Stai vedendo Omofobia

16ENNE GAY SI SUICIDA, ERA VITTIMA DI BULLISMO OMOFOBICO

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Si chiamava Cameron Warwick, viveva a Fareham, nell’Hampshire, e si è suicidato perché non riusciva più a sopportare i bulli che lo prendevano di mira.

A 12 anni Cameron aveva detto a sua madre di essere gay e dalla nascita conviveva con l’autismo che lo aveva anche fatto cadere in depressione: già nel 2017 il ragazzo aveva cercato di togliersi la vita. Il bullismo omofobico aveva portato il ragazzo anche ad episodi di autolesionismo.

La madre ha dichiarato: “Lo avevano preso di mira, e poi lo avrebbero isolato. Gli lanciavano addosso cose come il cibo, lo facevano inciampare in corridoio, lo chiamavano con dei nomi terribili e offensivi. Per i bulli, era la loro preda preferita, solo per il fatto che era gay. Era ostracizzato, molti degli alunni si rifiutavano perfino di sedersi vicino a lui, sempre continuando a chiamarlo con nomignoli”.

Foto presa da Gay.it

ROMA, VANDALIZZATO IL MONUMENTO CHE RICORDA L’OMOCAUSTO

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“Proprio nella notte tra domenica e lunedì, alla vigilia della Giornata della memoria 2020 è stato vandalizzato il monumento ”Tutti potenziali bersagli”, a due passi dalla Piramide, unico monumento a Roma in ricordo dell’Omocausto (l’olocausto degli omosessuali). L’alba della Giornata della Memoria è stata purtroppo contrassegnata da questo gesto vile, che deve portarci a riflettere sulla vulnerabilità dei nostri simboli, luoghi di ricordo e ragionamento” denunciano Alessandra Aluigi e Flavio Conia.

Fonte e foto: Globalist

ISRAELE, MINISTRO CRITICATO PER PAROLE CONTRO I GAY

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Israele, il ministro dell’istruzione e anche rabbino Rafi Peretz sta facendo parlare di sè per la sua risposta alla domanda su come reagirebbe se uno dei suo figli fosse gay. Il ministro ha risposto: “ringraziando il Cielo i miei figli sono cresciuti in un ambiente naturale e sano e mettono su le proprie famiglie basandosi su valori ebraici”, concludendo ricordando come per lui la famiglia naturale sia solo quella “che si basa su un uomo e su una donna”. Rafi Peretz ha ricevuto critiche persino dal ministro della giustizia Amir Ohana. Non è la prima volta per il rabbino che in passato aveva espresso sostegno alle terapie per convertire i gay.

Foto presa da Globalist

PICCHIATA PERCHÉ OMOSESSUALE: “NEL NOSTRO PAESE UCCIDONO LE LESBICHE”

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L’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia ha raccontato sulla propria pagina Facebook l’aggressione subita da una 25enne di origine nigeriana perché lesbica. Il fatto si è verificato giovedì 19 dicembre quando Jen, è questo il nome della ragazza, è stata fermata da un connazionale che per l’ennesima volta ha rivolto un invito alla donna. Per l’ennesima volta Jen ha rifiutato l’invito spiegando anche d’esser lesbica. L’uomo allora in preda alla rabbia le avrebbe rivolto le seguenti parole: “Nel nostro Paese queste cose non sono ammesse”. Alla risposta della ragazza l’uomo ha tempestato di colpi la ragazza per poi lasciarla tramortita a terra.

“NON SI AFFITTA A NERI, GAY E ANIMALI”

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Luca Neves, giovane cuoco nato a Roma ma originario di Capo Verde, denuncia il fatto che non gli si sia voluto affittare un monolocale a Roma per via del colore della sua pelle. “Volevo affittare un monolocale a Roma, ma il proprietario non affitta la sua casa ‘a neri, gay e animali’. Me lo ha detto l’agenzia immobiliare, che era mortificata. Io sono rimasto di ghiaccio. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler. Ho subito spesso episodi di razzismo, ma non avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto. Negarmi una casa in affitto solo per il mio colore di pelle”. Una volta che l’impiegata dell’agenzia immobiliare ha scoperto l’origine di Luca ha dovuto comunicare al ragazzo che il proprietario del monolocale, un signore anziano, non vuole affittare a “neri, gay e lesbiche e ad animali”. “L’agenzia ha ricevuto dal proprietario della casa delle direttive ben precise. Non vuole né persone di colore né gay o lesbiche. E l’impiegata, mortificata, mi ha detto che tempo fa una coppia di lesbiche, pur di prendere la casa, non ha detto che fosse una coppia omosessuale. Ma dopo tempo è venuto fuori e hanno dovuto lasciare la casa”. Luca Neves è intenzionato a muoversi per vie legali.

PADRE PROVA AD UCCIDERE IL FIGLIO PERCHÉ GAY

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Cantone di Berna (Svizzera): un ragazzo 17enne di origine irachena ha rischiato di morire per mano di suo padre. Una notte il ragazzo si sveglia con una lama puntata contro ed il padre, fondamentalista islamico, che ripete ossessivamente la domanda “sei gay?”. Il ragazzo riesce però a scappare dal balcone e dato l’allarme arriva polizia e ambulanza. Il ragazzo, che è in gravi condizioni, viene ricoverato in ospedale per gravi ferite al torace e al collo. Sono passati sei mesi da quella notte in cui un padre ha quasi ucciso un figlio per il suo orientamento sessuale e finalmente il giovane ha trovato il coraggio di parlare con l’intento di aiutare altri giovani omosessuali musulmani.

Foto di iGossip

PERSEGUITATI PERCHÉ GAY

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Pasquale Galliano e Michele Castelli stanno insieme da ben 18 anni ma da qualche tempo stanno vivendo una vera e propria persecuzione a causa del loro amore. Non parliamo solo di insulti ma anche di danneggiamenti alle autovetture, al sistema di videosorveglianza, al contatore dell’acqua e alle pareti su cui vengono lanciate svariate cose tra cui anche uova ed escrementi. Finalmente i due hanno deciso di denunciare la loro situazione e ora la procura di Cassino (gli uomini sono di Formia) ha aperto un procedimento contro ignoti. “Noi non arretriamo di un millimetro. Abbiamo tante persone che ci vogliono bene e che ci rispettano, nonostante tutto. Sappiamo che chi ci contesta rappresenta una minoranza. Sono loro che si devono vergognare, non noi. Ci fanno solo tanta pena”.

AGGRESSIONE OMOFOBA: COLPITO COL CASCO PERCHÉ GAY

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Una nuova aggressione omofoba questa volta ai danni di un ventenne universitario di Massa Carrara che racconta su Facebook di essere stato preso di mira tra la notte di sabato e domenica per la sua omosessualità. Il giovane stava tornando a casa con una amica quando è stato insultato per il suo essere gay da uno sconosciuto che infine lo ha colpito al volto con un casco. Tornato a casa il ragazzo si è poi recato con i genitori all’ospedale.

FALLIMENTO PER L’ETERO-PRIDE DI BOSTON

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Ieri a Boston si è tenuto il già tanto discusso “Etero Pride” al quale hanno partecipato circa 200 persone. I contestatori erano invece circa un migliaio oltre i diversi cartelli dell’Emerson College sui quali erano scritte frasi come “Non c’è alcun bisogno di un etero pride”. Ad organizzare il corteo è stata l’associazione Super Happy Fun America con mascotte il controverso Milo Yiannopoulos. Controverso perché Milo non solo è omosessuale ma ha anche un compagno e nonostante ciò ha dichiarato che se avesse potuto non sarebbe stato omosessuale. Durante la manifestazione c’era chi non si definiva anti-gay ma non mancavano gli omofobi dato che in molti appartenevano all’alt-right americana.

AGGRESSIONE OMOFOBA A VALENCIA

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Nella notte del 10 agosto due ragazzi italiani, Andrea di 19 anni e Luca di 25 anni, sono stati picchiati e insultati con insulti omofobi mentre uscivano da una discoteca gay di Valencia. “Luca ha cercato di difendere l’amico Andrea ed ha ricevuto pugni e calci anche sul viso riportando contusioni e ferite ovunque. Ci riportano i media locali che anche un’altra coppia straniera ha rischiato di essere aggredita dallo stesso gruppo, ma fortunatamente è riuscita a scappare su un taxi” comunica Fabrizio Marrazzo che è portavoce di Gay Center e responsabile di Gay Help Line.