Stai vedendo Biodiversità

ESTINTO IL PESCE SPATOLA CINESE: PRIMA ESTINZIONE DEL NUOVO ANNO

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Il pesce spatola cinese o pesce spada cinese per la sua somiglianza con il pesce spada è il primo animale estinto di questo nuovo anno. Questo pesce dalla lunghezza di quattro metri era uno dei più grandi pesci d’acqua dolce che si conoscono e viveva all’interno del fiume Azzurro. Dichiarato funzionalmente estinto nel 1993 deve la sua definitiva scomparsa principalmente alla presenza di dighe nell’importante fiume.

I KOALA FUNZIONALMENTE ESTINTI

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Una specie è funzionalmente estinta quando la sua popolazione diminuisce così tanto da non riuscire a svolgere un ruolo significativo nel suo ecosistema e da non potersi riprodurre in modo efficace. A rientrare in questa definizione ormai anche i koala a causa dei devastanti e duraturi incendi in Australia che hanno ucciso circa 1000 esemplari e distrutto l’80% del loro habitat. A dirlo è Deborah Tabart, presidente di Australian Koala Foundation, che assieme a tanti scienziati ed animalisti chiede venga finalmente approvato il Koala Protection Act.

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LA TIGRE DELLA TASMANIA FORSE NON È ESTINTA

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Si chiama tigre della Tasmania, o tilacino, e si ritiene che l’animale sia estinto dal 1936. Ha il corpo che ricorda quello di una volpa, marsupiale come i canguri, la coda lunga e sottile ed i denti particolarmente affilati. L’animale si ritiene si sia estinto per via del dingo e dell’uomo. Il governo australiano parla però di ben 8 avvistamenti durante gli ultimi 3 anni e ciò mette in dubbio che non siano rimasti esemplari. Nel febbraio scorso ci fu un avvistamento con un rapporto che afferma come i testimoni siano stati “sicuri al 100% che l’animale che hanno visto fosse un tilacino”.

Immagine di Criptozoo

LE BALENE CI SALVERANNO

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Il FMI evidenzia l’importanza strabiliante delle balene: l’ecosistema delle balene assorbe ben il 40% di tutta l’anidride carbonica nel mondo, ovvero 37 miliardi di tonnellate che si traducono nell’equivalente di quattro Amazonie! Mediamente ogni balena cattura circa 33 tonnellate di co2 contro la ventina di chili degli alberi. A ciò bisogna aggiungere il fatto che scendendo e salendo le balene muovono il fitoplankton che è efficace nel risucchiare anidride carbonica ed è tanto più presente quante più balene ci sono. A questo punto appare ovvio quello che bisognerebbe fare!

BOLIVIA: INCENDI CAUSANO 2 MILIONI DI ANIMALI DISPERSI

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“Abbiamo consultato i biologi della Chiquitania e abbiamo superato la stima di 2,3 milioni di animali dispersi in molte aree protette” fa sapere la professoressa Quiroga dell’Università di Santa Cruz in riferimento agli incendi che da settimane mettono in ginocchio il Bolivia. Un incendio che ha causato la scomparsa di 4 milioni di ettari di foresta e richiesto (da agosto) un Supertanker Boeing 747 e un russo Ilyushin oltre che 5000 vigili del fuoco. Attualmente sono stati estinti quasi tutti i focolai che inizialmente erano 8000.

INCENDI RECORD IN AMAZZONIA

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In Amazzonia nel 2019 è record di incendi dal 2013 dopo due anni in cui il fenomeno era in diminuzione stando a quello denunciato dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile. L’Istituto ha visto come da gennaio ad agosto 2019 c’è stato un aumento dei roghi dell’83% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per un totale di quasi 73mila incendi. L’Amazzonia sembra essere sempre più a rischio se si considera anche l’aumento del disboscamento aumentato del 65% rispetto al 2018.

Ci sono due cose da poter fare: la migliore è quale di prendere in mano la situazione e poi abbiamo la scelta di Bolsonaro che crede di risolvere tutto licenziando il direttore dell’Istituto.

A FINE 2019 AVREMO CONSUMATO 1,75 PIANETI

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Sempre peggio! Questo è quello che emerge dalle parole del Global Footprint Network, organizzazione internazionale che monitora l’impronta ecologica dell’uomo. Quest’anno l’overshoot day, il giorno in cui il consumo delle risorse messe a disposizione della Terra supera quelle che in un anno è in grado di rigenerare, ricade il 29 di luglio, molto prima quindi della fine dell’anno. Anche il nostro pianeta ha bisogno dei suoi tempi per potersi rigenerare, ma noi di tempo non ne diamo e per questo l’organizzazione stima che nel 2019 consumeremo 1,75 pianeti. L’Italia non fa bella figura: si piazza infatti al nono posto dei Paesi che più consumano ed infatti avremmo già consumato tutte le nostre risorse il 15 di maggio. Quello che chiede l’organizzazione è di spostare di almeno 5 giorni l’anno l’overshoot day in modo da raggiungere entro il 2050 un giusto equilibrio con la Terra. Gli ambiti principali su cui agire sono: città, energia, popolazione, cibo e pianeta.

IL 27% DELLE SPECIE È A RISCHIO ESTINZIONE

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Sono 28.338 su un totale di 105.732 le specie a rischio estinzione inserite nella “lista rossa” stilata dall’Uicn, Unione internazionale per la Conservazione della Natura, circa il 27% di tutte le specie esistenti. Il numero complessivo è in aumento del 6% rispetto al 2018 quando si parlava di 26.840 tra animali e vegetali. Particolarmente preoccupante la situazione di 6127 specie che si trovano in una situazione di pericolo molto grave, circa 300 in più rispetto l’anno passato. Tra le cause di questa situazione troviamo la perdita di habitat e attività umane poco sostenibili. “La natura sta declinando ad una velocità senza precedenti nella storia dell’umanità” afferma Jane Smart. Mentre l’esperto Lee Hannah ricorda che “il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono le due grandi sfide del secolo per l’umanità”.