Stai vedendo Politica

QUELLO CHE SAPPIAMO SULLO STUDENTE EGIZIANO DI BOLOGNA CHE ARRESTATO RISCHIA LA TORTURA

By Posted on 0 2 m read 99 views

Il ragazzo in foto si chiama Patrick George Zaki, 27 anni, ed è uno studente e ricercatore iscritto a un master dell’Università Alma Mater di Bologna. Patrick sta facendo molto parlare di sè in queste ore a causa del suo arresto da parte egiziana e ciò comporta, denuncia Amnesty International, che il “rischio tortura è elevato”. Wael Ghally, legale che da più di 15 anni si occupa di diritti umani, ha raccontato a ilfattoquotidiano.it quanto saputo da Patrick dopo aver parlato con lui alla procura di Mansoura dove è riapparso dopo 27 ore. “Alle 4 del mattino del 7 febbraio Patrick era in fila al controllo passaporti all’aeroporto del Cairo l’agente si è accorto che su di lui pendeva un mandato di arresto e allora lo ha condotto in una stanza” dalla quale si sono perse le tracce del giovane che non era a conoscenza del fatto che fosse ricercato. Su dove poi sia stato trasportato Patrick una volta bendato e rapito si possono fare solo supposizioni e Ghally per la sua esperienza ipotizza un edificio dell’Amn el-Dawla dove sembra che il giovane sia stato “picchiato e torturato con l’elettricità” tramite fili in modo che non rimanessero segni. Qui Patrick ha subito un primo interrogatorio sulla attività che svolge per l’EIPR (l’organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights) per poi essere trasferito a Mansoura e ritrovarsi davanti una sorta di Corte d’Assise. Il ragazzo, citando ilfattoquotidiano.it, è accusato di “diffusione di false informazioni per minare la stabilità nazionale” e “incitamento a manifestazione senza permesso”, oltre a “tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza”. Wael Ghally continua affermando che “durante l’udienza, il giudice aveva in mano una lista di post su Facebook stampati che non siamo riusciti a vedere. Soprattutto ci siamo accorti che aveva in mano verbali con prove completamente inventate” come ad esempio una perquisizione avvenuta nella casa di Mansoura in presenza della madre del giovane che però in realtà non poteva essere presente essendosi trasferita al Cairo 8 anni fa. Falso è anche il verbale in cui si dice erroneamente il luogo d’arresto di Patrick.

PROROGATO MEMORANDUM ITALIA-LIBIA

By Posted on 0 1 m read 86 views

Il 2 febbraio, tre anni dopo la firma, il Memorandum d’intesa sulla migrazione tra Italia e Libia è stato rinnovato per altri tre anni senza modifiche. Inizialmente l’Italia si era impegnata nel negoziare delle modifiche ma alla fine l’accordo che prevede degli aiuti da parte degli italiani ai libici affinché fermino i migranti in mare è rimasto invariato. Si teme per la situazione dei migranti nei lager libici. Intanto l’UNHCR ha sospeso le attività nel centro di transito di Tripoli per motivi di sicurezza.

Foto dell’Avvenire

SALVINI CITOFONA A CASA DANDO DELLO SPACCIATORE AD UN MINORE

By Posted on 0 1 m read 82 views

Succede che Salvini si trova nel quartiere Pilastro di Bologna e viene fermato da una signora la quale gli comunica che lì vicino abita una famiglia di spacciatori tunisini che rifornisce la zona. L’ex ministro allora ha l’idea di andare a citofonare insistentemente e con fare scherzoso chiede se da quella casa provenga parte della droga che rifornisce il quartiere. Il tutto intanto finisce sulla diretta Facebook nella quale più volte vengono fatti i nomi di padre e figlio che abitano quella casa. A rispondere al citofono è stato il minore (i genitori non erano a casa) il cui fratello intervistato poi da Fanpage si è dichiarato pronto a denunciare la signora per le affermazioni diffamatorie e che ha anche affermato: “sono pieno di precedenti, in passato ho fatto di tutto e di più”, ma ora “vado a scuola, sono un ragazzo normalissimo, non mi manca niente”.

EX DEPUTATO ARTURO SCOTTO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI FASCISTI

By Posted on 0 1 m read 147 views

L’ex deputato Arturo Scotto racconta di una aggressione che ha subito in Piazza San Marco mentre si trovava con sua moglie e suo figlio durante il festeggiamento per il nuovo anno.
“Un gruppetto di ragazzi (circa 8) urlavano “duce tu scendi dalle stelle” e “anna frank l’abbiamo messa nel forno” immediatamente dietro di me.
Intorno alla mezzanotte nel pieno di un grande e commovente brindisi collettivo.
Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne.
Hanno rincarato la dose urlando “duce duce”. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie.
Sono passati dalle parole ai fatti.
Uno, due, tre cazzotti in faccia. Sangue dal naso ma per fortuna nessuna frattura.
Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto.
Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteressi.
Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi”. Il dirigente di Art. Uno fa sapere di aver sporto denuncia all’arma dei carabinieri ringraziando poi forze dell’ordine e magistratura. Riferendosi ai fascisti termina il post Facebook con le parole “non passeranno mai”.

MARCO CAPPATO LIBERO

By Posted on 0 1 m read 82 views

“Grazie a chi mi ha sostenuto in questo percorso che ha portato al riconoscimento del diritto di Fabiano di non soffrire più”. Marco Cappato commenta così l’assoluzione della Corte d’Assise per l’accusa di aiuto al suicidio di Dj Fabo. Libero perché “il fatto non sussiste” quello della sentenza è stato un grande giorno per Marco, e non solo per lui, ma allo stesso tempo triste: l’esponente dei radicali in aula ha infatti ricevuto la notizia della morte della madre.

Foto presa da Tgcom24

ELETTA LA PRIMA DONNA PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

By Posted on 0 1 m read 69 views

“La neopresidente finlandese ha detto che età e sesso non contano più. In Italia un po’ ancora contano, spero presto di poter dire che non contano più” ha affermato Marta Cartabia quando è stata nominata presidente della Corte costituzionale. 56 anni, Cartabia è la prima donna eletta presidente di questo importante organo di garanzia costituzionale. “Si è rotto un vetro di cristallo. È un passo significativo per la storia delle nostre istituzioni. Le donne in magistratura sono in maggioranza, rappresentano il 53% ma non ai vertici, nelle alte cariche. La mia elezione è un po’ l’elezione di tutte loro… In tal senso sento tutta la responsabilità di questa carica e l’onore di essere qui, sperando di fare da ‘apripista’ “.

SBUCANO SVASTICHE SUI MURI DI UN CIRCOLO ARCI

By Posted on 0 1 m read 61 views

In una frazione di Crema, Ombriano, nella notte tra sabato e domenica sono comparse svastiche e croci celtiche sui muri di un circolo Arci. Tra le altre cose sulla pagina Facebook del circolo c’è scritto: “Queste azioni sono delle vere e proprie intimidazioni fasciste che già in passato hanno colpito Crema, non solo il nostro circolo. Queste intimidazioni, comunque, non sortiranno alcun effetto sulle attività di una realtà che da anni è in prima linea nell’impegno sociale e nelle pratiche di solidarietà e inclusione”.

SINDACO DI PARMA DENUNCIATO DA FORZA NUOVA

By Posted on 0 1 m read 79 views

“Forza Nuova mi ha appena denunciato perché a Parma, per utilizzare sale pubbliche, bisogna dichiararsi per la Costituzione italiana e dirsi antifascisti. Loro si rifiutano, evidentemente perché sono orgogliosi di essere fascisti. Ma non a Parma, Medaglia d’oro alla Resistenza, finché sarò il sindaco”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che aggiunge: “per me la denuncia di Forza Nuova è una medaglia al valore. Non un passo indietro”.

ROMA: IMBRATTATE TARGHE DEDICATE A VITTIME DEL REGIME

By Posted on 0 1 m read 104 views

A Roma sono state imbrattate con della vernice nera due targhe dedicate a delle vittime delle leggi razziali che avevano sostituito altre che portavano il nome di firmatari del manifesto della razza. Dal 22 novembre le targhe portano il nome di Mario Carrara (medico) e Nella Mortara (fisica). Virginia Raggi assicura che le targhe verranno subito ripulite.

ILARIA CUCCHI QUERELA SALVINI

By Posted on 0 1 m read 80 views

Dopo la sentenza della Corte d’Assise sul caso Cucchi, Salvini è finito in mezzo alla bufera per aver fatto intendere che le condanne sono la dimostrazione che “la droga fa male”. Ilaria Cucchi, sorella del giovane ucciso, aveva dichiarato che stava valutando se denunciare o meno il leader della Lega e sembra che alla fine si sia decisa a farlo. Salvini si dichiara tranquillo nonostante la querela.

Foto presa da Il Fatto Quotidiano