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IL SUDAN CONSEGNA L’EX DITTATORE ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

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L’ex Presidente sudanese Omar al-Bashir, costretto alle dimissioni nell’aprile del 2019, verrà presto consegnato alla Corte penale internazionale dal governo transitorio. La Corte dell’Aja ha spiccato il primo mandato d’arresto per Bashir nel 2009 e da allora al-Bashir è sempre sfuggito alle accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità nell’ambito della guerra in Darfur. Stessa sorte per tre ex consiglieri.

Foto di Burhan Ozbilici

USA, ESPLODONO TOMBE NATIVI AMERICANI PER FARE POSTO AL MURO DI TRUMP

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Arizona, USA, sono iniziate le esplosioni controllate presso “Monument Hill”, luogo sacro per i nativi americani, che si trova in una riserva naturale riconosciuta dall’Unesco. Qui sono anche seppelliti i corpi dei guerrieri Apache morti in battaglia.

Le esplosioni sono finalizzate a far posto al muro con il confine messicano: motivo per il quale Trump ha potuto ricorrere a motivazioni di sicurezza nazionale.

Immagine di Open.online

QUELLO CHE SAPPIAMO SULLO STUDENTE EGIZIANO DI BOLOGNA CHE ARRESTATO RISCHIA LA TORTURA

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Il ragazzo in foto si chiama Patrick George Zaki, 27 anni, ed è uno studente e ricercatore iscritto a un master dell’Università Alma Mater di Bologna. Patrick sta facendo molto parlare di sè in queste ore a causa del suo arresto da parte egiziana e ciò comporta, denuncia Amnesty International, che il “rischio tortura è elevato”. Wael Ghally, legale che da più di 15 anni si occupa di diritti umani, ha raccontato a ilfattoquotidiano.it quanto saputo da Patrick dopo aver parlato con lui alla procura di Mansoura dove è riapparso dopo 27 ore. “Alle 4 del mattino del 7 febbraio Patrick era in fila al controllo passaporti all’aeroporto del Cairo l’agente si è accorto che su di lui pendeva un mandato di arresto e allora lo ha condotto in una stanza” dalla quale si sono perse le tracce del giovane che non era a conoscenza del fatto che fosse ricercato. Su dove poi sia stato trasportato Patrick una volta bendato e rapito si possono fare solo supposizioni e Ghally per la sua esperienza ipotizza un edificio dell’Amn el-Dawla dove sembra che il giovane sia stato “picchiato e torturato con l’elettricità” tramite fili in modo che non rimanessero segni. Qui Patrick ha subito un primo interrogatorio sulla attività che svolge per l’EIPR (l’organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights) per poi essere trasferito a Mansoura e ritrovarsi davanti una sorta di Corte d’Assise. Il ragazzo, citando ilfattoquotidiano.it, è accusato di “diffusione di false informazioni per minare la stabilità nazionale” e “incitamento a manifestazione senza permesso”, oltre a “tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza”. Wael Ghally continua affermando che “durante l’udienza, il giudice aveva in mano una lista di post su Facebook stampati che non siamo riusciti a vedere. Soprattutto ci siamo accorti che aveva in mano verbali con prove completamente inventate” come ad esempio una perquisizione avvenuta nella casa di Mansoura in presenza della madre del giovane che però in realtà non poteva essere presente essendosi trasferita al Cairo 8 anni fa. Falso è anche il verbale in cui si dice erroneamente il luogo d’arresto di Patrick.

LIBIA, RAGGIUNTO ACCORDO PER UN CESSATE IL FUOCO

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Il Comitato militare composto da 5 membri da parte di Al Sarraj e Haftar hanno accettato di trasformare “la tregua” in un “cessate il fuoco permanente”.
“Le due parti (ha spiegato l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé) sono venute a Ginevra e abbiamo cominciato a discutere con loro della lunga lista di punti all’ordine del giorno, a cominciare dal tentativo di trasformare questa tregua in un vero accordo su un cessate il fuoco duraturo. Il principio è stato adottato nel corso della prima sessione e si tratta ora di sapere quali siano le condizioni”.

POLONIA, APPROVATA LEGGE CONTRO I GIUDICI

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Criticata da Unione Europea e Nazioni Unite oltre che dalle opposizioni, la Camera del parlamento polacco ha approvato giovedì una legge che permetterà al governo, ad oggi guidato dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia, di punire i giudici. Una volta che il presidente polacco, anche lui di Diritto e Giustizia, avrà firmato la legge, i giudici che criticheranno le riforme giudiziarie o le nomine di cariche pubbliche potrebbero essere puniti con multe o persino il licenziamento. Vietato anche l’ingresso in politica. Nella stessa giornata la Corte Suprema aveva definito illegittimi dei giudici del Consiglio nazionale della magistratura scelti direttamente dal governo.

LIBIA: OGGI AL-SARRAJ E HAFTAR A MOSCA PER TREGUA

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Attesi a Mosca al-Sarraj e Haftar per firmare un accordo sui termini del cessate il fuoco tra le loro truppe. Da poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco già le parti si accusano di aver infranto lo stop chiesto qualche giorno fa da Putin ed Erdogan ed inizialmente rifiutata da Haftar che la scorsa settimana ha conquistato la città di Sirte. Contento il premier Conte che nelle ultime giornate si è occupato molto della questione libica.

JUAN GUAIDÓ ENTRA IN PARLAMENTO E PRESTA GIURAMENTO COME PRESIDENTE

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Vi abbiamo già raccontato di come domenica in Venezuela si sia svolta l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale e di come si sia trattata di una farsa. Infatti l’eletto, e fino a poco prima sconosciuto se non per delle accuse di corruzione, Luis Parra, non aveva ottenuto la maggioranza e soprattutto la votazione era avvenuta mentre l’ex presidente Guaidó, assieme ad altri oppositori, veniva bloccato fuori il palazzo dalla polizia. In occasione però della prima Assemblea Nazionale Guaidó è riuscito a forzare il blocco ed entrare nell’edificio per prestare giuramento dopo l’elezione che aveva indetto nella sede del giornale El Nacional venendo scelto da oltre 100 parlamentari (diversi però hanno votato per via telematica perché in esilio).

Foto presa da Ansa

VENEZUELA: FALSA ELEZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE

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Domenica a Caracas, Venezuela, si è svolta una falsa elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale. Ad essere stato eletto è stato Luis Parra, sostenuto anche dal partito di Maduro, che ha ottenuto 81 voti su 167. L’elezione sarebbe però avvenuta senza rispettare il quorum e con Guaidó ed altri oppositori tenuti fuori dal palazzo dalle forze di sicurezza. Allora mentre l’Assemblea Nazionale votava Parra, si è tenuta come reazione una informale votazione nella sede del giornale El Nacional rieleggendo Guaidó presidente. Alla votazione hanno partecipato anche diversi parlamentari in esilio tramite chiamata.

Foto presa da Il Post

MORTE SOLEIMANI: COSA È SUCCESSO E COSA SUCCEDERÀ

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COSA È SUCCESSO

Fa sempre piacere vedere giovani avvicinarsi alle dinamiche internazionali. Un po’ meno però se lo fanno guardando Twitter e stupide pagine Instagram per poi non andarsi ad informare in maniera più approfondita su quanto successo e sulle possibili conseguenze. Per quel che vale sento il dovere di provare a dare qualche spiegazione ai miei 25 lettori. Nella notte tra giovedì e venerdì gli Stati Uniti hanno lanciato sette missili (fonte Il Manifesto) che hanno centrato due auto appena partite dall’aeroporto di Baghdad (Iraq) uccidendo Qassem Soleimani, capo dell’unità Quds (untà di élite delle Guardie rivoluzionarie iraniane) e Abu Mahdi al-Muhandis, comandante di una milizia irachena filo-iraniana. Non ci soffermeremo sul fosse stato giusto o meno uccidere Soleimani non essendo questo il fulcro del discorso ma ci limiteremo a dire che era su molte liste nere. Più importante è invece capire l’importanza di quest’uomo nel regime iraniano perché da qui nascono i reali problemi: comandante reduce di tante battaglie all’estero in Iran era considerato molto più di un soldato e dagli ultraconservatori del regime era quasi considerato un ministro per la sua importanza (scrive Il Post). Il tutto può essere riassunto nelle parole dell’analista Hassan Hassan che definisce la morte di Soleimani come “la più significativa e importante (nella regione) dell’ultimo decennio”. Non stupisce che quindi l’amato comandante abbia mobilitato a Teheran folle oceaniche per il suo corteo funebre e non stupisce che la gente gridasse “morte all’America” (fonte ANSA). A far temere la nascita di una nuova guerra mondiale sono le ovvie dichiarazioni che provengono dall’Iran che si è vista strappare da un Paese mai stato amico uno dei suoi uomini simbolo e così si arriva a minacciare gli americani dicendo che “devono cominciare a ritirare le loro forze dalla regione islamica da oggi, o cominciare a preparare le bare per i loro soldati”.

COSA SUCCEDERÀ

La Guida suprema del Paese, Khamenei, ha dichiarato: “il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno. Una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e di altri martiri dell’attacco della notte scorsa” (fonte Tgcom24). E per capire cosa potrebbe succedere non bisogna dimenticarsi che una eventuale guerra non coinvolgerebbe solo USA-Iran ma (scrive Il Post) anche le fino ad ora ‘equilibrate’ Libano e soprattutto Iraq che ha commentato come l’attacco a Baghdad sia una “violazione della sovranità nazionale” e quindi potrebbero schierarsi con l’Iran. Questo senza tener presente le posizioni di altri interessati come Russia e Israele. L’ipotesi di una ipotetica guerra mondiale resta però ad oggi posizione di quei ragazzini che non hanno approfondito un minimo la faccenda e si pensa invece che le ripercussioni possano avvenire, come in passato, in piccole e prolungate rappresaglie tra gli interessati (nonostante chiaramente le ripercussioni riguarderebbero indirettamente anche altri). Pur avendo buoni e tanti uomini via terra, anche forse in grado di sostituire validamente Soleimani, l’Iran pecca di forza aeronautica e marina e così gli esperti (scrivono Paronama e Il Post) ipotizzano ad oggi una guerra a suon di rappresaglie, attacchi di droni, violazioni informatiche e così via. Vero è che molto ma molto difficilmente questa sarà una guerra che riguarderà anche l’Europa se non indirettamente tra profughi e prezzo del petrolio ma quello che è sicuro è che l’aver ucciso una persona simbolo così importante ha sicuramente destabilizzato ulteriormente l’area ed avrà importanti ripercussioni. In tutto ciò è opportuno sperare che Trump sviluppi idee e strategie perché ad oggi tutti gli esperti sembrano essere concordi nel dire che l’America pecca di una linea generale (uccisione di Soleimani compresa). Molto, moltissimo dipenderà dalla Casa Bianca.

Piccola parentesi: questo articolo era originariamente nato come un bel post per i miei canali social e solo dopo è mutato in altro. Nonostante ciò ho deciso di non eliminare provocazioni o altro, limitandomi solo a piccoli aggiustamenti. Grazie.

HONG KONG RITIRA LEGGE SULL’ESTRADIZIONE

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Martedì scorso, con un discorso preregistrato andato in onda in TV, Carrie Lam ha comunicato il ritiro della tanto controversa e discussa legge sull’estradizione alla base delle proteste che da mesi attraversano Hong Kong. Ciò ha fatto molto piacere alla Borsa del Paese ma meno del previsto ai manifestanti poiché il ritiro è avvenuto troppo tardi e per adesso è stata approvata solo una delle 5 richieste del movimento.

Credo che se il ritiro fosse avvenuto prima sarebbe bastato ma ora che ci sono state violente repressioni dei manifestanti ciò potrebbe non bastare a calmare chi chiede l’amnistia per le centinaia di persone arrestate durante le manifestazioni.