Stai vedendo Immigrazione

USA, ESPLODONO TOMBE NATIVI AMERICANI PER FARE POSTO AL MURO DI TRUMP

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Arizona, USA, sono iniziate le esplosioni controllate presso “Monument Hill”, luogo sacro per i nativi americani, che si trova in una riserva naturale riconosciuta dall’Unesco. Qui sono anche seppelliti i corpi dei guerrieri Apache morti in battaglia.

Le esplosioni sono finalizzate a far posto al muro con il confine messicano: motivo per il quale Trump ha potuto ricorrere a motivazioni di sicurezza nazionale.

Immagine di Open.online

PROROGATO MEMORANDUM ITALIA-LIBIA

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Il 2 febbraio, tre anni dopo la firma, il Memorandum d’intesa sulla migrazione tra Italia e Libia è stato rinnovato per altri tre anni senza modifiche. Inizialmente l’Italia si era impegnata nel negoziare delle modifiche ma alla fine l’accordo che prevede degli aiuti da parte degli italiani ai libici affinché fermino i migranti in mare è rimasto invariato. Si teme per la situazione dei migranti nei lager libici. Intanto l’UNHCR ha sospeso le attività nel centro di transito di Tripoli per motivi di sicurezza.

Foto dell’Avvenire

LAVORAVANO IN CONDIZIONI ANIMALESCHE 10 ORE AL GIORNO PER 18 EURO

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Decine di migranti lavoravano dalle 8 alle 18, sette giorni su sette, in un magazzino senza riscaldamento di San Mauro Torinese dove avevano il compito di impacchettare pennarelli di famosi marchi. Chi non aveva nulla da mangiare si accontentava di bere l’acqua del bagno per poi tornare a lavoro, o meglio ad esser sfruttati, dove bisognava confezionare almeno mille scatole per un compenso giornaliero di euro 18. Quando 3 dei 45 richiedenti asilo di origine africana si sono ribellati ed hanno chiesto che la paga salisse ad almeno 25 euro sono stati licenziati in tronco. Non si sono però rassegnati e andati dal giudice del lavoro hanno raccontato come venivano trattati dal titolare di origine cinese che tra le tante cose prima di andarsene chiudeva le porte a chiave in modo che gli sfruttati non potessero uscire. Il titolare faceva perno sulla necessità dei richiedenti asilo di dimostrare d’avere un lavoro.

Foto di La Repubblica

TREGUA DI 5 GIORNI IN SIRIA. FORSE È GIÀ TUTTO SALTATO

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Il vicepresidente americano Mike Pence fa sapere di aver raggiunto un accordo con la Turchia per 5 giorni di tregua nel nord-est della Siria. La decisione è stata presa durante un incontro tra Pence ed Erdogan, il quale ha ottenuto anche il controllo di una zona di sicurezza di circa 32 km. Le sanzioni americane ad Ankara continueranno ad esserci finché il cessate il fuoco non sarà definitivo. Sembra però anche che oggi siano continuati alcuni combattimenti nella città di Ras al-Ain e ora bisognerebbe capire se ciò è avvenuto perché la notizia della tregua non ha ancora raggiunto la città o per altro.

CAROLA RACKETE CONTRO L’UE

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Ieri la capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, durante la giornata del migrante ha potuto parlare dinanzi la commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo. Nonostante i tanti applausi la ragazza ha fatto un intervento in cui ha fortemente criticato l’operato dell’Ue su alcune scelte come per il fatto che “l’Unione europea ricorre sempre più all’esternalizzazione dei salvataggi con deleghe a Paesi in guerra come la Libia, violando le leggi internazionali”. Evidenzia anche che “il caso della Sea Watch ancora una volta ha fatto notare che gli Stati membri non sono disposti ad affrontare i tempi moderni”. Altra accusa pesante è quella secondo cui l’Ue è stata assente nel suo caso: “dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto attraverso tutti i canali diplomatici e ufficiali? Unica risposta ricevuta era stata quella di Tripoli. Ho dovuto entrare nel porto di Lampedusa non come atto di provocazione, ma per motivi di esigenza”.

LIBIA: SPARANO A MIGRANTE

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Accade nel centro di Abusitta, Tripoli, dove la guardia costiera libica aveva appena riportato in Libia ben 103 migranti. Succede però che un gruppo inizia ad opporsi all’idea di finire nei centri di detenzione e così per reprimere le agitazioni gli uomini armati hanno iniziato a sparare finendo per colpire un sudanese che è stato prontamente soccorso dai medici dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni ma purtroppo inutilmente. “L’uso di armi da fuoco contro civili inermi è inaccettabile in ogni circostanza” ricorda il portavoce dell’Oim, Leonard Doyle.

UNICO SOPRAVVISSUTO SUL BARCONE

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Il Times of Malta ha raccontato la triste storia di un gommone alla deriva nel mar Mediterraneo che trasportava 15 persone di cui però tutti poi morti tranne un uomo, Mohammed Adam Og, che è rimasto in vita fino a quando un elicottero di Frontex non lo ha trovato ed ha avvertito le autorità maltesi. Il gommone era partito il 1 di agosto dalla città libica di Zawiya ma presto l’acqua, il cibo e il carburante hanno cominciato a terminare causando la morte di 14 persone i cui corpi sono stati gettati in mare a causa della forte puzza. “Dopo cinque giorni sono morte due persone. Poi ogni giorno ne morivano altre due” ha raccontato l’uomo. Attualmente Og, che in Etiopia era un politico, è ricoverato in un ospedale di Malta.

TRUMP: STRAGI COLPA DEI GIORNALISTI

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Ci sono voluti due stragi, quella in Texas e quella in Ohio, per far esprimere a Trump parole di condanna nei confronti di “razzismo, intolleranza e suprematismo bianco”. Nonostante il Presidente non concordi con l’idea dei democratici di adottare regole più stringenti per l’acquisto di armi almeno chiede un controllo più accurato nei confronti di chi vuole acquistare armi. Per il sindaco di El Paso parte della colpa delle stragi è da amputarsi a Trump per il suo incitamento all’odio mentre il Presidente americano crede la colpa sia anche dei giornalisti: “I media hanno una grande responsabilità per la vita e la sicurezza nel nostro Paese. Le fake news contribuiscono notevolmente alla rabbia che si è accumulata nel corso di molti anni. La copertura delle notizie deve iniziare ad essere equa, equilibrata e imparziale, o questi terribili problemi non faranno che peggiorare”. Se realmente il Presidente la pensa così dovrebbe prendere in considerazione di essere il primo a smettere di dire falsità: il Washington Post qualche mese fa calcolò una media di 23 bugie al giorno nei primi 7 mesi del 2019.

STRAGE IN UN CENTRO COMMERCIALE IN TEXAS

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Si contano 20 morti di cui 4 bambini causati da una sparatoria in un centro commerciale a El Paso (Texas). Inizialmente si parlava di 3 arresti ma il portavoce del dipartimento di polizia della città ha chiarito che per adesso c’è solo un sospetto fermato: Patrick Crusius di cui anche la stampa nazionale sta molto parlando per via di un manifesto da lui scritto e fatto circolare prima dell’attentato in cui si definisce sostenitore della strage di Christchurch. Già nel mentre della sparatoria nel centro commerciale Cielo Vista hanno iniziato a circolare sui social video. Nel manifesto di Patrick è rivolto anche un pensiero all’Europa: “I nostri amici europei non hanno delle leggi sulle armi che gli consentano di difendersi da milioni di invasori. Non hanno scelta: possono solo sedersi e guardare i loro Paesi bruciare”.

MINACCIATA PER AVER SOCCORSO STRANIERO

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Domenica mattina nella zona di parco Forlanini a Milano si trovava a terra un ecuadoriano di nemmeno 30 anni sdraiato a testa in giù probabilmente perché ubriaco. A passarci vicino, se non quasi sopra, sono stati in tanti tra uomini, donne, giovani e vecchi ma nessuno è sembrato curarsene e fregarsene un minimo per aiutarlo, almeno finché l’avvocatessa Beatrice Bordino, che camminava coi suoi cani, lo vede e lo soccorre. Se già è preoccupante l’indifferenza generale lo è ancor di più sapere cosa alcuni hanno risposto alla donna. Tra chi insultava a suon di “brutta tro** lascialo lì” e chi si mostra dispiaciuto perché il ragazzo non era affogato su un barcone (“un neg**, uno straniero che doveva affogare sul barcone”) non manca chi intima di non chiamare l’ambulanza: “se osi chiamare i soccorsi, ti meniamo maledetta tro**, bisogna lasciarli morire questi immigrati di mer**, ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi neg**”. A invocare Dio affinché “affondi tutti i barconi” è invece una anziana signora; una di quelle che probabilmente sono cristiane perché così hanno imparato e che mai si sono interrogate o approfondito quel che professano. “Me ne sono andata tremando. Poi ho fermato due vigili a cui ho spiegato i fatti. Risposta: ‘Ce ne sono tanti…’. Torno per portare dell’acqua al ragazzo, ma un amico lo stava accompagnando via. Al che mi sono seduta. E ho iniziato a piangere. Nessuno mi farà diventare una non-persona. Voglio denunciare questi comportamenti, non resto in silenzio” conclude Beatrice.