Stai vedendo Democrazia

QUELLO CHE SAPPIAMO SULLO STUDENTE EGIZIANO DI BOLOGNA CHE ARRESTATO RISCHIA LA TORTURA

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Il ragazzo in foto si chiama Patrick George Zaki, 27 anni, ed è uno studente e ricercatore iscritto a un master dell’Università Alma Mater di Bologna. Patrick sta facendo molto parlare di sè in queste ore a causa del suo arresto da parte egiziana e ciò comporta, denuncia Amnesty International, che il “rischio tortura è elevato”. Wael Ghally, legale che da più di 15 anni si occupa di diritti umani, ha raccontato a ilfattoquotidiano.it quanto saputo da Patrick dopo aver parlato con lui alla procura di Mansoura dove è riapparso dopo 27 ore. “Alle 4 del mattino del 7 febbraio Patrick era in fila al controllo passaporti all’aeroporto del Cairo l’agente si è accorto che su di lui pendeva un mandato di arresto e allora lo ha condotto in una stanza” dalla quale si sono perse le tracce del giovane che non era a conoscenza del fatto che fosse ricercato. Su dove poi sia stato trasportato Patrick una volta bendato e rapito si possono fare solo supposizioni e Ghally per la sua esperienza ipotizza un edificio dell’Amn el-Dawla dove sembra che il giovane sia stato “picchiato e torturato con l’elettricità” tramite fili in modo che non rimanessero segni. Qui Patrick ha subito un primo interrogatorio sulla attività che svolge per l’EIPR (l’organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights) per poi essere trasferito a Mansoura e ritrovarsi davanti una sorta di Corte d’Assise. Il ragazzo, citando ilfattoquotidiano.it, è accusato di “diffusione di false informazioni per minare la stabilità nazionale” e “incitamento a manifestazione senza permesso”, oltre a “tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza”. Wael Ghally continua affermando che “durante l’udienza, il giudice aveva in mano una lista di post su Facebook stampati che non siamo riusciti a vedere. Soprattutto ci siamo accorti che aveva in mano verbali con prove completamente inventate” come ad esempio una perquisizione avvenuta nella casa di Mansoura in presenza della madre del giovane che però in realtà non poteva essere presente essendosi trasferita al Cairo 8 anni fa. Falso è anche il verbale in cui si dice erroneamente il luogo d’arresto di Patrick.

POLONIA, APPROVATA LEGGE CONTRO I GIUDICI

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Criticata da Unione Europea e Nazioni Unite oltre che dalle opposizioni, la Camera del parlamento polacco ha approvato giovedì una legge che permetterà al governo, ad oggi guidato dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia, di punire i giudici. Una volta che il presidente polacco, anche lui di Diritto e Giustizia, avrà firmato la legge, i giudici che criticheranno le riforme giudiziarie o le nomine di cariche pubbliche potrebbero essere puniti con multe o persino il licenziamento. Vietato anche l’ingresso in politica. Nella stessa giornata la Corte Suprema aveva definito illegittimi dei giudici del Consiglio nazionale della magistratura scelti direttamente dal governo.

TROPPO ODIO VERSO LILIANA SEGRE

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La Repubblica ha denunciato come la senatrice a vita Liliana Segre riceva ogni giorno circa 200 messaggi incitanti all’odio razziale. Il giornale riprende i numeri pubblicati dall’Osservatorio antisemitismo in cui si riporta anche qualche esempio delle parole indirizzate alla sopravvissuta di Auschwitz-Birkenau: “Hitler non ai (senza h) fatto bene il tuo mestiere” oppure “la senatrice a vita Segre sta bene in un simpatico termovalorizzatore”. La senatrice può però contare sul sostegno di tanti bravi cittadini e della maggior parte della classe politica.

Foto Ansa

TREGUA DI 5 GIORNI IN SIRIA. FORSE È GIÀ TUTTO SALTATO

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Il vicepresidente americano Mike Pence fa sapere di aver raggiunto un accordo con la Turchia per 5 giorni di tregua nel nord-est della Siria. La decisione è stata presa durante un incontro tra Pence ed Erdogan, il quale ha ottenuto anche il controllo di una zona di sicurezza di circa 32 km. Le sanzioni americane ad Ankara continueranno ad esserci finché il cessate il fuoco non sarà definitivo. Sembra però anche che oggi siano continuati alcuni combattimenti nella città di Ras al-Ain e ora bisognerebbe capire se ciò è avvenuto perché la notizia della tregua non ha ancora raggiunto la città o per altro.

OLGA MISIK, LA 17ENNE RUSSA CHE CHIEDE LIBERTÀ LEGGENDO LA COSTITUZIONE

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Una foto che sta facendo molto discutere e che non dispiacerebbe se rimanesse negli annali è quella che ritrae la 17enne Olga Misik che seduta dinanzi a un grosso numero di poliziotti in assetto antisommossa si ferma a leggere la Costituzione russa che porta nelle mani: un piccolo e allo stesso tempo grosso gesto di protesta che per un po’ spiazza i poliziotti stessi che dopo la arresteranno per l’ennesima volta. Olga, avvicinatasi al dissidente Alexei Navalny, si trovava assieme a tanti altri a Mosca per manifestare la sempre crescente mancanza di libertà di espressione nel Paese di Putin. Ultima dimostrazione del clima che si respira è l’esclusione degli oppositori politici dalle comunali nella capitale dello Stato. “Vogliamo una Russia libera, nella quale non avvengano azioni illegali. Nessuno deve avere paura della polizia e dei tribunali” spiega la ragazza. Il suo manifestare non va molto a genio ai genitori: il padre sostenitore di Putin sembra le dica spesso che lei non ha vissuto negli anni novanta facendo forse finta di non vedere che quelle proteste vanno oltre la semplice agenda politica e hanno radice nella volontà di libertà.

NASCE “ODIARE TI COSTA”

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Nasce “Odiare ti costa”, l’iniziativa nata dall’associazione Tlon assieme allo studio legale Wildside di Cathy La Torre al fine di portare in tribunale l’odio online, ovvero: minacce, calunnie, diffamozioni etc. Odiare ti costa ha messo in piedi un gruppo di avvocati, investigatori, esperti e filosofi che raccoglieranno le segnalazioni inviate all’indirizzo mail odiareticosta@gmail.com. Tra importanti nomi che hanno già aderito all’iniziativa abbiamo Fiorella Mannoia e Michela Murgia.

“Perché se il diritto di critica è sacro e inviolabile, se la libertà di opinione è sacra e inviolabile, se la libertà di dissenso, anche aspro, duro, netto, schietto, è un diritto sacro e inviolabile, la diffamazione no, l’ingiuria no, la calunnia no, l’offesa no, la minaccia no. Quelli sono delitti. Anche e soprattutto sui social. E arrecano danni. E quei danni vanno risarciti. Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto. Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto. Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no. Quello è un delitto. È un danno. E si paga. Fino a oggi le vittime di questi delitti sono state lasciate sole. Adesso basta”.

È MORTO STAMANI ANDREA CAMILLERI

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Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano

Era il 17 giugno quando Camilleri è stato ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Roma per un arresto cardiorespiratorio. Di quelle ore è più probabile ricordiate i tanti commenti che invece che esprimere rammarico esprimevano desiderio di morte esclusivamente perché Camilleri aveva in qualche occasione espresso il suo dissenso al ministro Matteo Salvini, ignorando forse che la sua era una figura intrinseca di pensieri e parole: un uomo che in quel che faceva aveva il sacrosanto bisogno (oltre che diritto e  dovere) di dire quel che pensava. Ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione Andrea Camilleri è morto stamani. Purtroppo “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali”. Per volontà di Camilleri stesso e della sua famiglia le esequie saranno riservate ma sarà presto comunicato dove portare un ultimo omaggio al maestro.

Morto nelle carni Camilleri resterà vivo grazie ai suoi preziosi lavori.

USA: INIZIO RAID CONTRO IMMIGRATI E ATTACCO IDIOTA DI TRUMP ALLE DEMOCRATICHE

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Sono iniziati i primi raid contro gli immigrati entrati irregolarmente negli Stati Uniti d’America nelle seguenti importanti città: Atlanta, Baltimora, Chicago, Denver, Houston, Los Angeles, Miami, New York e San Francisco. Slittano le operazioni a New Orleans per via della tempesta tropicale “Barry”. Di interesse per gli agenti dell’Ice circa 2000 persone entrate recentemente nel Paese. Per il direttore Ken Cuccinelli si darà priorità nell’espulsione di violenti già sotto ordine di espulsione da parte dei tribunali, anche se non è ancora chiaro come agire nel caso di presenza di minori. Ed è sempre in tema migranti che nelle ultime ore infuria la bufera per un tweet del Presidente americano rivolto a Alexandria Ocasio-Cortez, Aryanna Pressley, Rashida Tlaib e Ilhan Omar. Le quattro, chiamate “The Squad”, dopo aver visitato dei centri di detenzione per migranti ne hanno denunciato nuovamente le condizioni in cui uomini, donne e bambini si trovano a vivere: bambini separati dalla famiglia e chiusi in gabbie, temperature freddissime e fontanelle che non funzionano che costringono le persone ad abbeverarsi dal water. Schifosa la risposta di Trump che non solo sembra fregarsene del problema, ma osa rispondere con toni che nascondono un sentimento xenofobo: “Perché non se ne tornano a casa e cercano di sistemare i posti distrutti e infestati dal crimine da cui vengono. Poi tornino a dirci come si fa. Quei posti hanno bisogno del vostro aiuto, non potete andarvene abbastanza in fretta. Sono sicuro che Nancy Pelosi sarebbe molto felice di procurarvi un viaggio gratis!”

Se è lecito avere diverse idee su come comportarsi con persone entrate illegalmente nel Paese, diverso è il discorso quando si parla delle condizioni in cui versano i campi di detenzione per migranti o delle risposte del Presidente americano.

NEL GRUPPO FACEBOOK DEI FINANZIERI IN CUI SI VUOLE IL COLPO DI STATO

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Tanto accurato quanto raccapricciante l’articolo di The Vision in cui si racconta quel che succede nel più grande gruppo Facebook frequentato dai militari della Guardia di Finanza “Il Finanziere”. Un gruppo fondato nel 2010 dal sottufficiale Alessandro Capace e che conta attualmente 16mila membri tra agenti in servizio, agenti in congedo e loro diretti familiari. Cosa ha trovato la redazione di The Vision in questo gruppo? Razzismo, sessismo e minacce rivolte a ONG, parlamentari italiani e migranti. Basta scorrere i messaggi sino ai giorni in cui infuriava il dibattito su Carola Rackete e la Sea Watch 3 per imbattersi in commenti razzisti, sessisti ed altri in cui si invita a sparare contro le persone e ovviamente anche contro parlamentari democraticamente eletti.

immagini prese dall’articolo di The Vision

Non manca chi grida “traditori dell’Italia” in un italiano degno delle materne.

Non mancano i commenti di chi chiede Carola ed i parlamentari vengano fatti fuori per risparmiare.

Una soluzione rapida ed economica sarebbe affondare l’imbarcazione suggeriscono altri.

The Vision fa notare anche come siano frequenti le chiamate alle armi che spesso sfociano in voglia di colpo di Stato.

Ecco invece come si reagisce ad un video in cui si vede un agente estrarre una pistola per minacciare una famiglia di tunisini.

La fama di giustizia sembra però essere semplicemente rabbia mescolata a razzismo e/o odio ed appare ancora più ovvio scorrendo sino ai messaggi in cui si discute (per così dire) dei due carabinieri indagati per aver stuprato due ragazze americane.

Per ulteriori informazioni ed immagini vi invito a leggere l’articolo completo qui. Intanto i vertici della gdf fanno sapere che si procederà con il massimo rigore nei confronti di finanzieri ancora in servizio che hanno commentato volgarmente sul gruppo Facebook.

La notizia giunge a pochi giorni della diffusione della notizia dell’esistenza di una lista dell’estrema destra tedesca con oltre 25mila indirizzi di politici scomodi da eliminare, quasi a testimoniare quanto fragile sia la democrazia e come sia una cosa da preservare. Non è normale e accettabile che coloro che hanno l’importante compito di difenderci vadano in giro a gettar queste parole d’odio che sono in piena contraddizione rispetto a quella Costituzione su cui a quanto pare molti hanno giurato senza farci troppo caso: tra chi salva una vita in mare e chi invoca un golpe chi è il traditore della patria? È democratico sperare che politici democraticamente eletti vengano fatti fuori? 16mila persone in un gruppo di questo genere e 0 denunce: perfetti fascisti mi verrebbe da dire: molta gente che plausibilmente non avrebbe esitazione sulla parte per cui schierarsi in caso di nuovo ventennio. Perfetti indifferenti. Dovremmo sentirci sicuri sapendo l’aria che si respira in apparati così delicati? Ringrazio ancora chi ha fatto venir alla luce questa situazione ed esprimo rammarico per tutti i media nazionali che hanno preferito tacere.