del centro abitato domenica scorsa che recita “se non puoi sedurla…puoi sedarla”. La vicenda è divenuta pubblica grazie a una lettera pubblicata su L’Arena scritta e inviata da una signora che giustamente ne era rimasta indignata. “Domenica sera, festa di Santa Viola. Davanti ai migliaia intenti a mangiare si estraggono i numeri della lotteria. La presentatrice chiama sul palco il vicesindaco di Roveré Veronese (Lega) e legge divertita la maglietta che costui indossa, che recita: ‘Se non puoi sedurla… puoi sedarla’. Seguono risolini. Mi chiedo cosa pensino, le donne veronesi, della battuta e del messaggio lanciato da un rappresentante delle istituzioni; a me, e alle amiche e amici seduti al mio tavolo, non ha fatto per niente ridere”. L’ufficio stampa della Lega precisa però che Loris Corrado non è tesserato del loro partito ma bensì di Fratelli d’Italia di cui sarebbe stato anche coordinatore locale.

INSULTI RAZZISTI A MEDICO DELLA CRI: “NEGR* DI MERD*”

Nuovo episodio razzista a Roma ai danni di un medico della Croce Rossa italiana. Andi Nganso è un medico 31enne originario del Camerun che andato a cena con un amico tornato alla macchina ha visto incisa sul cofano la scritta “negr* di merd**”. Andi non è nuovo a questi spiacevoli episodi: l’anno passato all’ambulatorio della Guardia medica di Cantù una donna si rifiutò di farsi vedere da lui perché nero. Il presidente della Croce Rossa italiana ha così commentato l’accaduto: “Il clima è ormai irrespirabile, solo pochi giorni fa abbiamo avuto il volontario aggredito a Loano, gli episodi sono sempre più frequenti e di un’intensità davvero preoccupante”.

INCENDI RECORD IN AMAZZONIA

In Amazzonia nel 2019 è record di incendi dal 2013 dopo due anni in cui il fenomeno era in diminuzione stando a quello denunciato dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile. L’Istituto ha visto come da gennaio ad agosto 2019 c’è stato un aumento dei roghi dell’83% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per un totale di quasi 73mila incendi. L’Amazzonia sembra essere sempre più a rischio se si considera anche l’aumento del disboscamento aumentato del 65% rispetto al 2018.

Ci sono due cose da poter fare: la migliore è quale di prendere in mano la situazione e poi abbiamo la scelta di Bolsonaro che crede di risolvere tutto licenziando il direttore dell’Istituto.

SOTTO SEQUESTRO RADIO STUDIO 54 PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE

Il tribunale del riesame, accogliendo il ricorso presentato dalla pm Christine Von Borries, ha sequestrato l’emittente Radio Studio 54 di Guido Gheri. Il perché? Gheri avrebbe istigato all’odio razziale e per diffamazione. Durante la trasmissione “voce al popolo” il titolare della radio avrebbe più volte insultato un suo ex avvocato e l’ex ministro Cecile Kyenge da lui definita “mostriciattolo”. I magistrati parlano anche di come in più di una occasione Gheri avrebbe veicolati messaggi razzisti e xenofobi alimentando “il pericolo di comportamenti discriminatori”. Per Gheri infatti i musulmani sarebbero dei malati mentali oltre che “cannibali, mostri, stupratori, violentatori, spacciatori”.

AGGREDITO IL SACRESTANO: “HO PAURA PER LA MIA VITA”

Si è verificata una nuova aggressione di stampo razzista. Deodatus Nduwimana è sacrestano della basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate da quasi 20 anni e da tempo un uomo lo importuna insultandolo e “invitandolo” a tornarsene nel suo Paese. Ora però l’uomo è passato ai fatti spingendo a terra Deodatus che purtroppo si è rotto la spalla. Se fino ad ora il sacrestano aveva deciso di non sporgere denuncia questa volta è intenzionato a denunciare l’uomo. “È successo in pieno giorno, stavo andando ad aprire la basilica, lui era lì come sempre e mi ha spinto dopo avermi insultato. Ho paura per la mia vita, questa persona è sempre in piazza, è un nullafacente e mi ha preso di mira”.

UNICO SOPRAVVISSUTO SUL BARCONE

Il Times of Malta ha raccontato la triste storia di un gommone alla deriva nel mar Mediterraneo che trasportava 15 persone di cui però tutti poi morti tranne un uomo, Mohammed Adam Og, che è rimasto in vita fino a quando un elicottero di Frontex non lo ha trovato ed ha avvertito le autorità maltesi. Il gommone era partito il 1 di agosto dalla città libica di Zawiya ma presto l’acqua, il cibo e il carburante hanno cominciato a terminare causando la morte di 14 persone i cui corpi sono stati gettati in mare a causa della forte puzza. “Dopo cinque giorni sono morte due persone. Poi ogni giorno ne morivano altre due” ha raccontato l’uomo. Attualmente Og, che in Etiopia era un politico, è ricoverato in un ospedale di Malta.