Stai vedendo Politica Estera

ISRAELE, MINISTRO CRITICATO PER PAROLE CONTRO I GAY

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Israele, il ministro dell’istruzione e anche rabbino Rafi Peretz sta facendo parlare di sè per la sua risposta alla domanda su come reagirebbe se uno dei suo figli fosse gay. Il ministro ha risposto: “ringraziando il Cielo i miei figli sono cresciuti in un ambiente naturale e sano e mettono su le proprie famiglie basandosi su valori ebraici”, concludendo ricordando come per lui la famiglia naturale sia solo quella “che si basa su un uomo e su una donna”. Rafi Peretz ha ricevuto critiche persino dal ministro della giustizia Amir Ohana. Non è la prima volta per il rabbino che in passato aveva espresso sostegno alle terapie per convertire i gay.

Foto presa da Globalist

LIBIA: OGGI AL-SARRAJ E HAFTAR A MOSCA PER TREGUA

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Attesi a Mosca al-Sarraj e Haftar per firmare un accordo sui termini del cessate il fuoco tra le loro truppe. Da poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco già le parti si accusano di aver infranto lo stop chiesto qualche giorno fa da Putin ed Erdogan ed inizialmente rifiutata da Haftar che la scorsa settimana ha conquistato la città di Sirte. Contento il premier Conte che nelle ultime giornate si è occupato molto della questione libica.

JUAN GUAIDÓ ENTRA IN PARLAMENTO E PRESTA GIURAMENTO COME PRESIDENTE

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Vi abbiamo già raccontato di come domenica in Venezuela si sia svolta l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale e di come si sia trattata di una farsa. Infatti l’eletto, e fino a poco prima sconosciuto se non per delle accuse di corruzione, Luis Parra, non aveva ottenuto la maggioranza e soprattutto la votazione era avvenuta mentre l’ex presidente Guaidó, assieme ad altri oppositori, veniva bloccato fuori il palazzo dalla polizia. In occasione però della prima Assemblea Nazionale Guaidó è riuscito a forzare il blocco ed entrare nell’edificio per prestare giuramento dopo l’elezione che aveva indetto nella sede del giornale El Nacional venendo scelto da oltre 100 parlamentari (diversi però hanno votato per via telematica perché in esilio).

Foto presa da Ansa

VENEZUELA: FALSA ELEZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE

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Domenica a Caracas, Venezuela, si è svolta una falsa elezione del nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale. Ad essere stato eletto è stato Luis Parra, sostenuto anche dal partito di Maduro, che ha ottenuto 81 voti su 167. L’elezione sarebbe però avvenuta senza rispettare il quorum e con Guaidó ed altri oppositori tenuti fuori dal palazzo dalle forze di sicurezza. Allora mentre l’Assemblea Nazionale votava Parra, si è tenuta come reazione una informale votazione nella sede del giornale El Nacional rieleggendo Guaidó presidente. Alla votazione hanno partecipato anche diversi parlamentari in esilio tramite chiamata.

Foto presa da Il Post

GRETA THUNBERG CHIAMATA ‘MOCCIOSA’ DA BOLSONARO

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L’attivista Greta Thunberg è stata derisa dal presidente Bolsonaro dopo che la giovane ragazza aveva sui social condannato le crescenti violenze contro gli indigeni dell’Amazzonia. È per questo che il leader della destra brasiliano ha replicato: “Greta dice che gli indigeni sono morti difendendo l’Amazzonia, è sorprendente quanto spazio la stampa dia a questa mocciosa”.

CILE: MISTERO SULLA MORTE DI “EL MIMO”

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Daniela Carrasco, 36 anni, in arte “El Mimo” è nelle ultime ore al centro dell’attenzione per le ipotesi che circolano attorno la sua morte e il ritrovamento del corpo in un quartiere periferico di Santiago del Cile. Il suo corpo impiccato è stato ritrovato il 20 ottobre e la perizia consegnata ai genitori il 20 novembre. Inizialmente si pensava ad un suicidio ma ultimamente è iniziata a circolare un’altra ipotesi: il collettivo femminista “Ni Una menos” sostiene che l’artista sia stata rapita dalle forze militari il 19 ottobre e che “Daniela è stata violentata, torturata, nuovamente violentata fino al punto di toglierle la vita”.

BOLIVIA: LICENZA DI UCCIDERE

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Bolivia: venerdì scorso sono morte ben 9 persone e 122 sono state ferite durante gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. A confermare questo bilancio è la Commissione interamericana per i diritti umani che così fa salire a 23 il numero delle persone uccise. Questo sarebbe dovuto alla criticata scelta da parte della nuova presidente Jeanine Anez di concedere lo scudo penale ai soldati che prendono parte alle repressioni delle proteste degli ultimi giorni. Intanto l’Onu chiede al governo nuove “elezioni trasparenti, inclusive e credibili”.

VARSAVIA INVASA DAI NEOFASCISTI

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Sono migliaia le persone che hanno partecipato per le strade di Varsavia ad una marcia per celebrare i 101 anni dall’indipendenza del Paese. Il problema è che la marcia è divenuta cosa dell’estrema destra polacca e che ad essa sembrano aver partecipato anche dei militanti di Forza Nuova. “Dio, onore, patria”, “Non vogliamo una Polonia islamica o laica, ma cattolica”, “No all’aborto” o ancora “Morte ai nemici della patria” erano alcuni degli slogan che venivano cantanti per le strade della città. Tanti i rosari e le bandiere dell’estrema destra locale con interventi incentrati sulla necessità di combattere le minacce come: migranti, ebrei, islamici, gay, femministe, comunisti e così via. Il comune di Varsavia parla di circa 47mila partecipanti contro i 15mila che, sempre lunedì, hanno fatto una contromanifestazione antifascista.