Tag Archives Razzismo

POMEZIA, SCRITTE ANTISEMITE DAVANTI A DUE SCUOLE

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Comparse delle scritte antisemite davanti a due scuole di Pomezia che si erano impegnate in iniziative sulla Shoah.

Questa mattina gli studenti del liceo Pascal hanno trovato scritto sull’asfalto dinanzi l’ingresso della scuola: “Calpesta l’ebreo” con affianco una stella di David e la croce celtica.

Episodio simile all’Ipsia di Largo Brodolini dove sono comparse le scritte “Anna Frank brucia” con accanto una svastica e “Parlateci delle foibe”.

La polizia indaga. I ragazzi intanto hanno reagito coprendo momentaneamente le scritte con gli striscioni “Non esistono razze superiori” e “Il fascismo non è un’opinione”.

CAGLIARI, SCAMBIATO PER UN CINESE: INSULTATO E PICCHIATO

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Trauma cranico e un mese di cure per Elida, trentenne originario delle Filippine, picchiato sul bus e poi in strada perché scambiato per un cinese. “Cinese, ci infetti con il coronavirus” gli avrebbero urlato prima che uno iniziasse a picchiarlo riempiendolo di lividi e sangue oltre che della triste consapevolezza dell’esistenza di un brutto morbo chiamato ‘razzismo’.

Foto di Casteddu Online

CEDE IL POSTO ALL’ANZIANA CHE LE RISPONDE: “SEI NERA, NON LO VOGLIO”

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A Lecco una 32enne senegalese, Binta, si trovava su un bus pieno di ragazzi intenti come lei a tornare a casa. Ad un certo punto sul mezzo è salita una donna anziana che non aveva un posto per sedersi: Binta allora si è alzata e le ha offerto il posto. Scioccante la risposta dell’anziana: “sei nera, non lo voglio”. Binta si trova in Italia da oltre 5 anni, è sposata, ha 3 figli e frequenta il centro provinciale per l’istruzione degli adulti dove ha raccontato l’episodio ed ha riscontrato di non esser stata l’unica ad aver avuto questo tipo di esperienza.

Foto presa da NewNotizie

NEONATO MUORE IN OSPEDALE E LE URLA DISPERATE DELLA MADRE DISTURBANO: “FATELA TACERE, STR***A”

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Sabato mattina nell’ospedale di Sondrio ha perso la vita una bimba di soli cinque mesi. La madre, una donna di origine nigeriana, si è accorta che la neonata non respirava normalmente ed è scesa in strada per chiedere aiuto: in ospedale i medici hanno detto a lei ed al padre che non c’era più nulla da fare. Comprensibilmente strazianti le urla della madre una volta saputa la notizia. A pensarla diversamente però diverse persone presenti che infastiditi hanno iniziato a fare sgradevoli commenti. “Non può essere così grave, fanno un figlio all’anno, perdere un figlio per loro non è come per noi”. “Quelle urla saranno un rito tribale o satanico”. “Mettetela a tacere, quella str***a”.

“NON SI AFFITTA A NERI, GAY E ANIMALI”

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Luca Neves, giovane cuoco nato a Roma ma originario di Capo Verde, denuncia il fatto che non gli si sia voluto affittare un monolocale a Roma per via del colore della sua pelle. “Volevo affittare un monolocale a Roma, ma il proprietario non affitta la sua casa ‘a neri, gay e animali’. Me lo ha detto l’agenzia immobiliare, che era mortificata. Io sono rimasto di ghiaccio. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler. Ho subito spesso episodi di razzismo, ma non avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto. Negarmi una casa in affitto solo per il mio colore di pelle”. Una volta che l’impiegata dell’agenzia immobiliare ha scoperto l’origine di Luca ha dovuto comunicare al ragazzo che il proprietario del monolocale, un signore anziano, non vuole affittare a “neri, gay e lesbiche e ad animali”. “L’agenzia ha ricevuto dal proprietario della casa delle direttive ben precise. Non vuole né persone di colore né gay o lesbiche. E l’impiegata, mortificata, mi ha detto che tempo fa una coppia di lesbiche, pur di prendere la casa, non ha detto che fosse una coppia omosessuale. Ma dopo tempo è venuto fuori e hanno dovuto lasciare la casa”. Luca Neves è intenzionato a muoversi per vie legali.

A UNA PARTITA DI CALCIO VOLANO INSULTI RAZZISTI VERSO UN BAMBINO DI 10 ANNI

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Durante una partita di categoria Pulcini tra le squadre Aurora Desio Calcio e la Sovicese si è consumato un nuovo episodio di razzismo questa volta ai danni di un bambino di soli 10 anni. Durante la partita un bambino è stato definito “negr* di mer**” da una madre di un giovane avversario. Il bambino nonostante ciò ha continuato a giocare e solo a fine partira a riferito quello che aveva sentito assieme ai compagni di squadra. Immediata la condanna della squadra Aurora Desio che ha denunciato l’accaduto su Facebook per poi venire contattata dalla Sovicese la quale ha proposto, per sensibilizzare sul tema, che sabato prossimo le loro squadre Juniores scendano in campo con il volto dipinto di nero.

INSULTI ED UN PUGNO AL GIOCATORE NERO

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Quella che doveva essere una normale e sana giornata di sport è degenerata in una aggressione di stampo razzista con un ragazzo 17enne finito in ospedale. Il ragazzo, di origine senegalese, stava giocando per la società Melzo 1908 una partita di campionato a Milano che però sin da subito è apparsa condita da insulti come “negr* di mer**” o “scimmia” provenienti dagli spalti. Il peggio però è giunto a fine partita, quando un giocatore della squadra avversaria ha nuovamente insultato il 17enne ed un suo compagno con analoghe parole provenienti dagli spalti. Il calciatore del Melzo al che, in procinto di aggredire il ragazzo, è stato fermato dai compagni di squadra che lo hanno calmato. Poco dopo però dagli spalti è sceso un genitore, forse il padre del ragazzo che aveva poco prima insultato, ed ha sferrato un pugno al ragazzo di origine senegalese. Giunto in ospedale al ragazzo sono stati dati 5 giorni di prognosi e la società Melzo fa sapere che è già pronta una denuncia.

PROFESSORESSA DICE PREGIUDIZI SUI “NEGR*” E LA CLASSE FA IL SALUTO ROMANO

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In una classe di secondo anno di un liceo scientifico di Livorno si è consumato uno spregevole episodio denunciato poi dalla madre di un’allieva. Quella che sarebbe dovuta essere una normale lezioni incentrata sul fenomeno delle migrazioni si è trasformata in un tripudio di pregiudizi come “ci rubano il lavoro”. Solo 3 studentesse si sono alzate e sono intervenute, trovando però come risposta il resto della classe che ha reagito facendo il saluto romano con la professoressa che si sarebbe messa a ridere. Su Facebook una madre scrive: “Ti massacri le corde vocali come mamma e insegnante per inculcare ai tuoi figli e a quelli degli altri che la razza umana è una sola, poi un bel giorno una professoressa dice a tua figlia e alla classe intera, una seconda liceo, che: ‘i negri che vengono in Italia ci vengono per rubare il lavoro, che hanno più soldi di noi tutti che è scientificamente provato che delinquono più degli altri (i bianchi)’. Tre ragazze si alzano in piedi per dissentire, il resto della classe le prende in giro, fa battutacce e facendo il saluto fascista inneggia al Duce. La prof ride. Sulla chat dei ragazzi della classe stanno girano indisturbate immagini di Hitler, svastiche e frasi vergognose. Livorno 2019”.

PICCHIA BAMBINO CHE HA ACCAREZZATO IL FIGLIO

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Ci troviamo a Cosenza, via Macallè, è martedì sera verso le 19 quando accade uno spiacevole episodio che “Il Manifesto” definisce inedito su quel territorio. Fuori da uno studio medico ci sono tre minori nordafricani che aspettano esca la madre entrata per un veloce controllo. Il più piccolo dei fratelli vede passare un signore col passeggino e vi si avvicina per accarezzare il piccolo che riposava. La cosa ha fatto imbestialire l’uomo che prima ha strattonato i tre minori e poi ha persino sferrato un calcio nello stomaco al più piccolo che è caduto a terra. Fortunatamente l’intervento di altri passanti ha fatto allontanare l’uomo che ora si cerca controllando le videocamere delle aree vicine dato che la famiglia ha sporto denuncia.