Stai vedendo Razzismo

NEONATO MUORE IN OSPEDALE E LE URLA DISPERATE DELLA MADRE DISTURBANO: “FATELA TACERE, STR***A”

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Sabato mattina nell’ospedale di Sondrio ha perso la vita una bimba di soli cinque mesi. La madre, una donna di origine nigeriana, si è accorta che la neonata non respirava normalmente ed è scesa in strada per chiedere aiuto: in ospedale i medici hanno detto a lei ed al padre che non c’era più nulla da fare. Comprensibilmente strazianti le urla della madre una volta saputa la notizia. A pensarla diversamente però diverse persone presenti che infastiditi hanno iniziato a fare sgradevoli commenti. “Non può essere così grave, fanno un figlio all’anno, perdere un figlio per loro non è come per noi”. “Quelle urla saranno un rito tribale o satanico”. “Mettetela a tacere, quella str***a”.

“NON SI AFFITTA A NERI, GAY E ANIMALI”

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Luca Neves, giovane cuoco nato a Roma ma originario di Capo Verde, denuncia il fatto che non gli si sia voluto affittare un monolocale a Roma per via del colore della sua pelle. “Volevo affittare un monolocale a Roma, ma il proprietario non affitta la sua casa ‘a neri, gay e animali’. Me lo ha detto l’agenzia immobiliare, che era mortificata. Io sono rimasto di ghiaccio. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler. Ho subito spesso episodi di razzismo, ma non avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto. Negarmi una casa in affitto solo per il mio colore di pelle”. Una volta che l’impiegata dell’agenzia immobiliare ha scoperto l’origine di Luca ha dovuto comunicare al ragazzo che il proprietario del monolocale, un signore anziano, non vuole affittare a “neri, gay e lesbiche e ad animali”. “L’agenzia ha ricevuto dal proprietario della casa delle direttive ben precise. Non vuole né persone di colore né gay o lesbiche. E l’impiegata, mortificata, mi ha detto che tempo fa una coppia di lesbiche, pur di prendere la casa, non ha detto che fosse una coppia omosessuale. Ma dopo tempo è venuto fuori e hanno dovuto lasciare la casa”. Luca Neves è intenzionato a muoversi per vie legali.

A UNA PARTITA DI CALCIO VOLANO INSULTI RAZZISTI VERSO UN BAMBINO DI 10 ANNI

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Durante una partita di categoria Pulcini tra le squadre Aurora Desio Calcio e la Sovicese si è consumato un nuovo episodio di razzismo questa volta ai danni di un bambino di soli 10 anni. Durante la partita un bambino è stato definito “negr* di mer**” da una madre di un giovane avversario. Il bambino nonostante ciò ha continuato a giocare e solo a fine partira a riferito quello che aveva sentito assieme ai compagni di squadra. Immediata la condanna della squadra Aurora Desio che ha denunciato l’accaduto su Facebook per poi venire contattata dalla Sovicese la quale ha proposto, per sensibilizzare sul tema, che sabato prossimo le loro squadre Juniores scendano in campo con il volto dipinto di nero.

INSULTI ED UN PUGNO AL GIOCATORE NERO

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Quella che doveva essere una normale e sana giornata di sport è degenerata in una aggressione di stampo razzista con un ragazzo 17enne finito in ospedale. Il ragazzo, di origine senegalese, stava giocando per la società Melzo 1908 una partita di campionato a Milano che però sin da subito è apparsa condita da insulti come “negr* di mer**” o “scimmia” provenienti dagli spalti. Il peggio però è giunto a fine partita, quando un giocatore della squadra avversaria ha nuovamente insultato il 17enne ed un suo compagno con analoghe parole provenienti dagli spalti. Il calciatore del Melzo al che, in procinto di aggredire il ragazzo, è stato fermato dai compagni di squadra che lo hanno calmato. Poco dopo però dagli spalti è sceso un genitore, forse il padre del ragazzo che aveva poco prima insultato, ed ha sferrato un pugno al ragazzo di origine senegalese. Giunto in ospedale al ragazzo sono stati dati 5 giorni di prognosi e la società Melzo fa sapere che è già pronta una denuncia.

PROFESSORESSA DICE PREGIUDIZI SUI “NEGR*” E LA CLASSE FA IL SALUTO ROMANO

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In una classe di secondo anno di un liceo scientifico di Livorno si è consumato uno spregevole episodio denunciato poi dalla madre di un’allieva. Quella che sarebbe dovuta essere una normale lezioni incentrata sul fenomeno delle migrazioni si è trasformata in un tripudio di pregiudizi come “ci rubano il lavoro”. Solo 3 studentesse si sono alzate e sono intervenute, trovando però come risposta il resto della classe che ha reagito facendo il saluto romano con la professoressa che si sarebbe messa a ridere. Su Facebook una madre scrive: “Ti massacri le corde vocali come mamma e insegnante per inculcare ai tuoi figli e a quelli degli altri che la razza umana è una sola, poi un bel giorno una professoressa dice a tua figlia e alla classe intera, una seconda liceo, che: ‘i negri che vengono in Italia ci vengono per rubare il lavoro, che hanno più soldi di noi tutti che è scientificamente provato che delinquono più degli altri (i bianchi)’. Tre ragazze si alzano in piedi per dissentire, il resto della classe le prende in giro, fa battutacce e facendo il saluto fascista inneggia al Duce. La prof ride. Sulla chat dei ragazzi della classe stanno girano indisturbate immagini di Hitler, svastiche e frasi vergognose. Livorno 2019”.

PICCHIA BAMBINO CHE HA ACCAREZZATO IL FIGLIO

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Ci troviamo a Cosenza, via Macallè, è martedì sera verso le 19 quando accade uno spiacevole episodio che “Il Manifesto” definisce inedito su quel territorio. Fuori da uno studio medico ci sono tre minori nordafricani che aspettano esca la madre entrata per un veloce controllo. Il più piccolo dei fratelli vede passare un signore col passeggino e vi si avvicina per accarezzare il piccolo che riposava. La cosa ha fatto imbestialire l’uomo che prima ha strattonato i tre minori e poi ha persino sferrato un calcio nello stomaco al più piccolo che è caduto a terra. Fortunatamente l’intervento di altri passanti ha fatto allontanare l’uomo che ora si cerca controllando le videocamere delle aree vicine dato che la famiglia ha sporto denuncia.

INSULTI RAZZISTI DURANTE CAGLIARI-INTER

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Questa volta è toccato a Romelu Lukaku venire discriminato per il colore della propria pelle. Ci troviamo al settantaduesimo di Cagliari-Inter quando l’arbitro assegna un calcio di rigore in favore dei nerazzurri: a dover calciare è Lukaku. Ed è proprio mentre il giocatore si prepara a calciare che dagli spalti si sentono cori razzisti che però non sconcentrano il calciatore che riesce ugualmente a segnare. Lo sfogo di Lukaku arriva su Instagram in un post in cui si legge: “Molti giocatori nell’ultimo mese hanno subito insulti razzisti. È successo anche a me ieri. Il calcio è un gioco amato da tutti e non dovremmo accettare alcuna forma di discriminazione che possa far vergognare il nostro sport. Spero che le federazioni di tutto il mondo reagiscano con forza su tutti i casi di discriminazione. I social media devono funzionare meglio, così come le società, perché ogni giorno si vedono commenti razzisti sotto i post delle persone di colore… Se ne parla da anni, ma non si è ancora fatto nulla. Signore e signori, è il 2019, invece di andare avanti stiamo andando indietro”. Il calciatore conclude affermando che bisogna essere uniti per “far sì che il calcio resti un gioco pulito e divertente per tutti”. Nel frattempo un comunicato fa sapere che “Il Cagliari Calcio prende con forza le distanze dagli sparuti, ma non meno deprecabili episodi verificatisi alla Sardegna Arena in occasione di Cagliari-Inter”.

INSULTI RAZZISTI A MEDICO DELLA CRI: “NEGR* DI MERD*”

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Nuovo episodio razzista a Roma ai danni di un medico della Croce Rossa italiana. Andi Nganso è un medico 31enne originario del Camerun che andato a cena con un amico tornato alla macchina ha visto incisa sul cofano la scritta “negr* di merd**”. Andi non è nuovo a questi spiacevoli episodi: l’anno passato all’ambulatorio della Guardia medica di Cantù una donna si rifiutò di farsi vedere da lui perché nero. Il presidente della Croce Rossa italiana ha così commentato l’accaduto: “Il clima è ormai irrespirabile, solo pochi giorni fa abbiamo avuto il volontario aggredito a Loano, gli episodi sono sempre più frequenti e di un’intensità davvero preoccupante”.

SOTTO SEQUESTRO RADIO STUDIO 54 PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE

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Il tribunale del riesame, accogliendo il ricorso presentato dalla pm Christine Von Borries, ha sequestrato l’emittente Radio Studio 54 di Guido Gheri. Il perché? Gheri avrebbe istigato all’odio razziale e per diffamazione. Durante la trasmissione “voce al popolo” il titolare della radio avrebbe più volte insultato un suo ex avvocato e l’ex ministro Cecile Kyenge da lui definita “mostriciattolo”. I magistrati parlano anche di come in più di una occasione Gheri avrebbe veicolati messaggi razzisti e xenofobi alimentando “il pericolo di comportamenti discriminatori”. Per Gheri infatti i musulmani sarebbero dei malati mentali oltre che “cannibali, mostri, stupratori, violentatori, spacciatori”.

AGGREDITO IL SACRESTANO: “HO PAURA PER LA MIA VITA”

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Si è verificata una nuova aggressione di stampo razzista. Deodatus Nduwimana è sacrestano della basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate da quasi 20 anni e da tempo un uomo lo importuna insultandolo e “invitandolo” a tornarsene nel suo Paese. Ora però l’uomo è passato ai fatti spingendo a terra Deodatus che purtroppo si è rotto la spalla. Se fino ad ora il sacrestano aveva deciso di non sporgere denuncia questa volta è intenzionato a denunciare l’uomo. “È successo in pieno giorno, stavo andando ad aprire la basilica, lui era lì come sempre e mi ha spinto dopo avermi insultato. Ho paura per la mia vita, questa persona è sempre in piazza, è un nullafacente e mi ha preso di mira”.