Stai vedendo Discriminazione

RAGAZZI DOWN INSULTATI IN PIZZERIA: “CI FANNO VOMITARE”

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A Filadelfia, un piccolo comune in provincia di Vibo Valentia, il 23 dicembre tre ragazzi down sono stati presi di mira dalle offensive parole di una famiglia. Siamo in una pizzeria dove i tre ragazzi hanno ordinato e si sono accomodati ad un tavolo poco distante da quello dei due accompagnatori. All’improvviso però una famiglia composta da tre persone e anche essa poco distante dai ragazzi, si alza, si lamenta ad alta voce e abbandona il locale. “A un certo punto hanno cominciato a urlare dicendo che i nostri ragazzi li facevano vomitare. Insomma, non volevano cenare vicino a loro. Senza alcun motivo, non avevano fatto niente, al massimo avranno tossito perché a uno di loro è andato di traverso l’antipasto. Tutto qui” spiega la madre di uno dei ragazzi. Componenti della famiglia avrebbero anche detto: “ci fanno vomitare” e “capisco che sono malati ma in un locale non possono starci”.

“NON SI AFFITTA A NERI, GAY E ANIMALI”

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Luca Neves, giovane cuoco nato a Roma ma originario di Capo Verde, denuncia il fatto che non gli si sia voluto affittare un monolocale a Roma per via del colore della sua pelle. “Volevo affittare un monolocale a Roma, ma il proprietario non affitta la sua casa ‘a neri, gay e animali’. Me lo ha detto l’agenzia immobiliare, che era mortificata. Io sono rimasto di ghiaccio. Mi sembra di essere tornati ai tempi di Hitler. Ho subito spesso episodi di razzismo, ma non avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto. Negarmi una casa in affitto solo per il mio colore di pelle”. Una volta che l’impiegata dell’agenzia immobiliare ha scoperto l’origine di Luca ha dovuto comunicare al ragazzo che il proprietario del monolocale, un signore anziano, non vuole affittare a “neri, gay e lesbiche e ad animali”. “L’agenzia ha ricevuto dal proprietario della casa delle direttive ben precise. Non vuole né persone di colore né gay o lesbiche. E l’impiegata, mortificata, mi ha detto che tempo fa una coppia di lesbiche, pur di prendere la casa, non ha detto che fosse una coppia omosessuale. Ma dopo tempo è venuto fuori e hanno dovuto lasciare la casa”. Luca Neves è intenzionato a muoversi per vie legali.

A UNA PARTITA DI CALCIO VOLANO INSULTI RAZZISTI VERSO UN BAMBINO DI 10 ANNI

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Durante una partita di categoria Pulcini tra le squadre Aurora Desio Calcio e la Sovicese si è consumato un nuovo episodio di razzismo questa volta ai danni di un bambino di soli 10 anni. Durante la partita un bambino è stato definito “negr* di mer**” da una madre di un giovane avversario. Il bambino nonostante ciò ha continuato a giocare e solo a fine partira a riferito quello che aveva sentito assieme ai compagni di squadra. Immediata la condanna della squadra Aurora Desio che ha denunciato l’accaduto su Facebook per poi venire contattata dalla Sovicese la quale ha proposto, per sensibilizzare sul tema, che sabato prossimo le loro squadre Juniores scendano in campo con il volto dipinto di nero.

INSULTI ED UN PUGNO AL GIOCATORE NERO

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Quella che doveva essere una normale e sana giornata di sport è degenerata in una aggressione di stampo razzista con un ragazzo 17enne finito in ospedale. Il ragazzo, di origine senegalese, stava giocando per la società Melzo 1908 una partita di campionato a Milano che però sin da subito è apparsa condita da insulti come “negr* di mer**” o “scimmia” provenienti dagli spalti. Il peggio però è giunto a fine partita, quando un giocatore della squadra avversaria ha nuovamente insultato il 17enne ed un suo compagno con analoghe parole provenienti dagli spalti. Il calciatore del Melzo al che, in procinto di aggredire il ragazzo, è stato fermato dai compagni di squadra che lo hanno calmato. Poco dopo però dagli spalti è sceso un genitore, forse il padre del ragazzo che aveva poco prima insultato, ed ha sferrato un pugno al ragazzo di origine senegalese. Giunto in ospedale al ragazzo sono stati dati 5 giorni di prognosi e la società Melzo fa sapere che è già pronta una denuncia.

TROPPO ODIO VERSO LILIANA SEGRE

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La Repubblica ha denunciato come la senatrice a vita Liliana Segre riceva ogni giorno circa 200 messaggi incitanti all’odio razziale. Il giornale riprende i numeri pubblicati dall’Osservatorio antisemitismo in cui si riporta anche qualche esempio delle parole indirizzate alla sopravvissuta di Auschwitz-Birkenau: “Hitler non ai (senza h) fatto bene il tuo mestiere” oppure “la senatrice a vita Segre sta bene in un simpatico termovalorizzatore”. La senatrice può però contare sul sostegno di tanti bravi cittadini e della maggior parte della classe politica.

Foto Ansa

GERMANIA: ANTISEMITA UCCIDE DUE PASSANTI

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Succede ad Halle, Germania, dove per poco non si è rischiata una strage. Un uomo in mimetica e armato, con una telecamera sull’elmetto per riprendere le scene, si è diretto verso una sinagoga con l’intento di far fuori i fedeli che si erano riuniti per la celebrazione del giorno dell’espiazione. Fortunatamente l’odio dell’uomo non è stato sufficiente per abbattere il portone chiuso che allora ha deciso di improvvisare: a venire uccisi una donna che camminava vicino il cimitero e un uomo in un negozio di kebab. Il tutto è durato circa 35 minuti, i quali sono stati trasmessi su un sito di videogame. A venire fermato è il 27enne Stephan Balliet che si pensa avesse programmato la strage fallita alimentato dal suo sentimento antisemita: “La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”.

Foto di Agi

INSULTATA E PICCHIATA PER IL PARCHEGGIO

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L’episodio sta facendo molto discutere solo ora ma risale al 26 di agosto, quando la 53enne è stata insultata e picchiata per un posto auto. Ilde Cascio è siciliana ma da tempo vive a Forlì col figlio: mai però era successo quello che la donna ha denunciato su Facebook e non solo. “Oggi ho subito la più grande umiliazione della mia vita. Un vicino mi ha aggredita e picchiata, dentro il parcheggio dello stabile in cui abito. Mi ha detto che dato che sono in affitto non ho diritto a parcheggiare. Mi ha dato della terrona, della mafiosa e mi ha urlato di tornare a casa mia sputandomi in faccia e minacciandomi. Ho chiamato la Polizia e sono andata in ospedale per il referto. Spalla lussata e tendine del piede schiacciato, 5 giorni di prognosi. Non basteranno per dimenticare”.