Stai vedendo ONG

CAROLA RACKETE CONTRO L’UE

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Ieri la capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, durante la giornata del migrante ha potuto parlare dinanzi la commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo. Nonostante i tanti applausi la ragazza ha fatto un intervento in cui ha fortemente criticato l’operato dell’Ue su alcune scelte come per il fatto che “l’Unione europea ricorre sempre più all’esternalizzazione dei salvataggi con deleghe a Paesi in guerra come la Libia, violando le leggi internazionali”. Evidenzia anche che “il caso della Sea Watch ancora una volta ha fatto notare che gli Stati membri non sono disposti ad affrontare i tempi moderni”. Altra accusa pesante è quella secondo cui l’Ue è stata assente nel suo caso: “dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto attraverso tutti i canali diplomatici e ufficiali? Unica risposta ricevuta era stata quella di Tripoli. Ho dovuto entrare nel porto di Lampedusa non come atto di provocazione, ma per motivi di esigenza”.

SILVIA ROMANO COSTRETTA A SPOSARSI

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Silvia Romano, sequestrata in Kenya il 20 novembre 2018, stando a quanto comunica Il Giornale sarebbe stata “forzata al matrimonio con rito islamico” e sottoposta a “lavaggio di cervello”. La ragazza, che è ancora viva e si trova probabilmente nel sud della Somalia, sarebbe divenuta sposa di un uomo del posto legato all’organizzazione che la tiene in ostaggio. Il giornale di Sallusti si appella a fonti dell’intelligence.

LASCITO RECORD AD EMERGENCY

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“Era un impiegato di banca in pensione e aveva una partecipazione in una società immobiliare. Qualche anno fa volle uscirne e farsi liquidare la sua quota, entrando quindi in possesso di una somma molto consistente. Ci conoscemmo in quella circostanza perché io seguii la vicenda (spiega l’avvocato Roberto Trussardi). In seguito ha lottato a lungo con il cancro e ha quindi usato parte del denaro per le cure, ma voleva destinare il resto a un ente benefico. Mi ha chiesto un parere e io gli ho accennato a Emergency e alle sue attività”. Il 77enne è dipartito lo scorso settembre e aprendo il testamento Trussardi si è reso conto che aveva seguito il suo consiglio: 1 milione e 300mila euro sono finiti nelle tasche di Emergency. Dopo un anno finalmente i soldi sono arrivati a Emergency che fa sapere userà quei soldi nel Progetto Italia, ovvero nella gestione degli ambulatori sul territorio italiano.
“Il suo lascito è pari a un terzo delle donazioni ricevute da Emergency in un anno”.